LA POLITICA DI FABRIANO SECONDO GIOVANNI BALDUCCI

L’ex assessore allo Sport e al Turismo della città di Fabriano Giovanni Balducci racconta ai nostri lettori un anno di amministrazione a Cinque Stelle da un punto di osservazione nuovo, tra i banchi della minoranza consiliare in cui Balducci siede dallo scorso giugno.

Consigliere Balducci, è trascorso più di anno da quando si è seduto nei banchi della minoranza nella pubblica assise cittadina. Come cambiano la visione e la prospettiva dopo molti anni in prima fila nella maggioranza consiliare?

Di certo nella quotidianità si ha una “vita normale” molto più tranquilla; l’ottica diversa, unita all’esperienza ed alla prospettiva delle conoscenze precedenti, consente di avere in talune situazioni e per alcuni temi una visione più completa delle tematiche. Tutto sommato può essere considerato un completamento di un percorso di impegno nella società civile nel quale si è potuta osservare la Pubblica Amministrazione da due diversi punti di vista, contrapposti, ma fra loro complementari.

Fabriano un anno fa ha scelto il cambiamento, la “semplice rivoluzione” proposta dal Movimento Cinque Stelle. Riusciamo a tracciare un bilancio di questo primo anno di amministrazione pentastellata?

Vista la mia collocazione politica rispetto l’attuale amministrazione qualunque mia considerazione sarebbe ritenuta “di parte” quindi provo a generalizzare riportando un po’ quelle che sono le sensazioni e le esternazioni della cittadinanza: un anno di proclami e/o di promesse non mantenute; di spese spesso inutili; di risultati pratici nulli o risibili; di poco coinvolgimento e di poca partecipazione dei cittadini; di un “non lavoro” e/o di un impegno troppo superficiale sui temi forti della città e del territorio. Asseriamolo senza paura di essere smentiti: l’iniziativa su due materie preminenti del nostro territorio, quali il lavoro e la sanità, è stata sollecitata e concretizzata in atti documentali dai gruppi politici della minoranza consiliare.

Una politica ultimamente più presente sui social che nei luoghi tradizionalmente deputati al confronto ed al dibattito. Crede nell’efficacia di questo nuovo modo di fare politica, apparentemente più democratico ed alla portata di tutti?

La capacità comunicativa ed i criteri della comunicazione sono diventati elementi pressoché essenziali in questo mondo informatizzato e la politica non si sottrae a questa prammatica. Che i social siano efficaci è innegabile; che ciò comporti la perdita del contatto umano è certo; che si assista ad un imbarbarimento e, spesso, ad un decadimento del dibattito è palese; che possano parlare ed intervenire tutti è di certo uno stimolo e, nel contempo, l’essenza della democrazia. Una sola riflessione: sarei lieto (ma purtroppo non sempre è così) che prima di parlare o di scrivere il singolo individuo si informi adeguatamente sui temi del dibattito, li approfondisca, li studi, rifletta in maniera appropriata, ci lavori nella maniera più oggettiva possibile affinché il suo intervento persegua un fine costruttivo.

Abbiamo letto alcuni suoi interventi, attraverso la sua pagina social, riguardanti lo sport, gli eventi cittadini, il turismo e sulla difficile situazione del nosocomio cittadino. Il tono dei post risulta piuttosto perentorio e in alcuni punti anche molto critico nei confronti dell’attuale amministrazione. Cosa non la convince in merito alla gestione di questi temi così basilari per Fabriano ed il suo comprensorio?

Non mi convince il fatto che, frequentemente per non dire sempre, le scelte fatte dall’attuale amministrazione siano orientate al voler “cancellare” anche le cose buone del passato recente e non; non riesco a intravedere in queste “innovative scelte” un progetto, un’idea di una città, di un comprensorio orientato al medio-lungo periodo; vedo spot, proclami, parole (tante), suscettibilità; si percepisce che le scelte sono emozionali, del momento, non inquadrate in un quadro complessivo, ragionato e meditato.

Ripensando a tutto il suo percorso politico, cosa Giovanni Balducci non farebbe più o affronterebbe in maniera diversa?

Non è nella mia indole riconsiderare ciò che è stato, ripensare a ciò che è oramai appartenente al passato; le scelte, le decisioni prese formano esperienza e come tale vanno ad arricchire un bagaglio dal quale attingere per spunti ed opportunità di riflessione nel presente. Se in un certo momento, in un determinato contesto, con definite sollecitazioni è stata operata una scelta, è stata presa una decisione, significa che quella scelta, quella decisione era giusta, pertinente ed appropriata in quel preciso e definito momento. Ciò comunque non toglie che sono sempre pronto in qualunque momento a riconoscere un mio errore, ma non delegittimerei la liceità della precedente scelta fatta. La mia vita mi piace oggi, mi è piaciuta ieri, mi piacerà domani: amo il significato intrinseco, l’essenza della vita; amo la mia vita e la rivivrei tutta, così come è stata fino ad oggi, anche negli errori non solo nelle positività.

Fabriano si sta avvicinando all’Annual Meeting delle Città Creative 2019, crede che questo evento possa rappresentare una svolta costruttiva per la città? Fabriano sarà preparata adeguatamente ad affrontare questa importante sfida?

Qualche anno addietro si è “seminato” molto, si sono impegnate energie, intuizioni, idee in maniera sinergica per cogliere il risultato dell’Annual Meeting delle Città Creative dell’Unesco pensando fosse un momento importantissimo per una crescita non solo della città, ma di un territorio, di un comprensorio: ci credevoall’epoca, ci spero ora. Sono certo che tutti, indistintamente, auspichiamo che la città sia adeguatamente preparata ad affrontare questo importante appuntamento, a cogliere nella maniera più appropriata questa occasione unica. Non dico “occasione irripetibile” perché credo che da questo incontro fra le diverse creatività, debba originarsi e svilupparsi una rete di sinergie e di crescite condivise fra molteplici soggetti
propositivi, sussidiari, complementari, proattivi, operativi.

Gigliola Marinelli