Amalfi, perla della costiera, regina dei mari

La perla della Costiera Amalfitana, un porto di circa 5500 abitanti che conserva memorie storico-artistiche, singolarità nelle architetture, mitezza del clima e il prestigio di essere la più antica Repubblica marinara, un ponte mediterraneo per l’Oriente bizantino, il mondo arabo e l’Occidente cristiano. Percorrendo le viuzze tortuose tra casette bianche in un clima urbanistico pittoresco tra disordine e gradinate sul pendio, tra viuzze strette colorate, corridoi con sorprendenti angoli suggestivi, piazzette e angoli, si arriva all’angusto sbocco della Valle dei Mulini. E’una strada sassosa tra agrumeti e cascate quella dei Mulini, qui è nata la lunga tradizione cartaria che ebbe inizio tra il 1110 e il 1200, l’antica cartiera ora è un museo molto visitato, ci troviamo in una valle che si riduce poi in una gola incassata.

Amalfi secondo la leggenda, sarebbe stata fondata nel secolo IV d.c. dai Romani, che erano in viaggio per Costantinopoli. Le imbarcazioni romane naufragarono a Ragusa, nel ritorno fondarono Melphe presso Palinuro, poi entrarono più dentro la costiera e fondarono la città di A-Melphe, da qui il nome Amalfi. Essa venne poi saccheggiata dai Longobardi, conquistata dai Normanni e vivrà la sua massima grandezza nel 1137 come libera Repubblica. Gli amalfitani erano abilissimi Navigatori, ma anche inventori e innovatori con la tradizione cartaria appunto, la bussola e gli strumenti nautici con Flavio Gioia, il codice marittimo e le tecniche di navigazione con le tavole amalfitane. L’arsenale era il luogo dove venivano costruite le grandi galee, le più grandi del tempo, quelle dotate di 112- 116 remi.
L’ eccellenza artistica è l’antico Duomo, che domina la piazzetta principale, ammirato dai tanti turisti che arrivano coi traghetti dal mare e fotografato in ogni angolo lungo la ripida scalinata. Facciata decorata del IX secolo, un particolare chiostro, chiesa intitolata a Sant’Andrea, il cui corpo è venerato nella bellissima e suggestiva cripta sullo stile di quella del duomo di Salerno.

Lasciando Amalfi, a solo 1 km si arriva ad Atrani, borgo a picco che dà sul mare, abitato in passato dalle famiglie patrizie più importanti della Repubblica marinara, uno dei centri più pittoreschi della costiera amalfitana. Sulla piazzetta si leva la chiesa dove venivano eletti i dogi, qui vi sono anche le loro sepolture, chiesa intitolata a San Salvatore de Birecto. Beh, studiando e appassionandoci alla storia, siamo stati tutti un po’ tifosi di Amalfi contro le grandi Genova, Venezia, Pisa, è come tifare una squadra non proprio tra le big, ma con una storia e tradizione senza eguali. Amalfi, la regina dei mari, patrimonio dell’Umanità UNESCO, che ora orgogliosa del suo passato vanta un turismo mondiale.

Francesco Fantini