NO AL LICENZIAMENTO COLLETTIVO DI 59 LAVORATORI

Corsa contro il tempo per salvare i dipendenti che rischiano il posto di lavoro sui cantieri della Quadrilatero, evitare che l’esubero cresca ulteriormente e concludere il raddoppio della carreggiata della SS76 tra Fossato e Albacina. Si è svolto recentemente il primo incontro fra sindacati e management di Astaldi a seguito dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 59 lavoratori su 147 occupati presentata da quest’ultima il 18 giugno. L’azienda esecutrice dei lavori di raddoppio della SS76 e della Pedemontana Fabriano-Muccia, infatti, ha dichiarato un esubero strutturale di 45 operai e 14 impiegati che lavorano nei cantieri di Cancelli e Borgo Tufico, nell’ambito del raddoppio della direttrice Ancona-Perugia. Se non si troverà un accordo i licenziamenti diventeranno effettivi a partire dal primo settembre 2018. Nel corso del faccia a faccia fra sindacati e azienda, i rappresentanti di Astaldi hanno ribadito le problematiche avute con la Quadrilatero e, secondo indiscrezioni, potrebbero scrivere, nei prossimi giorni, una nota ufficiale nei confronti della committenza, la Quadrilatero, che, a loro dire, è stata eccessivamente ottimista sulla questione relativa agli sblocchi dei finanziamenti per i lotti restanti della Pedemontana Fabriano-Matelica-Muccia. La Quadrilatero, inoltre, avrebbe chiesto all’Astaldi di rinunciare alla richiesta di costi aggiuntivi per lavori necessari e imprevisti eseguiti durante il primo lotto della Pedemontana. Se non ci sarà accordo su questo, però, non si sbloccano gli altri lotti.

“Si rischierebbe – riferiscono i sindacati – che il numero degli esuberi possa crescere da 59 a molti di più, addirittura alla totalità della forza lavoro. Questo, ovviamente, metterebbe al rischio la realizzazione e il completamento dell’opera, non solo la Pedemontana, ma anche la parte finale del raddoppio della SS76, in particolare l’adeguamento del vecchio tracciato, viadotti e gallerie comprese per l’ultimazione dei lavori prevista entro il 2019”. La Astaldi, intanto, avrebbe dato disponibilità al trasferimento di diverse unità in altri cantieri italiani per abbassare il numero degli esuberi dichiarati e quindi ridurre la crisi occupazionale. Le parti si riaggiorneranno entro la metà di luglio, dopo lo svolgimento delle assemblee sindacali dei lavoratori. Non si escludono, nel frattempo, altre forme di mobilitazione. Oltre al faccia a faccia sindacati-Astaldi, le parti sociali si stanno muovendo su più fronti. Sono previsti, infatti, altri incontri istituzionali. Chiesto un appuntamento alla Regione Marche per il 19 luglio. Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil hanno inviato un documento anche all’Anas. Fissata per il 20 luglio, invece, la riunione con il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli.

Nei giorni scorsi a seguito della protesta degli operai era intervenuto anche l’Amministratore unico di Quadrilatero, Guido Perosino per ribadire che “i lavori di raddoppio della carreggiata sulla direttrice Perugia –Ancona sono interamente finanziati e stanno procedendo secondo i cronoprogrammi aggiornati, alla luce dell’inserimento della direttrice stessa nelle reti rilevanza europea. Sulla Pedemontana, invece, i lavori sono in piena attività per la realizzazione del primo tratto di circa 8 chilometri corrispondente al primo lotto. Il progetto esecutivo di ulteriori 8 chilometri, il secondo lotto – conclude – è stato già approvato e comunicato al Contraente generale il 4 maggio scorso e il cantiere dovrebbe partire entro l’autunno”.

Marco Antonini

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