“I CLIENTI NON VENGONO A FABRIANO PER COLPA DELLA SS 76”

di Marco Antonini

Fabriano – “I clienti che dall’ Italia e dall’estero arrivano a Fabriano rimangono sconvolti per lo stato della SS 76 e alcuni non tornano più in città”. L’ennesimo allarme sulle precarie vie di comunicazione dell’entroterra lo lancia Marcello Manfredi, amministratore delegato di Vde, la multinazionale tedesca che ha a Fabriano l’unica sede italiana. Da anni lavora per sviluppare la tecnologia 4.0 nel settore degli elettrodomestici. Occhi puntati, quindi, sullo stato dei lavori della direttrice Ancona-Perugia i cui cantieri sono fermi ormai da 7 mesi e non si hanno ancora notizie certe su un possibile ritorno degli operai visto che non è stato ancora presentato il piano di salvataggio da parte di Astaldi. Un altro inverno sta passando con incidenti che spesso bloccano la circolazione e a rimetterci non sono solo i pendolari, ma anche i clienti delle aziende del posto.

Negli uffici via Pian dell’Olmo si lavora a pieno ritmo. I quattro dipendenti della Vde non sono più soli: ne sono arrivati altri quattro e il personale è raddoppiato: sono tutti specializzati in elettronica ed elettrotecnica. Con un fatturato di un milione e duecento mila euro, Vde vuole arrivare, entro cinque anni, al traguardo dei 10 milioni di euro e a potenziare l’organico con altre 10 nuove assunzioni. Un risultato importante per lo staff di Marcello Manfredi che, ogni giorno, è a contatto con clienti di ogni parte d’Italia e d’Europa. Peccato, però, che bisogna fare i conti con le strade che conducono a Fabriano. La 76 è sempre nell’occhio del ciclone. “Lavoriamo bene nella città della carta – racconta Manfredi – ma quando dobbiamo accogliere manager e ingegneri nella nostra sede fabrianese ci mettiamo le mani sui capelli perchè i collegamenti sia ferroviari che stradali sono pessimi, per non parlare dell’assenza – assurda – di un volo diretto dall’aeroporto di Falconara verso Milano e Roma. Chi arriva con la macchina rimane senza parola dopo aver fatto la strada cantiere che collega Serra San Quirico a Fabriano. Abbiamo avuto clienti che, causa maltempo e strade complicate, hanno deciso di non arrivare in città e siamo dovuti andargli incontro noi, in Emilia Romagna o lungo la costa, prendendo un hotel. La 76 in queste condizioni – conclude – non ci aiuta”. Il grido della Vde e di tante altre aziende che, negli ultimi tempi, hanno alzato la voce, resta inascoltato. Eppure bisognerebbe avere a cuore questa infrastruttura perchè sono proprio questi imprenditori a mantenere vivo il comprensorio.

“Con il nostro lavoro – precida Marcello Manfredi – c’è una ricaduta economica non indifferente: i clienti, infatti, pernottano in città, mangiano in città e acquistano gadget e prodotti tipici in città. Spesso ospitiamo professionisti tedeschi – fino a un massimo di 10 giorni – che poi portiamo anche a vedere chiese e musei e rimangono tutti entusiasti”. Nel sito internet di Vde, solo per fare un esempio, Fabriano è accostata alle altre grandi sedi della multinazionale: Francoforte, Tokyo e Shangay. L’appello, quindi, è quello di completare la SS 76. I lavori sono fermi da 7 mesi e bisognerà aspettare ancora una settimana per conoscere il piano di salvataggio che Astaldi dovrà presentare al tribunale di Roma che ha autorizzato il concordato preventivo in continuità aziendale. Intanto, in attesa di conoscere il futuro della strada definita, nello scorso consiglio comunale, come “il ponte i Suez del centro Italia”, Anas è al lavoro per la manutenzione ordinaria. Sono stati predisposti interventi per la chiusura delle buche sulle carreggiate tra Serra San Quirico e Fabriano. Una misura richiesta, da tempo, dagli automobilisti che quotidianamente percorrono la tratta a 40 chilometri orari.