NUOVO INCONTRO CON AMMINISTRATORE DELEGATO E AL MINISTERO

Preoccupazione per il piano industriale delle Cartiere di Fabriano: chiesto un incontro con il nuovo Amministratore Delegato e un altro vertice al Ministero. Dopo il passaggio al Fondo americano Bain Capital l’attenzione resta alta nel principale stabilimento cartario ricco di secoli di storia. Recentemente si sono riunite le Rsu del Gruppo Fedrigoni e le strutture territoriali, alla presenza delle Segreterie nazionali, per valutare il percorso di carattere sindacale da intraprendere a seguito della vendita da più di 600 milioni di euro al Fondo di investimento. “Come Rsu – riferiscono – abbiamo espresso tutta la nostra preoccupazione a nome delle maestranze in merito alla cessione avvenuta da parte della famiglia Fedrigoni esprimendo con forza la necessità di conoscere in tempi quale sia il nuovo corso dell’Azienda”. Le Segreterie nazionali hanno raccolto queste preoccupazioni verificando anche che l’andamento del Gruppo, negli ultimi anni, è stato “molto positivo per quando riguarda la redditività e il fatturato, ma ha visto l’assenza di un piano industriale di investimenti strategico per il rilancio e il conseguente mantenimento dei livelli occupazionali”. Nel corso del vertice che si è svolto a Verona si è concordato di procedere con la richiesta di un incontro con i vertici alla presenza del nuovo Amministratore Delegato, Eugenio Berenga; poi è stato chiesto un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo economico alla presenza della proprietà coinvolgendo le istituzioni locali, comunali e regionali.

Al Mise l’ultimo tavolo è svolto a fine febbraio per fare il punto della situazione delle Cartiere, dopo il fermo di tre linee produttive a Fabriano, con proprietà e sindacati. “Si  è dovuto gestire – riferirono Cgil, Cisl e Uil – un periodo difficile causato dalla perdita di due commesse importanti che ha causato lo stop di 3 macchine e il trasferimento degli operai in altro stabilimento. Abbiamo chiesto espressamente al Ministero dello Sviluppo Economico di svolgere un ruolo di garanzia rispetto al mantenimento degli attuali assett occupazionali ed industriali e l’eventuale allungamento di un anno delle garanzie sociali”. All’attacco CasaPound. “Eri il simbolo di Fabriano, che tristezza il sogno americano”, questo lo striscione affisso che condanna l’operazione americana. “Dopo il gruppo Indesit, acquistato da Whirlpool – afferma Andrea Lamona, responsabile regionale di CasaPound – un altro pezzo della città di Fabriano è stato venduto. Il gruppo Fedrigoni, leader nella produzione della carta, è stato ceduto per la quasi totalità al fondo d’investimento americano Bain Capital, lasciando agli italiani solo un 10%”. Parla di “ultimo atto del processo di dismissione e probabile smembramento per le Cartiere Miliani” il Partito Comunista dei Lavoratori di Ancona che protesta, dal 2001, contro la privatizzazione delle Cartiere. “Cosa aspettano le organizzazioni sindacali – si chiede il partito – a proclamare lo stato di agitazione e mobilitazione, in difesa  dell’ultima grande industria fabrianese?”.

Marco Antonini

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