SS 76, NUOVA MOBILITAZIONE DEGLI OPERAI A FABRIANO

Fabriano – Una nuova mobilitazione dei lavoratori impegnati nel raddoppio della direttrice Ancona-Perugia che si ritroveranno in piazza giovedì prossimo. Gli esuberi scendono da 59 a 48 unità. Il cantiere ancora non ha ripreso le attività a Borgo Tufico e Cancelli di Fabriano. La data di convocazione del Cipe è ancora un mistero e le lettere di licenziamento non verranno spedite entro il 4 ottobre, ma, con molta probabilità, alcune settimane dopo. E’ l’esito dell’incontro di ieri, giovedì 20 settembre, in Regione, ad Ancona, per la vertenza Astaldi. In primo piano l’agonia della SS 76 la cui conclusione dei lavori è sempre più in alto mare. Sullo stesso tavolo l’assessore Loretta Bravi, i segretari dei sindacati di categoria Fillea-Filca-Fenal, Daniele Boccetti, Luca Tassi e Andrea Casini. Le parti sociali hanno ribadito il loro no al licenziamento dei lavoratori dei cantieri nel Fabrianese. L’azienda, rappresentata dal dottor Pietro Gianvecchio, ha confermato che procederà all’invio delle lettere di licenziamento se non dovessero giungere notizie confortanti dal Cipe. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica dovrebbe riunirsi nella prima decade di ottobre.

La giornata di ieri, comunque, ha fatto registrare due novità: la prima è che Astaldi ha rivisto al ribasso il numero degli esuberi. Si passa dai 59 dichiarati a fine giugno ai 48 definitivi, per via di alcuni trasferimenti a Genova e per alcuni pensionamenti. La seconda è che le lettere nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo verranno inviate con alcuni giorni di ritardo e non entro il quattro ottobre. Risulta, quindi, decisiva, in questa fase, la convocazione del Cipe. “Tutte le parti si sono impegnate a sollecitare il Governo affinché si accelerino le procedure per lo sblocco dei finanziamenti sia riguardo la SS 76 che la Pedemontana Fabriano-Muccia”. Si tratta di fondi già stanziati, ma non sbloccati visto che l’organismo interministeriale non si riunisce da fine aprile. “Come Regione Marche ribadiamo l’importanza del completamento dell’opera” ha dichiarato l’assessore Bravi. Nel corso dell’incontro a Palazzo Raffaello è stata anche ipotizzata la campo la possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali conservativi, ma solo se il Cipe sbloccherà i finanziamenti. Il prossimo incontro sarà, sempre in Regione, il 17 ottobre, ma prima di quella data si dovrà sapere, per forza, cosa ha stabilito il Cipe visto che il sottosegretario alle Infrastrutture ha riferito in Parlamento che la convocazione è prevista nella prima decade di ottobre. I sindacati si sono poi spostati a Fabriano dove hanno incontrato gli operai. Si è deciso di organizzare una nuova mobilitazione, richiamando in piazza anche i cittadini, per giovedì prossimo.

Sul piede di guerra anche Confartigianato. I rappresentanti locali lanciano l’allarme: “Il Fabrianese non solo è un’area industrializzata, ma anche un canale di transito verso Umbria, Lazio e, di conseguenza, verso il porto di Civitavecchia. Questo blocco dei lavori – dichiara il segretario Gilberto Gasparoni – sta danneggiando anche l’indotto. I mancati pagamenti dei lavori svolti dalle imprese terziste ammontano a circa 40 milioni di euro. Si tratta di crediti per le prestazioni o le forniture effettuate nei cantieri, dall’autotrasporto, agli asfalti, agli impianti nella rete stradale e nelle gallerie, alle cave per la fornitura di materiali”.

m.a.