VENDUTI 1.400 BIGLIETTI, CAPIENZA 870

Cinque minorenni e una madre che aveva accompagnato la figlia sono morti la notte scorsa travolti dalla calca durante un fuggi fuggi generale in un locale in provincia di Ancona. Si tratta di due ragazze del 2004 di Senigallia, un ragazzo del 2002 di Ancona, un ragazzo e una ragazza del 2003 di Fano, e una donna del ’79 di Senigallia. Al momento ci sono 12 codici rossi, 45 codici verdi e 9 codici gialli. Gli investigatori stanno lavorando per accertare quanto persone erano nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (AN) durante il concerto di Sfera Ebbasta: l’ipotesi investigativa è che il numero dei presenti fosse superiore a quello consentito. I titolari della discoteca sono stati già sentiti. E pare sempre più fondata l’ipotesi che sia stato spruzzato dello spray urticante, provocando il fuggi fuggi generale. Una ragazza presente nella discoteca ha ripreso con il telefonino i momenti fondamentali della tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo.

“I biglietti venduti sono circa 1.400 a fronte di una capienza di 870 persone circa”. Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica di Ancona Monica Garulli durante un sopralluogo nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in località Madonna del Piano, insieme al questore Oreste Capocasa, al comandante provinciale dei carabinieri Cristian Carrozza, al procuratore minorile Giovanna Lebboroni. Il numero di biglietti venduti (molti on line) è comunque al momento oggetto di indagine da parte degli investigatori dei carabinieri. E’ ancora al vaglio degli investigatori – riferisce l’Ansa – anche la situazione delle tre uscite di emergenza del locale, in particolare uno scivolo o ponticello da quella sul retro che permette di superare un piccolo fosso, dove poi sono caduti i giovani in fuga dalla discoteca.

L’inchiesta

Si sta muovendo su due fronti, con diverse ipotesi di reato, l’indagine sulla tragedia di Corinaldo. Da un lato, secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari, si indaga su chi ha spruzzato lo spray al peperoncino; dall’altro sul sovraffollamento e sulle misure di sicurezza della discoteca. I reati al vaglio sono, nel caso della persona che ha usato lo spray – sembra una ragazza, quasi certamente minorenne che non è stata ancora formalmente identificata – quelle di morte come conseguenza di altro reato o l’omicidio preterintenzionale. Nel caso dei gestori della discoteca, l’omicidio colposo con particolare riferimento al sovraffollamento e al rispetto delle misure di sicurezza. Non risultano ancora iscritti nel registro degli indagati. Dal fronte medico, viene confermato che ci sono 7 codici rossi, tutti ricoverati in rianimazione che corrono pericolo di vita “ma sono in condizioni stabili”, si tratta di due ragazze e 5 ragazzi tra i 14 e i 20 anni hanno trauma cranico o toracico. (Ansa)

Mattarella

“È una tragedia che lascia impietriti. Il pensiero è di vicinanza e solidarietà alle famiglie delle giovanissime vittime, al loro dolore lacerante e alle condizioni dei tanti feriti con l’augurio di pronta guarigione. Si dovrà fare piena luce sull’accaduto, accertando responsabilità e negligenze. I cittadini hanno diritto alla sicurezza ovunque, nei luoghi di lavoro come in quelli di svago, che deve essere assicurata con particolare impegno nei luoghi di incontro affollati, attraverso rigorose verifiche e controlli. Non si può morire così”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a proposito della tragedia della discoteca di Corinaldo in cui hanno perso la vita 6 giovanissimi.

Conte

“Quello che doveva essere un incontro gioioso si è trasformato in una tragedia inaccettabile. Quanto accaduto nella discoteca di Corinaldo, nelle Marche, sta suscitando grande dolore in tutta la comunità. Sono 6 le vittime accertate, di cui 5 giovanissime. Il mio pensiero commosso va a queste vite spezzate e ai loro familiari. Seguo con apprensione anche l’evoluzione delle condizioni di salute, alcune molto critiche, delle persone ricoverate e sto per recarmi sul posto, per verificare di persona quello che è accaduto”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte.

Il presidente Ceriscioli

Morti discoteca, il presidente Ceriscioli: “Ennesima tragedia per le Marche. Il rispetto delle regole è il rispetto per la vita. Il sistema sanitario si è mostrato efficiente anche sul fronte dell’assistenza psicologica”. Annullata la Giornata del Marche in programma domani, 9 dicembre. “Un’enorme tragedia per la nostra regione. Domani era in programma la festa della Giornata delle Marche che abbiamo deciso di annullare, a fronte di quanto è accaduto. Esprimiamo la massima vicinanza alle famiglie colpite che stanno vivendo questo lutto o che stanno trepidando per i tanti codici rosso in corso”. È quanto affermato dal presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, che sta seguendo le fasi di soccorso ai feriti dalla struttura ospedaliere di Torrette di Ancona. “Il cerchio delle amicizie e degli affetti si sta stringendo attorno a questi ragazzi, come segno di vicinanza in questa ennesima tragedia della nostra regione. Ho sentito anche i sindaci dei tre comuni che hanno subito vittime e mi hanno raccontato come abbiano vissuto la disgrazia quasi a livello personale, anticipando il lutto cittadino, a fronte di un evento che non lascerà indifferente la comunità marchigiana”. Ceriscioli ha quindi sottolineato come la risposta del servizio sanitario regionale sia stata adeguata e continui ad esserla per gli assistiti in codice rosso e per la settantina di persone distribuite, secondo la gravità, nelle diverse strutture territoriali. “La macchina sanitaria si è mostrata molto efficiente anche sul fronte psicologico: traumi, come quelli vissuti, lasceranno conseguenze importanti che vanno gestite con competenza, vicinanza, professionalità”. Il presidente ha poi evidenziato che “chi gestisce i locali deve rispettare tutte le norme di sicurezza. Ci deve essere coscienza, da parte di tutti, su quanta responsabilità insorga nel gestire un locale dove entrano centinaia di persone, in questo caso, oltretutto, adolescenti. Il rispetto delle regole è il rispetto della vita. La tragedia avvenuta nelle Marche serva a far capire quanto siano importante e delicata la risposta ai problemi della sicurezza pubblica”.

 

A cura di Marco Antonini