PUNTO NASCITA: IL CONSIGLIO DI STATO DICE NO, RESPINTA RICHIESTA DEL COMUNE

di Marco Antonini

Fabriano – Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Fabriano per annullare il provvedimento di chiusura della sala parto dove non si nasce più dallo scorso marzo. Alle mamme, quindi, come già da diversi mesi, non resta che mettersi in auto, al nono mese di gravidanza, per raggiungere l’ospedale più vicino: Branca a 25 minuti; Jesi a 45, SS 76 permettendo. Nel dipartimento materno infantile pesa anche la carenza di pediatri: il reparto, nonostante i quasi 8mila bambini, è diventato un presidio ambulatoriale 6 ore al giorno. Ieri, 16 maggio, sono andati a Roma, per cercare di salvare il punto nascita, l’avvocato Giovanni Ranci per il Comune di Fabriano insieme a Michela Ninno, legale di Palazzo Chiavelli e l’avvocato Alessandra Ranci per i Comuni di Sassoferrato e Genga. Contro la richiesta di sospensiva presentata dalle città dell’entroterra, Regione Marche e Asur. Adesso l’ultima parola arriverà mercoledì 22 maggio con l’udienza nel merito presso il Tar delle Marche. Sono circa 330 i parti effettuati nel 2018.

Il sindaco Santarelli

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso sul pronunciamento del Tar per la richiesta di sospensiva motivandolo con l’ormai prossimo pronunciamento dello stesso Tar nel merito del ricorso contro la chiusura del reparto. Ormai questo appuntamento del 22 maggio sembra essere diventata la scusa per non decidere e intanto la regione continua a costituirsi contro ogni nostra azione. Continuiamo a non capire come sia possibile che la decisione presa dalla Giunta Regionale con tanto di Delibera, n. 1554 del 28/11/2018, con la quale si faceva salvo il reparto nascita di Fabriano, possa essere annullata dall’ordine di una funzionaria dell’ARS.