DEROGA PER IL PUNTO NASCITA E AREA VASTA MONTANA CON BRANCA

Consiglio comunale, ieri pomeriggio, 9 agosto, presso la Sala consiliare di Palazzo del Podestà con unico punto all’ordine del giorno, la stesura di un documento unitario sulla salvaguardia del reparto materno infantile e la definizione delle aree vaste montane, secondo l’istanza presentata dai gruppi di minoranza. L’ospedale Profili in primo piano. E’ l’ultima seduta prima delle ferie estive e del Consiglio comunale aperto che la presidente, Giuseppina Tobaldi, convocherà entro settembre. Nel documento,che verrà approvato dopo il ritorno in Commissione, nelle prossime settimane, per alcune correzioni, si chiede di mantenere la deroga al punto nascita dell’ospedale, come già avviene da diversi anni e si sollecita sia il Ministero della Salute che la Regione Marche nel fare il possibile per evitare la chiusura. Due le criticità emerse: la viabilità complessa, causa raddoppio della SS76, che rende gli spostamenti difficili – in alcune ore di punta, complice il traffico delle auto, i mezzi pesanti e i limiti a 40 chilometri orari – tanto che per raggiungere Jesi serve quasi un’ora di viaggio e la carenza del personale. “Servono nuove assunzioni” denuncia Vinicio Arteconi, Associazione Fabriano Progressista. “Il Profili è e deve rimanere di primo livello” tuona Giovanni Balducci, Partito Democratico. “Se serve scenderemo in piazza” annuncia Vincenzo Scattolini, Lega, Fratelli d’Italia e lista civica Scattolini sindaco. “Si deve continuare a nascere a Fabriano, altrimenti il rischio di partorire in gallerie è concreto” dice Olindo Stroppa, Forza Italia. “Bisogna costituire un’area vasta montana per far lavorare insieme Fabriano e Branca, in Umbria, per la sopravvivenza dell’entroterra” la conclusione di Andrea Giombi, Fabriano Progressista. “Il Presidente Ceriscioli è l’unico che può, insieme ai suoi colleghi presidenti, chiedere che venga ridiscusso l’accordo Stato-Regione con il quale si stabilisce l’iter per la chiusura dei reparti sotto i 500 parti prima e i 1000 parti poi. Ceriscioli chieda ufficialmente di ridiscutere i contenuti dell’accordo per prevedere nel documento eventuali nuove deroghe” il pensiero del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli.

Marco Antonini

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