WHIRLPOOL, NUOVO INCONTRO AL MINISTERO. RISCHIO ESUBERI

Incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra Whirlpool, rappresentanti istituzionali e regionali e sindacati. “Va bene la ripresa del mercato – riferiscono i sindacati – ma l’integrazione con Indesit ha fatto perdere quote di mercato e, di conseguenza, la diminuzione della produzione. A rischio nuovi esuberi, circa 800, quindi, anche se al momento non è facile ipotizzare un numero preciso se non ci sarà un aumento di produzione e se non verranno utilizzati ancora gli ammortizzatori sociali con relativi finanziamenti. Convocato un tavolo territoriale per il 24 maggio anche per parlare del futuro della sede impiegatizia di Fabriano; previsto, poi, un nuovo vertice al Ministero per il 6 luglio”. Sul tavolo, a Roma, l’aggiornamento sul piano industriale 2015-2018 e per una condivisione dei primi elementi del prossimo piano industriale. Il percorso del Piano Industriale Italia prosegue in linea con gli impegni sottoscritti nel 2015. “Whirlpool – riferisce una nota – ha già effettuato investimenti in processi, prodotti e Ricerca & Sviluppo in Italia per oltre 400 milioni su un totale di 500 milioni di euro previsti entro la fine dell’anno. È stata inoltre completata la riorganizzazione dei 6 siti industriali, a ciascuno dei quali è stata assegnata una missione specifica e sostenibile. Nel corso dell’incontro odierno sono stati condivisi i primi elementi del piano industriale 2019- 2021. L’azienda è fiduciosa che il proprio rinnovato assetto industriale, insieme ad una solida strategia commerciale e di investimenti in innovazione, permetteranno di consolidare la propria leadership in un mercato globale in espansione. In questo contesto l’azienda auspica un confronto continuo e positivo con le parti sociali, il governo e le istituzioni locali affinché possano continuare ad essere valutati attentamente tutti gli strumenti di sostegno all’impresa e al lavoro necessari all’implementazione del piano industriale. Nell’ambito dell’implementazione del Piano Industriale Italia, Whirlpool continua ad agire in linea con il proprio modello di responsabilità sociale nelle comunità in cui opera, come dimostrano i successi ottenuti con la reindustrializzazione dei siti di None (TO) e Teverola (CE) e l’avvio del percorso di reindustrializzazione di Albacina”.

Il punto dei sindacati, parla la Fiom

Oggi al MISE, nell’incontro di verifica del piano industriale di Whirlpool condiviso con accordo sindacale per gli anni 2015-2018, l’azienda ha presentato un nuovo piano industriale per gli anni 2019/2021 e ha illustrato la situazione nei vari stabilimenti italiani del gruppo in relazione agli investimenti realizzati, ai volumi previsti e ai conseguenti livelli occupazionali.
Per Whirlpool, a causa delle difficoltà di mercato, oggi nel gruppo permane una situazione difficile di volumi produttivi per tutti gli stabilimenti; una difficoltà che interessa anche i centri direzionali del gruppo a causa dei ritardi nella integrazione tra Indesit e Whirlpool in EMEA e che non ha permesso di completare il percorso condiviso con il piano Industriale 2015/2018. Questo determina un esubero di 800 persone – in tutti gli stabilimenti e nei centri direzionali- e il ricorso agli ammortizzatori sociali – cassa integrazione e solidarietà – che scadranno il prossimo 31 dicembre 2018. Il piano industriale che Whirlpool ha presentato oggi, pur rappresentando per la delegazione sindacale una prima importante risposta alla preoccupazione diffusa tra i lavoratori, i delegati e le organizzazioni sindacali sul futuro degli stabilimenti e alla loro crescita, è un piano industriale a cui mancano molte risposte. In primo luogo è un piano industriale che prevede il ricorso alla cassa integrazione e alla solidarietà oltre la scadenza del 31 dicembre 2018; è una condizione necessaria per il piano industriale ma che oggi l’attuale normativa italiana non garantisce ai lavoratori. Il confronto su questo tema dovrà proseguire dopo l’insediamento del nuovo Governo.

Sono confermate dal piano le reindutrializzazioni previste ad Albacina, per 50 persone, e a Teverola per 75 lavoratori; l’azienda inoltre ha dichiarato due nuovi interessi industriali in via di definizione per l’area di Teverola in grado di riassorbire ulteriori 150 lavoratori. Il piano industriale prevede un recupero di volumi con accordi commerciali in fase di realizzazione per lo stabilimento di Siena; la specializzazione dello stabilimento di Comunanza nelle produzioni di lavasciuga; la concentrazione della produzione di lavatrici nello stabilimento di Napoli; un investimento in processo e prodotto di 24 milioni di euro. I volumi produttivi previsti dal piano industriale per Siena e Comunanza sono volumi non sufficienti a garantire la saturazione degli impianti così come non è chiaro cosa succede agli impiegati interessati dalla riorganizzazione ancora in corso nei centri direzionali di Fabriano, Cassinetta e Pero. Questi sono i temi aperti nel confronto di oggi; per queste ragioni non abbiamo condiviso il piano presentato da Whirlpool e chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di avviare un confronto. Sono necessari ulteriori ammortizzatori sociali oltre la scadenza del 31 dicembre 2018 per mettere in sicurezza occupazione, salario, produzioni, stabilimenti. A Whirlpool chiediamo una risposta adeguata sui volumi produttivi in tutto il Gruppo, garanzie per le funzioni impiegatizie e produzioni aggiuntive per garantire la specializzazione dello stabilimento di Comunanza. Il confronto sul piano industriale 2019-2021 prosegue al Ministero dello Sviluppo Economico il 6 luglio 2018. E’ convocato il Coordinamento Fiom Whirlpool il 25 maggio 2018 a Roma.

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