RIAPRE LA CHIESA DI SAN BENEDETTO

Fabriano – Riapre al culto, dopo le ferite del sisma, la chiesa monumentale di San Benedetto, in via Mamiani, nel cuore della città. Un gioiello d’arte a cui tutti i fabrianesi sono affezionati e anche i turisti che, durante le visite guidate, restano a bocca aperta davanti a tanta bellezza. L’occasione per la riapertura, dopo anni, è data dalla festa di San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa, che sarà celebrata a Fabriano mercoledì 11 luglio nella chiesa a lui dedicata, che è stata restaurata dai danni del recente terremoto anche per l’interessamento e la sollecitudine dell’architetto Alessandra Pacheco, Direttore coordinatore della Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici delle Marche, alla quale va il grazie dei monaci di San Silvestro che gestiscono l’edificio sacro e quello della città e dei numerosi visitatori.

Il programma prevede, alle ore 17.15, i Vespri cantati dai monaci del monastero di San Silvestro e alle 18 la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo, monsignor Stefano Russo. Il presule, da tempo, sta seguendo i lavori nelle chiese della Diocesi e con emozione annuncia che “sono finiti i lavori definitivi di messa in sicurezza di una chiesa molto antica e di valore a tutti sono legati. San Benedetto è finalmente agibile! I lavori, comunque, all’interno della struttura andranno avanti su disposizione del Ministero dei beni e delle attività culturali. Entro l’anno speriamo di aprire nuovo cantiere per il rifacimento del pavimento e il restauro di alcune rifiniture”. Adesso, però, che la chiesa è agibile, sarà nuovamente possibile visitarla e ammirare gli affreschi di Gentileschi e De Magistris che andrebbero salvati dall’umidità che li sta, da tempo, rovinando.

La chiesa fu eretta per volere di San Silvestro, poi sepolto nell’eremo a lui dedicato a Montefano di Fabriano. Nel 1323 ottenne lo stato giuridico di parrocchia. Alla fine del XVI secolo fu riedificata in forme prebarocche come oggi la vediamo. Altri importanti interventi risalgono agli anni successivi al 1741 quando venne ricostruita la volta crollata con il terremoto e si iniziò la decorazione della facciata. “La chiesa, ad unica navata su cui si aprono dieci cappelle a pianta quadrata, ricoperta da una volta movimentata da piccole vele ed illuminata da alte finestre – spiegano i monaci silvestrini – ospita opere d’arte di notevolissimo livello: dipinti, affreschi, sculture, stucchi, di artisti come il Gentileschi, il Rossi, il De Magistris, il Vanni, il Domiziani”. Interessante è la cripta del 1586 dove si conservano le reliquie del Beato Giovanni Bottegoni, uno dei primi discepoli di Silvestro, ed un vigoroso altorilievo in pietra del XIV secolo che lo raffigura. All’interno della chiesa c’è il coro ligneo del XV secolo, che in origine era collocato nella Cattedrale di San Venanzio e nel quale si ritiene furono uccisi i Chiavelli, signori di Fabriano. Per tanti secoli la chiesa di San Benedetto e l’annesso monastero, soppresso nel 1861, hanno esercitato un ruolo importante nella vita della congregazione silvestrina; il terremoto del 1997 li ha destinati al degrado.

Marco Antonini