“ABBIAMO PERSO TUTTI”

Tecnowind di Fabriano è ufficialmente fallita. Lo ha dichiarato il Tribunale di Ancona con sentenza del 15 febbraio. Coinvolti 247 operai che non hanno più un posto di lavoro e che ora verranno licenziati. Aumentano, di conseguenza, i disoccupati in città. Ieri, 20 febbraio, è stato dato mandato alle parti sociali di procedere al licenziamento collettivo quanto prima per ridurre i tempi che portano alla Naspi. Nell’assemblea i sindacati hanno spiegato la situazione che ha portato al fallimento. ”L’azienda – sintetizzano le parti sociali – non era in grado di soddisfare i creditori. Il giudice ha chiesto integrazione che sono state fornite, ma non giudicate sufficienti. Non ha permesso nemmeno l’esercizio provvisorio perché non c’era offerta vincolante di soggetti pronti ad acquisire Tecnowind”. L’azienda è chiusa dal 19 febbraio 2018, è nelle mani del curatore fallimentare: chi entra nello stabilimento lo fa in modo illegale. Intanto per i lavoratori l’azienda aprirà nuova procedura di mobilità, quindi il licenziamento e l’attivazione della Naspi. I sindacati puntano al licenziamento collettivo per accelerare i tempi per fare prima la domanda di accesso alla Naspi. Le reazioni politiche.

L’assessore regionale Bravi: “Ci aspettavamo altro”

Fallimento choc. Per la Regione Marche una notizia “completamente inattesa”, ha detto l’assessore al Lavoro Loretta Bravi. “Noi abbiamo seguito la vicenda Tecnowind dal 2015, ora la nostra preoccupazione è per la sorte dei circa 250 lavoratori in un contesto geografico già compromesso e già difficile”. Bravi ha ricordato le ultime mosse della Regione con la richiesta di una proroga di sei mesi della cigs “che era stata inserita nella legge di bilancio 2018 per 140 esuberi. E’ stata ottenuta con l’ultima circolare del febbraio 2018, con una politica attiva per i lavoratori, personalizzata. Ci aspettavamo non la notizia di ieri, ma la convocazione al Ministero per sottoscrivere l’accordo”. L’assessore parlerà con la commissaria dell’azienda e “vogliamo conoscere le motivazioni della sentenza per capire le azioni conseguenti che possiamo mettere in campo”. (Ansa)

Terzoni (m5s): “Epilogo fa male, lavoratori non meritano altre promesse fasulle”

“Il distretto fabrianese vive un’altra settimana drammatica: l’ufficializzazione del fallimento di Tecnowind da parte del Tribunale d’Ancona è una di quelle notizie che lascia sgomenti: soltanto lo scorso 8 febbraio l’assessorato regionale al Lavoro dava per certi sei mesi di cassa integrazione straordinaria a partire dal 1 luglio. Lunedì, invece, i dipendenti sono venuti a sapere da Facebook prima ancora che dai canali ufficiali che la loro azienda è definitivamente fallita. Un epilogo che fa malissimo: il pensiero va naturalmente alle centinaia di famiglie alle quali la sentenza ha tolto ogni prospettiva. In questi anni ho portato il caso Tecnowind più volte in Parlamento e ho preso parte a tavoli specifici sulla crisi aziendale, sempre col pensiero rivolto ai lavoratori, alle loro paure e alle loro rimostranze conseguenza dei tanti pasticci che si sono visti passare sopra al capo. Ci sono casi in cui la politica non può sostituirsi, pur facendo il possibile, all’imprenditoria: per comprendere bene la vicenda Tecnowind bisogna tornare indietro e ripercorrere la storia degli ultimi anni dell’azienda.

Una storia costellata di errori marchiani, debiti crescenti, vendite sottocosto, concordati scriteriati, bugie, false speranze, acquirenti fantoccio, sparate ad effetto e soprattutto profonde mistificazioni proprio nei confronti dei lavoratori. Ai quali è stato propinato un film totalmente fasullo, a cominciare da chi l’impresa l’ha gestita. Col concorso esterno di certa politica, che ogni volta ha snocciolato false speranze e fantomatici compratori che in verità non sono effettivamente mai esistiti. In queste ore è facile dare la colpa a quello o a quell’altro: a Fabriano è in atto un’autentica guerra tra poveri perché la situazione è difficile e non si vede alcuna luce in fondo al tunnel. Però sa di puro battage elettorale l’impegno dell’onorevole Pd Lodolini di trovare nuovi acquirenti: quella sì è una strumentalizzazione bella e buona, volta soltanto a racimolare qualche voto in più da parte di un partito che si interessa fattivamente di Fabriano solo quando ci sono le urne che incombono. I lavoratori che vivono ore di sconforto non meritano altre promesse da marinaio o inesistenti aspettative da chi come noi è in corsa per una competizione elettorale e quindi portato a promettere cose che non sa se potrà poi riuscire a mantenere”. Così Patrizia Terzoni, candidata alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle.

Lega Nord, Arrigoni: “Governo incapace”

“Diversi quotidiani hanno giustamente aperto le loro prime pagine con la vicenda dell’Embraco, l’azienda brasiliana del gruppo Whirlpool che ha deciso di licenziare 500 persone nel suo stabilimento a Riva di Chieri (Torino) e di trasferire la produzione in Slovacchia; e come se non bastasse nello stesso giorno è emerso che il tribunale di Ancona ha decretato il fallimento della Tecnowind di Fabriano, un’altra conseguenza della globalizzazione”. Con queste parole il Commissario Nazionale per la Lega nelle Marche Paolo Arrigoni fa eco alle dichiarazioni di solidarietà che Matteo Salvini ha rivolto a tutti i dipendenti dell’Embraco che hanno perso il lavoro, concentrandosi però sul caso della Tecnowind e sulla situazione occupazionale nel fabrianese. “L’incapacità del Governo è emblematica sul caso Embraco ma, nonostante le false promesse di farsi garanti della situazione col Governo amico da parte dei candidati marchigiani del Pd, anche il fabrianese vive una crisi economica di dimensioni drammatiche: nella sola Fabriano, su 30mila abitanti, 6mila persone sono disoccupate, vittime della crisi che sta colpendo quello che era uno dei distretti industriali più importanti della carta e degli elettrodomestici. In una situazione quindi già gravissima, con il fallimento della Tecnowind da oggi sono rimasti a casa 250 lavoratori; un numero purtroppo destinato ad aumentare considerando le altre vertenze aperte tra le parti sociali e le principali imprese che operano sul territorio. La Lega denuncia da sempre regole europee che penalizzano i lavoratori e uccidono le nostre aziende – ha continuato il Senatore Arrigoni -. Ora il Governo fa le sceneggiate e mendica attenzioni in Europa, ma quando la Lega si è attivata per presentare in Consiglio Regionale due mozioni per creare nel fabrianese una zona franca con tassazione minima per le piccole e medie imprese e per sostenere i livelli occupazionali sia Renzi che il Pd che amministra le Marche si sono rivelati assenti ed indifferenti. Per la Lega e per Matteo Salvini vengono prima gli interessi dei lavoratori e poi quello delle multinazionali, e non vediamo l’ora che arrivino le elezioni del 4 marzo per poterlo finalmente mettere in pratica al governo del Paese”.

Potere al Popolo: “Abbiamo perso di nuovo tutti”

Il fallimento della Tecnowind rappresenta l’ennesima sconfitta per il tessuto produttivo locale. Una perdita sulla quale pesa il lungo silenzio e l’incapacità di trovare soluzioni da parte delle istituzioni. Un’azienda in meno, con tanti lavoratori e lavoratrici mandati a casa sui quali pesa anche lo sciacallaggio politico-elettorale, operato da chi negli scorsi giorni ha promesso “telefonate risolutive” o azioni di ogni sorta. Per questo vogliamo dire la nostra: non per cercare qualche applauso, ma per iniziare a discutere dei problemi veri. La politica locale non sembra infatti essere in grado di intervenire dal punto di vista occupazionale. Sono troppe sono le norme e i vincoli che vietano al soggetto pubblico di creare occupazione e di difenderla a livello locale, dando di fatto questo compito al settore privato.

Crediamo quindi che la questione vada posta a un livello più alto, di scala nazionale, il quale potrebbe realmente intervenire. Ma come? Da molte parti del panorama politico si parla di istituire aree di crisi, di elargire ammortizzatori, di favorire investimenti. Tutte azioni condivisibili ma non bastano per risolvere il vero nodo del problema: la mancanza di un serio investimento pubblico in politiche industriali e nella creazione di occupazione da parte del soggetto pubblico. Il privato si muove dove ha margini di profitto mentre il pubblico deve occuparsi della tenuta sociale. Siamo fermamente convinti della necessità di investimenti in questa direzione, che peraltro costituiscono un punto centrale del nostro programma elettorale. Il lavoro va sostenuto e bisogna conferirgli nuovamente dignità, anche attraverso la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Pensiamo sia una questione di dignità; quella dignità che molti di noi hanno tastato con mano nei mesi scorsi recandosi individualmente ai presidi avanti ai cancelli della Tecnowind. Per questo proponiamo e sosterremo azioni che si muovano in maniera congiunta a livello locale e, contestualmente, riescano a spingere sul livello governativo affinché nel nostro Paese si torni realmente ad avere uno Stato in grado di intervenire sull’economia, tutelando l’interesse di quel popolo frustrato e preso per i fondelli da ogni bandiera politica che puntiamo a rappresentare.
a cura di m.a.

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