“BILANCIO DI PREVISIONE STERILE E SENZA CONFRONTO”, L’AFFONDO DI GRILLINI

di David Grillini, consigliere comunale lista CambiaMenti Cerreto d’Esi

Cerreto d’Esi – Il 30 marzo si è svolto il consiglio comunale, con diversi punti all’ordine del giorno. Ci verrebbe da coniare in maniera provocatoria il detto “guarda il consiglio comunale e ti dirò chi sei!”. Secondo noi infatti questa assemblea dovrebbe svolgere un ruolo determinante nella programmazione politica, sociale, economica del paese, ma in realtà a Cerreto d’Esi tale organo collegiale altro non è che un luogo senza alcun confronto e, anche in considerazione dell’esiguità di pubblico partecipante, ciò consente alla maggioranza farneticazioni di varia natura, come le esternazioni del sindaco nel dibattimento dell’ultimo punto, quello riguardante l’approvazione del bilancio di previsione 2019 e pluriennale 2019-2021.

Con l’amministrazione Porcarelli purtroppo in questi anni il bilancio di previsione è sempre stato sterile e privo di qualsiasi scelta politica, soltanto costituito da introiti provenienti da tasse, soprattutto Tari, Imu, senza prevedere minimamente la crescita dei servizi, con il sindaco che certamente non brilla per presenza in comune mentre i conti e la gestione generale meriterebbero una dedizione quotidiana. Detto questo il sindaco è stato capace di sostenere fervorosamente che con lui, sia per i mandati precedenti che per quello attuale, il comune di Cerreto d’Esi è costantemente cresciuto e migliorato, ignorando ciò che gli abbiamo fatto notare, ovvero che per quello che riguarda i mandati passati, egli è il responsabile del 65% , dati alla mano, del debito contratto dal comune, mentre per il mandato attuale, è il primo responsabile della brutta disgregazione sociale e del degrado che sta vivendo la nostra città, i concittadini sono divisi, con alcune categorie che socialmente gravitano in grandi difficoltà, prime su tutti le giovani generazioni che subiscono la totale trascuratezza a cui siamo stati condannati.

Sicuramente il punto che è stato oggetto della discussione più aspra e prolungata, è quello riguardante la TARI. Questa tassa, come forse non tutti sanno, viene addebitata totalmente ai cittadini, cioè il comune non contribuisce in nessuna maniera, ed è divisa in due quote, una quota “domestica” in capo alle famiglie e una quota in capo alle attività commerciali, artigianali, industriali denominata quota “non domestica”. La TARI è stata recentemente oggetto di molte controversie, con il settore dei “non domestici” preso nella disperazione perché aveva beneficiato negli anni passati di uno sconto a pioggia tra il 20 e il 40% che invece sarebbe spettato solamente a coloro che ne avevano diritto per autonomi smaltimenti. Tale sconto è stato recentemente tolto gettando queste categorie nella disperazione con l’arrivo di cartelle Tari improponibili per Cerreto con aumenti anche del 60%. Ciò ha comportato perfino l’intervento delle associazioni di categoria che, in rappresentanza dei loro affiliati, hanno manifestato malcontento, cosa che anche noi come gruppo politico abbiamo fatto nelle opportune sedi istituzionali. Comunque oggi la Tari è stata riformata, infatti l’importo a carico delle famiglie passa dal 53% dello scorso anno al 62%, mentre quello a carico delle attività dal 47% al 38%. In termini pratici ciò comporterà uno sconto per le attività del 27% rispetto alle tariffe del 2018, mentre mediamente per i cittadini (naturalmente entrano in gioco altri parametri specifici) è previsto un aumento di circa 11 euro annue per ogni persona.

Il problema che ci sta più a cuore è che ora, per una incertezza generata dalle amministrazioni, ( beneficio degli sconti a “pioggia”), non siano i cittadini a pagare, con la richiesta degli importi degli anni precedenti che, oltretutto, sicuramente getterebbe le martoriate attività del nostro paese in ulteriori difficoltà, dunque costrette in alcuni casi a soccombere. Un’ultima nota merita, oltre alla questione di per se, il discorso dei pulmini, dovuto alla poca serietà dell’amministrazione: infatti avevamo presentato delle interrogazioni al riguardo in data 29-10-2018 che sono state discusse solamente il 30 marzo 2019 perdendo inevitabilmente anche in contenuti, un’indecenza non tollerabile visto che il regolamento ne prevede la risposta scritta entro 30 giorni dalla presentazione nonché la discussione al primo consiglio utile, non al terzo come invece accaduto.

In conclusione, tornando al detto iniziale, “guarda il consiglio comunale e ti dirò chi sei!”, si evince, come risposta, che siamo ben poco: siamo dei cittadini con una maggioranza politica incapace non solo di governare ma anche di confrontarsi su ogni tema, anche il più banale, totalmente lontana dai problemi e dalle esigenze del paese. Così si farà morire Cerreto, solo noi cittadini possiamo evitare il peggio aprendo finalmente gli occhi.