LA STORIA DI ANNA, DA FABRIANO A TORRETTE: 57 INTERVENTI IN 13 ANNI

di Marco Antonini

Fabriano – La storia di Anna. Quando la vita e la voglia di vivere sono più forti della malattia. Negli ultimi quattro mesi è entrata in sala operatoria 8 volte. “Sono viva grazie alla professionalità e all’amore con cui i medici degli ospedali Profili di Fabriano e Torrette di Ancona mi seguono da 13 anni”. Lei è Anna, nome di fantasia, risiede con suo marito nella città della carta. Ha 48 anni ed è affetta da Pseudo ostruzione intestinale cronica. Deve obbligatoriamente mangiare tramite vena: il suo stomaco non funziona per nulla. Per colpa del sistema immunitario molto indebolito, trovare accessi venosi idonei per la sua nutrizione diventa sempre più difficile. E’ andata in setticemia molto spesso e, negli ultimi mesi, è finita sotto ai ferri ben 8 volte. “Grazie alla dottoressa Piera Pezzotti (coordinata dal primario di Medicina Vascolare, dottor Carbonari) di Torrette sono viva: è la chirurga vascolare che mi opera da 13 anni. Mi ha installato un catetere venoso centrale non più posizionabile dalle vene dell’addome superiore in quanto non ho più vene in grado di supportare la nutrizione coordinata da un computer che mi permette di sopravvivere e mangiare”.

Anna è una delle 7 persone che attualmente, in Italia, soffrono di questa rara patologia dal quale si può provare a guarire solo con un trapianto di intestino. La donna vive quotidianamente con l’intestino come se fosse morto: il cibo rimane bloccato perchè gli organi dell’apparato digerente non funzionano. Dal 2006 è entrata in sala operatoria 57 volte. Di questi ben otto sono serviti per eliminare il cibo dall’intestino. Eppure Anna non si arrende e ha deciso di raccontare questa storia. Da molti mesi ha le difese immunitarie molto basse, una conseguenza della sua patologia, e i sanitari coordinati dal primario, Andrea Giacometti dell’ospedale Regionale, non riescono a guarirla da una setticemia che ne arriva, purtroppo, un’altra. Una vita intensa, quella di Anna che, da prima di Natale, è ricoverata in isolamento. Nonostante tutto è energica, attiva, solare. Scrive, pensa. La sua vita è tramite cellulare e tv. Nonostante le difficoltà va avanti anche se sa che non potrà mai più ingerire cibo e andare al ristorante con suo marito per gustare una prelibatezza del posto, ma si dovrà “accontentare” di una tisana o di un brodino leggero.

“Un’azione non di poco conto a livello psicologico” sussurra il marito che la segue quotidianamente. Anna mangia solo tramite vena. Il cibo ingerito in bocca deve essere liquido. Riesce a bere perché in passato le è stata immessa una sonda che, dallo stomaco, fa fuoriuscire cibo e succhi gastrici. E’ collegata 14 ore su 24 a una macchina che le dà il nutrimento necessario per vivere tramite sonda in vena. Nonostante questo, quando non è ricoverata, riesce a cucinare per suo marito pur non potendo mangiare nulla. La Psuedo ostruzione intestinale cronica è una malattia rara che ti cambia. “Essendo collegata tutti i giorni in maniera venosa per la nutrizione – racconta la donna – il rischio infezioni è molto alto, come in quest’ultimo periodo dove la setticemia è difficile da sconfiggere. Alla preoccupazione devo aggiungere la complessità di vivere in isolamento”. Per Anna, all’ospedale Profili, hanno ricreato una stanza con le stesse condizioni e macchinari di Ancona, senza contatto con l’esterno, per permettere ai suoi cari di starle più vicino. “Vorrei ringraziare tutti – confida il marito. I medici, gli infermieri e la caposala per il grande supporto clinico, umano e morale che stanno dimostrando verso Anna.