ONCOLOGIA FABRIANO, A TU PER TU CON LA DOTTORESSA SILVA

Un prezioso lavoro di squadra che pone il paziente al centro, attraverso il lavoro sinergico di specialisti e strutture, con l’obiettivo di ottimizzare il percorso di cura dei pazienti oncologici. Una rete di professionisti che si avvale del contributo fondamentale dell’Associazione Oncologica Fabrianese, un fiore all’occhiello della nostra città e del comprensorio tutto. Abbiamo incontrato la dottoressa Rosa Rita Silva, direttore SC Oncologia Medica Area Vasta 2 ASUR Marche, per un report sulle recenti attività svolte e per analizzare i dati nazionali sull’incidenza dei tumori, con particolare riguardo al Registro Tumori della Regione Marche.

Dottoressa, continua il percorso condiviso con gli specialisti dell’Area Vasta 2 che proprio nei giorni scorsi si è canalizzato nella Tavola Rotonda “La salute dell’osso in oncologia”. Possiamo sintetizzare per i nostri lettori la risultante di questo progetto?

Nel corso degli ultimi anni i progressi diagnostici ed i miglioramenti terapeutici hanno consentito di aumentare la sopravvivenza in numerose forme tumorali, avendo come obiettivo la guarigione di malattia. Tutto ciò può portare ad un rischio potenziale di eventi avversi a lungo termine: la perdita di massa ossea ed il rischio fratturativo ad essa associato ne rappresentano un esempio. Se ci focalizziamo sulle patologie più importanti nel nostro paese e anche nella nostra regione , dal punto di vista di incidenza (numero di  nuovi casi diagnosticati in un anno)  o prevalenza (numero di casi totali) rappresentati dal tumore della mammella  e dal tumore della prostata , sappiamo che pazienti trattati per periodi prolungati con terapia di deprivazione ormonale (azzeramento dei livelli di  estrogeni nella donna e androgeni nell’uomo) hanno un aumentato il rischio di perdita di massa  ossea legato al trattamento oncologico. La perdita di massa ossea, comunemente nota come osteoporosi, è responsabile di aumentato rischio di fratture, che avvengono prevalentemente a livello della colonna vertebrale ma anche al bacino. L’impatto di questi eventi avversi è notevole, sia per la qualità della vita dei pazienti che per i costi sanitari e sociali ad essi associati.

In cosa consiste l’Ambulatorio “Salute dell’Osso in Oncologia? E’ già operativo a Fabriano?

Insieme al collega direttore dell’UO Medicina di Fabriano Maicol Onesta, abbiamo pensato di dare vita

all’ambulatorio “Salute dell’Osso in Oncologia”, che vede la presenza di diversi specialisti a vario titolo coinvolti (oncologo, reumatologo, endocrinologo, odontostomatologo) che, attraverso una attenta valutazione dei fattori di rischio, avvia un percorso terapeutico che preveda interventi sullo stile di vita, coadiuvati da eventuali trattamenti medici osteoprotettivi in base a criteri ben precisi. Nell’ottica di una omogeneizzazione dei percorsi nell’ambito dell’AV2 nascono 3 ambulatori nelle sedi ospedaliere di Fabriano, Jesi e Senigallia. Per quel che riguarda la nostra città l’ambulatorio sarà attivo dalla fine di ottobre, primi di novembre 2019, i pazienti saranno indirizzati dall’oncologo che ravvede la necessità di approfondimento diagnostico terapeutico delle problematiche legate alla osteoporosi. I pazienti saranno seguiti nel tempo per tutta la durata della terapia ormonale. Saranno raccolti i dati epidemiologici, clinici, di follow up di tutti i pazienti che accederanno agli ambulatori previsti nelle 3 sedi ospedaliere. Riteniamo che questa modalità consenta di ottimizzare i risultati evitando il” pellegrinaggio “del paziente da uno specialista all’altro, ma con una organizzazione precisa che si faccia carico degli effetti collaterali a lungo termine legati al trattamento oncologico in atto.

Il Registro Tumori della Regione Marche sta procedendo a rilento, unitamente all’aggiornamento dello stesso. Quanto è importante un Registro Tumori aggiornato per la prevenzione e la cura dei tumori, soprattutto per voi addetti ai lavori? Perchè siamo così indietro?

I Registri Tumori (RT) sono strutture deputate alla raccolta e registrazione di tutti i tumori che si verificano in un determinato territorio.  Il ruolo primario di un Registro Tumori è quello di costituire e gestire nel tempo un archivio di tutti i nuovi casi di tumore diagnosticati ed assicurare che la registrazione dei dati avvenga in modo rigoroso e con carattere continuativo e sistematico. La maggior parte dei registri italiani sono registri di popolazione ovvero, raccolgono i dati relativi alle malattie tumorali di tutti i residenti di un determinato territorio. A dicembre 2013 è stato costituito il registro tumori della Regione Marche; da allora il Registro ha subito una serie di rallentamenti, anche a seguito della necessità di richiedere al Garante il parere per la protezione dei dati personali. Nel 2017 è stata approvata la convenzione tra Agenzia Sanitaria Regionale Marche e Università di Camerino e Politecnica delle Marche per lo svolgimento delle attività del registro. Sono in inserimento i dati relativi ai casi incidenti negli anni 2013, 2014, 2015 e a fine ottobre saranno presentati i dati validati da AIRTUM (Associazione Italiana Registri tumori). AIRTUM è un’associazione che con la sua attività ha lo scopo di raccogliere e validare i dati dei registri tumori delle regioni italiane ( anche se il registro non è attivo in tutte) con  l’obiettivo di rendere disponibili alle autorità amministrative, agli organi del Servizio Sanitario Nazionale e alla comunità scientifica, i dati sulla frequenza dei tumori, nell’interesse della ricerca, della prevenzione, della pianificazione dell’assistenza, della facilitazione dell’accesso alle cure e della valutazione della loro efficacia. A breve quindi avremo disponibili i dati del registro anche nella Regione Marche e si potranno fare le valutazioni più opportune riguardo l’incidenza, la prevalenza, la mortalità per le singole forme tumorali nelle diverse aree della nostra regione, verificando così anche i risultati dell’assistenza.

Dati nazionali alla mano, riusciamo ad avere numeri aggiornati riguardo l’incidenza dei tumori e, più in particolare, su quali neoplasie specifiche?

A questo proposito sono stati appena presentati i dati relativi a “I numeri del cancro in Italia 2019”, volume edito dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e da AIRTUM, che riguardano dati di incidenza e mortalità per i tumori in Italia. Per la prima volta è evidente una riduzione del numero di nuovi casi di tumore in Italia (2000 in meno rispetto all’anno precedente) con un aumento di sopravvivenza (63% delle donne e 54% degli uomini a 5 anni); 1 milione i pazienti guariti e 3 milioni e 500.000 pazienti che vivono con una diagnosi di tumore. Tumore della mammella, colon retto, polmone, prostata e vescica occupano i primi 5 posti. Un dato che deve far riflettere, a fronte della riduzione di incidenza del tumore del polmone negli uomini, è l’aumento del numero di casi (+ 2,2 % anno) nelle donne, legato alla preoccupante diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta tra le italiane. La diminuzione significativa di mortalità per tumore in entrambi i sessi è il risultato di più fattori quali la prevenzione primaria (in particolare lotta al tabagismo) la diffusione degli screening nazionali, i miglioramenti diagnostici e terapeutici (chirurgici, farmacologici, radioterapici) e l’applicazione su vasta scala di una gestione multidisciplinare dei pazienti oncologici.

Parliamo delle attività dell’Associazione Oncologica Fabrianese. Proprio in questi giorni è stata donata un’autovettura dedicata all’assistenza domiciliare oncologica. Quanto è importante la collaborazione dell’Associazione con il reparto di oncologia?

Sin dall’inizio delle attività del reparto di Oncologia, la filosofia che ha guidato gli operatori è stata quella del “prendersi cura” del paziente oncologico, nella sua accezione più ampia. Filosofia ispiratrice di questo modello è la “CONTINUITA’ ASSISTENZIALE”. Ebbene l’Associazione Oncologica Fabrianese ha sposato questa filosofia ed è stata al fianco del reparto sin dalla sua costituzione. Il modello “simultaneous care “che si riferisce alla presa in carico del malato oncologico, rappresenta oggi lo strumento più consono a fornire le risposte ai molteplici bisogni che il malato oncologico presenta nel corso della sua malattia. Il paziente, che è sempre più cosciente e coinvolto nel processo decisionale che lo riguarda, ha bisogno di un referente per tutto l’iter terapeutico. Quindi l’oncologo medico non è solo il “prescrittore” di trattamenti medici, ma deve essere punto di riferimento per il malato e la sua famiglia nel percorso assistenziale. La situazione del malato di cancro rappresenta nella vita dell’uomo una delle condizioni in cui si sperimenta il concetto di “precarietà”. Da ciò può derivare un senso di abbandono che contraddistingue in maniera particolare la fase terminale di malattia: per questo è importante che il rapporto umano tra il paziente e coloro che lo assistono (medici, infermieri, psicologi, volontari) garantisca dignità alla persona che chiede aiuto. Nel corso di questi anni, con l’impegno e il sostegno dell’Associazione Oncologica Fabrianese, molti malati sono stati assistiti nella fase più difficile della loro malattia: riteniamo di essere riusciti a fornire alcune risposte ai molti bisogni.

Come è organizzato il personale operativo per il servizio di assistenza domiciliare nel nostro territorio?

Nel corso dell’ultimo anno l’assistenza domiciliare si è arricchita della presenza di due infermiere professionali dedicate (Agnese Spigarelli e Valeria Luciani) oltre alla nostra storica psicologa domiciliare Mary Romagnoli e alla Dott.ssa Miriam Caramanti, che svolge la sua attività di dirigente medico oncologo presso il reparto e, a supporto del personale infermieristico, si reca quando necessario al domicilio del paziente. La presenza di due infermiere professionali dedicate consente di fornire un’attività domiciliare sia al mattino che al pomeriggio 6 giorni a settimana e pertanto avere a disposizione un’automobile “dedicata” consente l’attività per 12 ore al giorno, rispondendo quindi in maniera più completa ai bisogni dei pazienti a domicilio.

Quanti sono i pazienti che usufruiscono di questo servizio?

Nel 2018 sono stati seguiti a domicilio 112 pazienti, dalla richiesta di attivazione del servizio di Assistenza Domiciliare Oncologica alla presa in carico trascorrono in media 4 giorni.

Tante sono le attività ed i progetti che nel tempo avete strutturato per migliorare la qualità della vita dei pazienti sottoposti a cure oncologiche. Possiamo ricordarne qualcuno?

La qualità della vita è un aspetto di particolare rilevanza nel percorso di malattia oncologica, pertanto l’attenzione alla qualità della vita deve essere presente in tutta la storia del paziente: nella fase diagnostica, nella fase terapeutica, nella fase di follow up, nel paziente guarito, e nelle fasi avanzate. Abbiamo sempre cercato di essere attenti e, con il supporto dell’Associazione Oncologica Fabrianese ma anche di tanti pazienti, familiari e Fondazioni, nel corso degli anni abbiamo cercato di creare un ambiente il più possibile confortevole per il paziente con un’attenzione particolare agli arredi, ai colori, alla musica, alla riduzione del rischio di caduta dei capelli con lo scalp cooler. In questo campo però ritengo che si debba intervenire “in punta dei piedi” perchè spesso i bisogni del paziente sono diversi da quelli che noi supponiamo e solitamente cerchiamo di indagare (magari con questionari) quali sono le aree di maggiore necessità. Credo infine che il bisogno più importante che esprime il paziente è quello di avere un professionista (medico, infermiere o psicologo), preparato professionalmente ma che sappia anche curare con il cuore, comprendere e accogliere. Concludo esprimendo la mia gratitudine a tutto il personale che lavora nel nostro reparto: nulla sarebbe possibile senza il loro instancabile e appassionato lavoro.

Gigliola Marinelli