ASSEMBLEA TECNOWIND, NERVI TESI

“Cosa succederà adesso? Si poteva evitare il fallimento? Di chi è la responsabilità?” Sono alcuni degli interrogativi che, questa mattina, 20 febbraio, gli operai hanno posto ai rappresentanti sindacali nel corso dell’assemblea Tecnowind che si è tenuta a Palazzo del Podestà a meno di 24 ore dall’annuncio del fallimento. Clima caldo tra i dipendenti dell’azienda di cappe e piano cottura che chiedono tutele per le 247 persone in servizio. Presente anche il sindaco, Gabriele Santarelli e l’assessore, Barbara Pagnoncelli. Oggi alle 12,30 incontro ad Ancona con il curatore fallimentare. Poi nuovi aggiornamenti, prima del consiglio comunale. “Abbiamo avuto notizia del fallimento dalla stampa e non dai sindacati – attaccano alcune tute blu – mentre eravamo in fabbrica” l’accusa che hanno fatto molti operai chiedendo ai sindacati il motivo per cui non sia arrivata tramite rappresentanti, nessuna nota ufficiale. “Io – ha detto un operaio arrabbiata – al posto vostro mi sarei dimesso”.

La replica è arrivata, poco dopo, da Pierpaolo Pullini, Cgil. “Il Tribunale non ha il dovere di comunicare ai sindacati le proprie decisione, lavora in autonomia e noi ne siamo venuti a conoscenza quando il dispositivo è stato pubblicato.  Noi eravamo impegnati a preparare la documentazione necessaria per chiedere gli altri sei mesi di cassa integrazione in base Legge di Stabilità. Ora dobbiamo capire cosa accadrà, cosa hanno in mente, perché non è stato concesso l’esercizio provvisorio. Alle 12,30 è previsto l’incontro con il curatore fallimentare e oggi pomeriggio sarà convocata una nuova assemblea. Operai stanchi e sfiduciati. “Ci sentiamo presi in giro da tutti – hanno detto in coro. – Vogliamo sapere perché non sono stati ancora apposti i sigilli. Così tutti potrebbero entrare in azienda”.

Il futuro

Per le 247 famiglie arriva il tempo degli adempimenti da fare prima dell’udienza prevista l’8 maggio. I sindacati assicurano che sarà fatto tutto in modo collettivo. “E’ probabile – spiega Massimo Bellucci, Cisl – che ci sia l’avvio della procedura di mobilità collettiva per tutti i lavoratori, quindi i licenziamenti e l’apertura degli ammortizzatori sociali, la Naspi per 24 mesi, e l’iter per la riscossione dei crediti. Il sindaco di Fabriano, Santarelli, è intervenuto per spiegare che “questa mattina ho parlato con l’assessore regionale Bravi. Nemmeno a Palazzo Raffaello si aspettavano questo: ieri, ad esempio, i funzionari stavano lavarando alle pratiche per la cassa integrazione. Siamo in attesa delle motivazioni che hanno portato al fallimento. Farà in modo di andare anche io ad Ancona a parlare con il curatore fallimentare. Ho sempre assunto un ruolo di garanzia. Io non mi sento di prendere impegni maggiori. Bisogna capire la direzione che si prenderà”.

LEGGI LA LETTERA DI UNA FIGLIA DI UN DIPENDENTE TECNOWIND SCRITTA IERI SERA: INSIEME A LEI SONO FALLITI I SOGNI DI MIO PADRE:  http://www.radiogold.tv/?p=32105

Reazioni

“Tutta la nostra comunità è stata profondamente colpita dalla notizia del fallimento della Tecnowind, la nostra preoccupazione e vicinanza va alle famiglie dei lavoratori colpiti; è solo immaginabile lo sconforto, la frustrazione e l’incertezza che stanno vivendo in queste ore così tante persone. Tutte le forze politiche, sindacali, sociali, senza colori o pregiudizi, sono chiamate ad intervenire per salvaguardare prima di tutto i lavoratori e le loro famiglie. Come PD ci siamo attivati per relazionarci con il curatore e verificare ogni possibile strada percorribile.  È imperativo evitare che dal fallimento della Tecnowind una crisi industriale si muti in una irreparabile crisi sociale” il commento del segretario Pd, Francesco Ducoli.

La senatrice Anna Bonfrisco, candidata al collegio uninominale Marche 1, attacca il suo avversario Angelo Bonelli, candidato per il centrosinistra, che soltanto qualche giorno fa elogiava il suo governo  Pd per essere riuscito a garantire agli operai della Tecnowind la cassa di integrazione straordinaria. “Ma la Tecnowind è fallita, non c’è nessuna cassa integrazione, le famiglie sono per strada e loro lo sapevano bene. Oltre il danno anche la beffa”. Così la  Senatrice Anna Bonfrisco e il senatore Paolo Arrigoni, commissario Lega Marche.

“Proprio perché contentini e palliativi di fronte ad una crisi così complessa non servono, speriamo che il prossimo Governo metta in atto quelle misure shock in grado di farci veramente voltare pagina: Flat Tax, sostegno del sociale e promozione attiva del lavoro, semplificazione, qualità e promozione delle eccellenze in ogni campo e settore, tassa di scopo (o sanzione) sulle delocalizzazione selvagge da far convergere in un fondo per attrarre investimenti e tanto BUON SENSO, questo dimenticato.” ha detto Serenella Fucksia, candidata alla Camera con il gruppo Noi con l’Italia UdC.

Marco Antonini