LEGA NORD FABRIANO, DECRETO SICUREZZA: “GRAVI INIZIATIVE DEL COMUNE”

A cura del Direttivo di Lega Nord Fabriano

Anche il Comune di Fabriano, con un modo tutto suo e sull’onda della moda in voga al momento, si prepara a mettere in discussione il Decreto Sicurezza e Immigrazione. Lo fa con un’iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale che promuove un incontro del tavolo “Sconfiniamo” – un progetto al cui interno c’è di tutto – con la scusa di verificare le conseguenze a livello territoriale del Decreto Sicurezza sulla vita delle persone coinvolte nello SPRAR e per individuare azioni ed iniziative per sostenere i percorsi di integrazione con tutti i soggetti interessati. Il nostro Sindaco plaude all’iniziativa e definisce “pseudo fascistoidi” chi ha un pensiero difforme dal suo, cavalcando strumentalmente i valori dell’antifascimo.

In tutto questo è doveroso ricordare al primo cittadino e al Presidente del Consiglio Comunale che, come esponenti del M5S, fanno parte di una delle due parti politiche che ha votato e sostenuto in parlamento il Decreto e che come rappresentanti delle Istituzioni hanno l’obbligo e il dovere di rispettare e far rispettare le leggi. Le leggi, piacciano o meno, vanno applicate e il Decreto Sicurezza è una legge dello Stato, approvata dal parlamento e firmata dal Presidente della Repubblica. Nelle Istituzioni non può esistere il “fai da te”: è un principio elementare che non va ignorato, altrimenti sarebbe anarchia. Santarelli più di una volta ci ha ricordato di non aver sottoscritto alcun contratto, ma a Fabriano giova del sostegno di due parlamentari del M5S che il Decreto invece lo hanno votato e dunque sarebbe opportuno sentire la loro opinione su iniziative così estemporanee.

Visto che in molti si sono sentiti in dovere di esprimere la loro opinione, dando lezioni di costituzionalità sul Decreto senza magari averlo letto, vorremmo dare alcune delucidazioni sui suoi contenuti: i richiedenti asilo continueranno a beneficiare degli stessi diritti di accoglienza e di assistenza, delle cure mediche e dei servizi scolastici per i minori, indipendentemente dall’iscrizione anagrafica e sulla base del domicilio individuato; viene abrogato il troppo abusato permesso di soggiorno per motivi umanitari (unico paese in Europa ad averlo dal 1998), sostituito da “permessi speciali” (vittime di grave sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel paese d’origine, cure mediche, atti di particolare valore civile); il Decreto riserva esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema SPRAR, mentre i richiedenti asilo troveranno accoglienza nei centri preposti. Si amplia inoltre la possibilità di negare o revocare la protezione internazionale per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi, rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga; è prevista la sospensione della domanda d’asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado, oltre alla revoca della cittadinanza italiana a carico dei condannati per terrorismo. Lo SPRAR, dunque, continuerà ad esistere per rifugiati e minori non accompagnati, cioè per le fattispecie che meritano di essere accolte.

Comprendiamo che per qualcuno sia difficile accettare misure che finalmente mettono un freno a quella falsa e confusa ideologia dell’accoglienza a tutti i costi, che favoriva esclusivamente il business con cui Coop di vario colore e albergatori falliti si sono arricchiti a spese degli italiani, mantenendo in albergo schiere di finti profughi, ma ora la pacchia è finita! Invitiamo il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale ad occuparsi dei tanti problemi che affliggono la città e le famiglie fabrianesi, tenendo in considerazione che i dati della Caritas restituiscono una situazione preoccupante, con un aumento di famiglie italiane sempre più in difficoltà e che negli ultimi anni si sono viste scavalcate in tutte le graduatorie per l’accesso ai servizi da chi, senza nessun titolo e in nome di un buonismo imperante, ha fatto man bassa di ogni agevolazione. E visto che a qualcuno piace chiudere i propri interventi con frasi ad effetto, anche noi ne abbiamo una di Papa Benedetto XVI, pronunciata a Ratisbona: “Il primo diritto di un migrante è quello di non emigrare”. Sarà nostra premura con una serie di iniziative dedicate illustrare ai cittadini il Decreto Salvini, che non si occupa solo di immigrazione, ma contiene anche norme per una più efficace lotta alla mafia e tante misure di buonsenso sulla sicurezza, anche a beneficio dei comuni, che da tempo gli italiani aspettavano.

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