4 MILA IMPRESE IN MENO IN 10 ANNI, LA FOTO DELLA FONDAZIONE MERLONI

Fabriano – Nuove imprese, in dieci anni 4mila in meno. La fotografia sull’imprenditorialità nelle Marche è stata scattata dalla Fondazione Aristide Merloni a Fabriano, presso il padiglione Save the Apps al Palazzo del Podestà alla presenza, fra gli altri, del presidente della Fondazione, Francesco Merloni e del vice, Gian Mario Spacca. “Nell’arco degli ultimi dieci anni, la nascita di nuove imprese è passata da circa 12mila a poco più di 8.000 nel 2018. La riduzione dei tassi di natalità imprenditoriale è stata più rapida nella Regione rispetto a quanto osservato nella media italiana. A ciò contribuiscono fattori strutturali, come il progressivo invecchiamento della popolazione e la riduzione delle opportunità determinata dal prolungarsi della crisi. Dopo una parziale divergenza positiva nel 2016 e nel 2017, lo scorso anno si è assistito a un nuovo brusco calo”, ha evidenziato Donato Iacobucci del Centro per l’innovazione e l’imprenditorialità.

A livello regionale, quasi un terzo delle nuove imprese riguarda attività nel commercio, in particolare quello al dettaglio. Seguono le costruzioni, l’industria manifatturiera e i servizi di alloggio e ristorazione. Oltre alle zone terremotate, le nuove attività imprenditoriale si collocano maggiormente nelle aree urbane e costiere. Tasto dolente il notevole gap di genere nell’attivazione di nuove imprese. La propensione imprenditoriale nella popolazione adulta femminile è la metà di quella maschile nelle Marche. Tale divario è ancora più accentuato per le imprese ad alto contenuto di conoscenza. Per quest’ultimo aspetto conta la scarsa presenza femminile nei percorsi di laurea STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

Le Marche hanno una percentuale di imprese femminili maggiore rispetto alla media nazionale: 22,99% contro 21,93%, sebbene registrino una diminuzione di 181 imprese nel saldo imprese femminili registrato tra il 2017 e il 2018: a fine dicembre sono nate 2.285 imprese femminili. Il 27,6% nella provincia di Ancona con una incidenza molto forte delle imprese che si occupano di commercio 26% e di attività di servizio di alloggio e ristorazione 14%; il 22,6% nella provincia di Macerata che registra una incidenza delle attività commerciali del 24%, seguita da un 14% nel settore agricolo e un 12% nel settore manifatturiero; il 21,4% nella provincia di Pesaro e Urbino che registra una incidenza delle attività nel settore commerciale del 25,4% e il 14% nelle attività di servizio di alloggio e ristorazione; il 15,4% nella provincia di Ascoli Piceno con una prevalenza del settore commerciale 20% e agricolo 14%; il 13% nella provincia di Fermo dove la maggioranza delle imprese nascono nel settore manifatturiero 23,5%, seguito dal commercio 21%.

Le Marche, comunque, continuano a caratterizzarsi per una maggiore vivacità imprenditoriale nelle attività manifatturiere e nei settori high-tech, grazie a un forte e diversificato sistema manifatturiero che favorisce la trasmissione delle competenze e alimenta la domanda di prodotti e servizi intermedi. A fine 2018 risultavano iscritte nel registro come start-up innovative 338 imprese, pari al 3,6% del totale nazionale. Le province che mostrano la maggiore vivacità sono Ascoli Piceno e Ancona, poi Macerata, Pesaro e Fermo. La maggiore presenza di start-up innovative è rilevata nei comuni di Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro e Jesi. Seguono Fano e Osimo, Macerata e Camerino.

Marco Antonini