SIMONE CLEMENTI LASCIA LA SEGRETERIA DI CONFARTIGIANATO

Dal 2005 al 2018 ai vertici di Confartigianato Imprese Ancona-Pesaro-Urbino come Responsabile Territoriale per Jesi e Fabriano, Simone Clementi lascia la segreteria di Confartigianato. Lo abbiamo incontrato per capire le motivazioni di questa scelta e per un report sulla situazione dell’Artigianato territoriale.

Simone, una scelta meditata e difficile, perché hai deciso di non ricoprire più questo incarico?

Una scelta difficile e dolorosa, dopo quasi 15 anni passati all’interno di una famiglia, purtroppo anche nelle famiglie ci possono essere delle situazioni, delle idee opposte che portano a scelte di questo genere.

Dal 2005, anno in cui ti sei insediato a Fabriano, la città ha subito cambiamenti di rilievo. Credi che sia stato un cambiamento solo politico-economico o anche un’inversione di rotta a livello mentale dei fabrianesi?

Sicuramente ci sono stati cambiamenti importanti, credo che altri ne dovranno comunque venire. Per quanto riguarda il mondo imprenditoriale, vediamo che chi ha saputo rimettersi in gioco, reinventarsi, ricercare nuovi mercati e valorizzare il proprio saper fare oggi continua a rimanere sul mercato. Siamo passati da una produzione di massa ad una produzione con meno numeri ma con molta qualità e questo per il territorio fabrianese è un grandissimo cambiamento di rotta ma soprattutto di mentalità. La manifattura è sempre stata importante per il territorio e lo sarà per moltissimo tempo a venire, ma deve essere sostenuta ed aiutata.

In tutti questi anni di incarico ti sei rapportato con tutte le realtà artigiane del comprensorio, raccogliendo anche sfoghi, problematiche, richieste e necessità della categoria. Credi che Confartigianato sia stata in grado di tentare il tutto per tutto per essere vicina ai suoi artigiani o si poteva fare di più?

Abbiamo fatto tanto, ma alle volte non è stato sufficiente, si può fare sempre di più. L’importante è rimanere radicati sul territorio ed essere presenti per aiutare e supportare queste realtà.

Durante il tuo mandato hai assistito anche alla nascita di Fabriano Città Creativa, fino ad approdare al prestigioso riconoscimento UNESCO proprio per la categoria Artigianato e Arti e Tradizioni popolari. Nel 2019 Fabriano sarà sede dell’Annual Meeting UNESCO, un evento che proietterà la città in una dimensione internazionale. Fabriano ed i suoi artigiani saranno preparati a cogliere questa occasione o ancora c’è molto da lavorare in questo senso?

L’appuntamento del 2019 è un appuntamento importante. E’ un altro treno che passa e dobbiamo essere bravi a salirci tutti insieme: imprenditori, artigiani commercianti cittadini e politici. Purtroppo nel passato ci sono stati altri eventi importanti come questo, ma non li abbiamo sfruttati come dovevano essere sfruttati e poi rimane il rammarico. C’è ancora tempo per fare le cose al meglio.

Con il Presidente di Confartigianato Fabriano Sandro Tiberi ti lega non solo un sodalizio professionale ma anche una profonda e sincera amicizia. Sandro Tiberi rappresenta molto per la Città di Fabriano, per tutti noi è un testimonial d’eccezione della carta fatta a mano nel mondo. In tutti questi anni Sandro è stato giustamente considerato nella sua arte e professionalità o anche in questo caso si poteva fare di più per lui e per la sua attività artigianale?

Parlare di Sandro per me è come parlare di un fratello, con lui ho condiviso molte soddisfazioni ma anche lavorato su tante problematiche. E’ indiscutibilmente un valore aggiunto per Fabriano, deve essere “utilizzato” ma allo stesso tempo, essendo un artigiano, deve anche essere supportato ed aiutato. Quando penso a lui penso sempre ad una frase: “L’artigiano è come il panda, un esemplare in via d’estinzione, quindi bisogna salvaguardarlo”.

A chiusura di questo tuo ciclo professionale, come lascia Simone Clementi i suoi artigiani? Quali sono gli interventi urgenti che il tuo successore dovrà porre in essere per aiutare e supportare la categoria?

Un artigianato moderno, stanno imparando a vendere il proprio saper fare, guardando e cercando nuovi mercati. Questo in tutte le categorie dell’artigianato, dalla manifattura ai servizi alla persona, a qualsiasi forma di artigianato. Al mio successore, non so chi sarà, chiaramente auguro di poter vivere tutte le mie esperienze di questi anni che mi hanno voluto concedere i miei imprenditori.

In questo tuo congedo come vuoi salutare i tuoi artigiani dopo tutti questi anni? Hai un augurio particolare da rivolgere loro?

Non mi piacciono gli addii, quindi sarà sicuramente un arrivederci, magari sotto altre forme. Vorrei ringraziarli uno ad uno perché ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa, contribuendo notevolmente a far crescere la mia professionalità ma, soprattutto, la mia persona. L’augurio ad ognuno di loro è che possano portare a termine tutti i loro progetti perché sicuramente lo meritano.

Gigliola Marinelli