ASTALDI, LA PROPOSTA E IL PIANO CONCORDATARIO

Il 14 febbraio il Consiglio di Amministrazione di Astaldi, avendo ricevuto una offerta da parte di Salini Impregilo (“SI”), ha approvato la presentazione del piano e della proposta concordataria, di cui alla domanda di concordato preventivo con continuità aziendale. La manovra finanziaria alla base del Piano e della Proposta Concordataria, su cui si è espresso favorevolmente anche l’Attestatore indipendente, è coerente con l’offerta pervenuta da SI e prevede: un aumento di capitale per cassa riservato a SI pari a EUR 225 milioni, destinato al pagamento dei crediti privilegiati e prededucibili, nonché al servizio del piano di continuità; la soddisfazione parziale dei creditori chirografari con l’attribuzione in loro favore, sia di azioni derivanti dalla parziale conversione dei crediti, sia di strumenti finanziari partecipativi emessi dalla Società a valere sulla liquidazione degli asset non core segregati a loro favore.

Gli asset non core oggetto di segregazione comprendono il ramo concessioni con i progetti relativi al Terzo Ponte sul Bosforo, all’Autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir e all’Etlik Integrated Health Campus di Ankara in Turchia, all’Aeroporto Internazionale Arturo Merino Benitez e all’Ospedale Felix Bulnes di Santiago in Cile, (ii) il credito in Venezuela, e (iii) l’immobile della sede centrale di Roma.

All’esito dell’esecuzione del Piano, SI acquisirà la quota di controllo di Astaldi S.p.A. post esdebitazione concordataria. La Proposta Concordataria, coerentemente con l’offerta di SI, prevede, infatti, in estrema sintesi, che, all’esito di una operazione sul capitale di Astaldi da attuarsi nell’ambito della procedura di concordato preventivo in continuità aziendale:

– SI divenga il principale socio di Astaldi, con una percentuale pari al 65 % del capitale sociale risultante dall’operazione di ricapitalizzazione;

– i creditori chirografari di Astaldi diventino soci di Astaldi, convertendo in azioni i propri crediti, con una percentuale complessiva pari al 28,5 % del capitale sociale risultante all’esito dell’operazione di ricapitalizzazione;

– gli attuali azionisti della Società, all’esito dell’operazione di ricapitalizzazione, mantengano una percentuale di partecipazione pari al 6,5 % del capitale di Astaldi.

L’offerta di SI è condizionata, tra l’altro, alla ammissione e alla successiva omologazione della Proposta Concordataria, al conseguimento delle necessarie autorizzazioni di legge, all’assenza di eventi che mettano a rischio la fattibilità del piano economico-finanziario di continuità di Astaldi, al contributo di investitori di lungo periodo per l’apporto di una quota di mezzi propri funzionali all’operazione e alla disponibilità del sistema bancario a concedere ad Astaldi le linee di credito, per cassa e per firma, necessarie nel contesto della stabilizzazione finanziaria e operativa della Società prevista dal Piano. La Società ritiene che la Proposta Concordataria sia conveniente per i creditori e consenta di salvaguardare il valore e il know-how dell’azienda.

Indecente 76

Negli ultimi mesi si è detto molto riguardo allo stato dei lavori della Statale 76. Assemblee pubbliche che hanno coinvolto le rappresentanze economiche e sociali del territorio, due Consigli Comunali “aperti” convocati sul tema, innumerevoli riunioni istituzionali, sblocco dei fondi da parte del Cipe, ripetute rassicurazioni da parte di autorevoli rappresentanti delle commissioni parlamentari. I lavori però sono ancora fermi. Le chiacchiere non bastano: è il momento di passare all’azione. Gli attivisti hanno depositato un esposto in Procura.

Il punto di Patrizia Terzoni (M5S)

“La notizia dell’interessamento di Salini per l’acquisizione di Astaldi costituisce un potenziale passo in avanti anche per la risoluzione delle problematiche dei lavori della Quadrilatero, che hanno risentito della crisi di Astaldi” così Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera sulla notizia della proposta di acquisizione di Astaldi da parte di Salini. “Ovviamente ci sono diversi passaggi tecnici da espletare, tra decisioni dei creditori e valutazioni del Tribunale a cui Astaldi ha richiesto il concordato in continuità, però si apre uno spiraglio in una crisi che si sta facendo sentire pesantemente sul territorio. In ogni caso il Governo assicurerà lo svolgimento dei lavori che devono essere conclusi ma la risoluzione delle criticità relative all’azienda attualmente aggiudicataria dell’appalto faciliterebbe il processo” chiude la Terzoni.

Marco Antonini