SCOPERTA LA FONTANA!

di Marco Antonini

Fabriano – Si è conclusa la prima fase del restauro della Fontana Sturinalto, simbolo della città della carta, che viene scoperta per l’Annual Meeting Unesco e l’arrivo, dal primo giugno, di tanti turisti in occasione dell’esposizione, presso la Pinacoteca civica Molajoli, dell’opera Madonna Benois di Leonardo da Vinci. Poi, da luglio, al via di nuovo i lavori per terminare l’intervento di restauro conservativo. Nei giorni scorsi, intanto, è stato terminato il lavoro di pulizia della parte bassa, dello zoccolo a terra e della parte alta in bronzo e la fontana si può ammirare in tutto il suo splendore.

La Fontana 

Il restauro è stato affidato alla ditta Flebea Restauri snc di Gualdo Tadino. Il lavoro è finanziato, per circa 50mila euro, grazie all’avanzo di Amministrazione. Da mesi la fontana si presenta senz’acqua e tutta protetta da tubi metallici affinchè gli addetti possano riportarla all’antico splendore. Eretta su disegno di Jacopo di Grondalo nel 1285, con base ottagonale in pietra bianca locale con tre bacini digradanti, con il minore dei tre in bronzo, è a tutti gli effetti la cartolina per eccellenza di Fabriano. Tutti coloro che raggiungono l’entroterra per visitare il Museo della Carta e della Filigrana, la Pinacoteca civica, il Museo Guelfo o il Museo Diocesano non tornano a casa senza aver raggiunto Piazza del Comune e fotografare la storica fontana. Adesso, dopo la prima parte del lavoro già effettuato, sarà ancora più bella la Fontana Sturinalto. L’ultimo importante intervento, dopo quello del 1348 a seguito del terremoto e dei successivi nel 1948/49, è stato eseguito nel 1993, ben 26 anni fa.

“Lo stato di conservazione dei materiali impiegati per la realizzazione della fontana desta preoccupazione a causa di numerose perdite di materiale originale e delle croste che, con un possibile distacco, possono esporre all’attacco di agenti atmosferici nuove porzioni di materiale originale. Osservando nel dettaglio la fontana si possono elencare numerose forme di degrado considerate alterazioni cromatiche, chimiche e biologiche. Sono presenti tracce di vegetazione, distacchi, fratture, scagliature e forme di disgregazione”. Questa è la sintesi della relazione che Giuseppina Fazio dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro ha inviato, mesi fa, all’Amministrazione comunale che evidenzia le forme di degrado e lo stato di conservazione attuale del monumento della città.

Nello specifico, il restauro prevede: rimozione di depositi di notevole spessore con micro-sabbiatrice; rimozione di depositi, incrostazioni, concrezioni, mediante applicazione di compresse imbevute di soluzioni di sali; rimozione o abbassamento di stuccature; disinfestazione mediante applicazione di biocida, una sostanza tossica per i microrganismi; consolidamento di fessurazioni, fratturazioni ed esfoliazioni; trattamento finale preventivo mediante applicazione di biocida; trattamento per l’arresto dell’ossidazione o protezione di elementi metallici; revisione degli elementi metallici; ricostruzione di parti mancanti di pietra; restauro degli elementi in bronzo. Tutti questi lavori, durata circa sei mesi, costeranno 48.781,09 euro, finanziati con l’avanzo di Amministrazione. A proposito di fontane dobbiamo evidenziare le preoccupazioni dei residenti del quartiere Piano, via Berti e piazza Quinto Sella per la precisione, circa la storica fontana situata all’ombra della chiesa di Santa Lucia. Questa, da tempo, è diventata non più solo un monumento architettonico della Fabriano che non c’è più, ma una vera e propria rotatoria: le auto provenienti da via Balbo, infatti, girano intorno alla fontana di via Berti per raggiungere poi via Gioberti e la sede delle Poste centrali.