PENSIONI ANCONA: NEL CAPOLUOGO PIU’ BASSE DELLA MEDIA REGIONALE

Secondo i dati Inps 2018, elaborati dall’Ires Cgil Marche, nella provincia di Ancona, le pensioni erogate sono 188.384 per un importo medio lordo mensile di 727,04 euro. Le pensioni di vecchiaia ammontano a 107.244 per una somma media di 915,72 euro, sotto la media regionale pari a 953,12 euro. <Gli anziani della provincia capoluogo vivono una situazione problematica, simile al resto della regione>, sottolinea Domenico Sarti, segretario generale del sindacato pensionati provinciale. Ancona è la provincia che svetta in tutta la regione perché le pensioni di vecchiaia da lavoro dipendente sono maggiori di quelle da lavoro autonomo: 57.860 contro 40.611 del lavoro autonomo”Il riscontro di una realtà storica connaturata da una più forte industrializzazione,a partire dagli anni ’60, rispetto al resto delle Marche”, spiega ancora il segretario Spi. Inoltre, anche nel capoluogo, si registra una notevole differenza tra le pensioni di vecchiaia delle donne rispetto a quelle degli uomini: nel primo caso, l’importo è di 661,90 euro lordo mensile mentre per gli uomini si sale a quota 1.126,48 euro con un divario di -464,58 euro. “In questi decenni – dice Sarti -al crescere degli sbocchi occupazionali si è mantenuto un divario di fatto fra le retribuzioni di uomini e donne. Un divario aggravato dalla discontinuità determinata da impegni familiari e lavoro di cura, che hanno determinato minor crescita professionale ed interruzioni contributive. Qui nasce la situazione di  oggi”. Sono numerosi i pensionati anziani, anche se meno della media regionale, dove l’incidenza più alta(38%) è negli ultraottantenni:nell’Anconetano, la maggiore percentuale di pensioni di vecchiaia riguarda la fascia di età tra i 70 e i 79 anni, pari al 40,7% del totale e  con un 6,8% in più rispetto alla tendenza regionale delle pensioni di vecchiaia.

<La provincia di Ancona – commenta Marco Bastianelli, segretario generale Cgil -, nonostante la spinta industriale iniziata negli anni ’60 e che la fa essere tuttora,come le Marche,fra le realtà a più alta densità di manifatturiero d’Italia, paga ancora oggi lo scotto di retribuzioni troppo basse,quando non regolari,e di una frequente evasione contributiva. Il risultato è nei dati pensionistici che fanno della provincia capoluogo l’unica realtà regionale dove le pensioni dei dipendenti superano quelle degli autonomi ma con valori che sono ancora più bassi delle medie regionali, già lontane da quelle nazionali>.

Pensando ai confronti con i Governi che si sono succeduti e con quelli che arriveranno, secondo Bastianelli, <occorre una svolta nelle politiche previdenziali che ponga rimedio ai vuoti contributivi che colpiscono soprattutto le donne impegnate nella famiglia ma che eviti il riprodursi di situazioni analoghe per i giovani precari di oggi. Di qui, la proposta sindacale di una pensione contributiva di garanzia>.

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