E’ SVEGLIO IL FRATELLINO INTOSSICATO DAL MONOSSIDO DI CARBONIO

Fano – E’ sveglio, ricoverato presso la camera iperbarica dell’ospedale di Fano, e risponde alle sollecitazione dei sanitari. Sono stabili, ma non gravissime, le condizioni del bimbo di 7 anni rimasto intossicato, questa mattina in località Aspro di Sassoferrato, dal monossido di carbonio. Deceduta, invece, la sorella di 10 anni. Nel piccolo paese sono ancora in corso i rilievi da parte dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Tutto è iniziato alle 7 di questa mattina quando la madre dei due bambini si è recata nella loro stanza per svegliarli e accompagnarli poi, come tutti i giorni, a scuola. Il marito, invece, era già uscito da casa per recarsi al lavoro. Una stufa, lasciata accesa durante la notte per rendere più caldo l’ambiente, ha mal funzionato, sprigionando monossido di carbonio le cui esalazioni sono state fatale per la ragazzina. Il maschietto, fortunatamente, è sopravvissuto e i medici dell’ospedale di Fano, dove è ricoverato nella camera iperbarica, sono ottimisti. E’ sveglio e risponde agli stimoli dei medici. Non presenta segni di intossicazione da monossido di carbonio, invece, la madre che è stata curata con ossigeno direttamente sul posto dai sanitari del 118. Indagini in corso da parte dei carabinieri: sembra che a causare la morte della bambina possa essere stato il cattivo funzionamento di una stufa o di un braciere artigianale, da qui si sarebbe spigionato il monossido di carbonio.

Monossido

L’ossido di carbonio (CO) o monossido di carbonio è un gas incolore, inodore, infiammabile, e molto tossico. Si forma durante le combustioni delle sostanze organiche, quando sono incomplete per difetto di aria (cioè per mancanza di ossigeno). Quali sono dunque le principali cause, e a cosa bisogna stare attenti? Fare attenzione a: impianti e apparecchi riscaldanti inadeguati (es. bracieri) e mal funzionanti, vecchi o installati scorrettamente (caldaie murali e scaldaacqua a fiamma libera, stufe e caminetti); processi di combustione in ambiente povero di ossigeno.

Cosa fare e non fare

– Provvedere a una manutenzione regolare dell’impianto termico da parte di personale qualificato
– controllare periodicamente i requisiti di sicurezza dei dispositivi, non modificarli autonomamente.
– verificare la pervietà e il tiraggio dei camini.
– non otturare le prese d’aria e garantire un adeguato apporto di ossigeno nei locali.
– non utilizzare bracieri e barbecue e generatori di corrente in ambienti chiusi.

In caso di sospetta intossicazione

– Allontanare l’eventuale intossicato all’ambiente contaminato e, se incosciente, posizionarlo sul fianco.
– aerare i locali.
– chiamare il 118.

Le raccomandazioni dei vigili del fuoco 

“Il gas tossico è infido perché non si avverte alcun odore né colore. Si produce negli impianti e stufe installati male, o non mantenuti correttamente, e nei locali chiusi senza alcun spiraglio di aerazione. Si raccomanda pertanto a tutta la popolazione di affidarsi a tecnici abilitati per sottoporre l’integrità e la pulizia della canna fumaria, nonché la conformità alle norme tecniche del proprio impianto o apparecchio, ed evitare assolutamente il fai da te”.

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Marco Antonini