ACCADEMIA DEI MUSICI, LA LETTERA AL COMUNE DI FABRIANO

di Accademia dei Musici – Fabriano

Siamo veramente sorpresi e dispiaciuti di quanto sta avvenendo e di dover rispondere ad una Vostra diffida del 12.01.2018, consegnata al nostro indirizzo in data 23 u.s .. Il tono della diffida si commenta da solo, in quanto, a fronte di una evidente situazione di disagio economico e gestionale della nostra associazione, la amministrazione, invece di cercare di capirne le motivazioni e di valutare una iniziativa di grande interesse per la città, ci intima il pagamento ad otto giorni, con una forma ed una sostanza che, a suo tempo, si usava per licenziare i collaboratori domestici.

Non possiamo poi sottacere la minaccia, non velata, di provvedere alla “dismissione delle utenze relative”, affermazione che male si spiega, vista la natura del bene e della attività che vi vengono svolte, di prevalente interesse culturale, turistico ed economico per la collettività e per la città intera.

Ci duole dover constatare che questa diffida è stata la prima ed unica comunicazione che abbiamo ricevuto in sei anni di onorata attività al servizio della città. Da ultimo si afferma, nella diffida, che “si è venuti a conoscenza”, del fatto che i locali a noi concessi sono stati da noi indebitamente, concessi in uso a terzi. Partiamo da questo ultimo punto per rimarcare che codesta amministrazione. Nella persona del Sindaco, da tempo, ci aveva informalmente avvertiti di uno scarso gradin1ento per le persone fisiche che si trovavano, materialmente, ad operare nella struttura. Questo primo dissidio rimaneva però sul piano informale e veniva poi da noi chiarito, così ci sembrava, direttamente con il signor Sindaco, anche perché quelle persone non svolgevano compiti a titolo personale ma nel quadro di un contratto. Evidentemente non è stato così, perché nei giorni antecedenti la diffida, il signor Sindaco, ha convocato nel suo ufficio, alla presenza di tre Assessori, i signori Fulgi Luigi e Costantini Angelo per una audizione sul contenuto dei rapporti da loro intrattenuti con la nostra associazione.

Non ci dilunghiamo su questo punto se non per osservare che, dati i fattivi rapporti anche amicali da sempre intrattenuti con l’attuale Sindaco e dati i rapporti contrattuali in essere, tale chiarimento non avrebbe dovuto né potuto avere luogo in tale forma. Sarebbe stato, infatti, logico e necessario chiedere questi chiarimenti soltanto alla nostra associazione e cioè a coloro che avevano in essere il contratto con codcsto Ente. Prendiamo atto che così non è avvenuto.

Per rendere più conseguente la nostra attuale risposta alla Vostra diffida chiariamo che, con contratto di appalto di servizi del 01.11.2017, abbiamo affidato in appalto alla Cooperativa “GRAFICA & INFOSERV1CE SOCIETA’’ COOPERATIVA – SOCIALE”, con sede in Monte San Vito, alcune attività volte alla promozione e gestione di servizi del nostro MUSEO DEL PIANOFORTE STORICO E DEL SUONO. Questa scelta, secondo le valutazioni giuridiche da noi compiute, non comporta la violazione del contenuto dell’art. 4 primo cornma del contratto in vigore, laddove si vieta espressamente (e letteralmente) la cessione del godimcnto a terzi.

In primo luogo perché non è avvenuta alcuna cessione del godimento dei beni – parte dei locali complesso del S. Benedetto – che rimangono nella piena e totale disponibilità giuridica e di fatto della nostra associazione. Ciò in conseguenza della forma adottata, la stessa che ogni amministrazione pubblica assume nel caso voglia affidare alcuni servizi a terzi; con il contratto di appalto di servizi, che Vi verrà messo a disposizione per opportuna documentazione, non è avvenuta alcuna cessione di godimento dei beni. Quindi ancora oggi la nostra associazione è l’unica che detiene i locali su Vostra espressa concessione e può disporre pienamente di essi, in base alle norme contrattuali. La nostra associazione, tuttavia, ha dovuto prendere atto che l’attività museale, priva anche di qualunque collegamento con le altre istituzioni ed attività della città, doveva trovare delle forme per incrementare la visibilità e fruizione del Museo.

In sostanza, in concomitanza con altri assorbenti impegni da noi portati avanti per altre iniziative di interesse della comunità e della città di Fabriano, si è ritenuto che la promozione del Museo non potesse essere adeguatamente seguita ed incrementata dalle sole persone fisiche degli attuali associati i signori Veneri Valerio e Claudio.

I grandi sforzi profusi e le ingenti spese sostenute negli scorsi anni e quelle ancora da sostenere per promuovere la immagine della città, Master Universitari, Corsi in collaborazione con Conservatori ed altre, hanno assorbito enormi energie, sottraendo agli scriventi anche grandi risorse economiche.

Veniamo dunque al punto relativo al pagamento richiesto, costatando preliminarmente, che nessuna forza politica, culturale, economica e sociale della città sia realmente partecipe delle nostre iniziative e delle nostre vicende. Non più la precedente forza politica con cui si è creato l’attuale rapporto, vista la recente interrogazione posta da un ex consigliere di maggioranza, ora all’opposizione, non altre forze di opposizione i cui consiglieri si sono distinti in interventi tanto distruttivi, quanto poco informati, né da ultimo anche da parte della forza cui fa capo codesta amministrazione, apparentemente interessata solo a far vedere di avere le “carte in regola”.

Ammettiamo dunque di non avere regolarmente pagato le quote previste per il contributo annuale relativo ai consumi delle utenze per il complesso del San Benedetto. Aggiungiamo anche che, per quelle attività altre peculiari svolte nei locali di Palazzo Zuccari – Laboratorio di restauro – dove il costo era misura bile, (e ragionevole) le utenze sono state integralmente e regolarmente pagate. Veniamo ora alla questione utenze oggetto della diffida.

Vi segnaliamo che nel complesso del San Benedetto, a prescindere dalle astratte previsioni contrattuali si sono verificate, in concreto, situazioni tali da rendere oggettivamente difficile la applicazione delle previsioni contrattuali. In particolare ciò è dovuto alla natura dei beni offerti in uso, locali difficilmente gestibili sotto il profilo impiantistico (particolarmente servizio termico e illuminazione) quali:
– mancanza di qualificazione energetica degli ambienti, resa obbligatoria dalla normativa vigente;
– mancanza di impianti sezionati che rendano possibile la gestione autonoma dei servizi e l’effettivo controllo dei consumi e della spesa;
– collegamento di impianti cielo terra, non sezionati, con evidenti dispersioni di consumi e con il riscaldamento contemporaneo di locali non in uso alla Accademia;
– impossibilità di controllo diretto dell’utilizzo delle utenze che sono a disposizione per accensione e spegnimento di chiunque abbia accesso alla struttura del S. Benedetto;
– mancato funzionamento di alcuni impianti resi obbligatori dalla normativa;
– presenza di infissi (porte e finestre) non adeguati alla conservazione termica del calore;
– strutture museali dispersive ed eccessivamente costose;
– contestuale presenza di diversi e vari soggetti ed associazioni che in tempi e momenti diversi della giornata operano nel complesso.

Questa situazione ha reso di difficile, se non impossibile, quantificazione l’onere da addebitare, comunque determinando un meccanismo che addebita agli utenti disservizi o situazioni che, oggettivamente, non dipendono da loro. A prescindere da ciò si deve rilevare che il contratto a suo tempo sottoscritto e ingiustamente gravoso per la nostra associazione, come spieghiamo meglio di seguito. Si può e si deve sottolineare, preliminarmente, che è escluso ogni nostro intento di lucrare su una attività museale che riverbera il proprio effetto benefico solo e soltanto sulla città; in sostanza la nostra associazione non si sta arricchendo con le somme che non sono state versate. Ciò è calligraficamente dimostrato dal fatto che per riuscire a creare e rendere fruibile il complesso dei beni pianoforti storici ed ambienti connessi oggi utilizzati …abbiamo sostenuto costi con risorse personali per circa 300 mila Euro. Le risorse occorrenti a creare e mantenere il Museo sono state fornite solo m minima parte con contributo pubblico, Regione Marche, e nessun tipo di contribuzione è stata posta a carico di codesto Comune, principale beneficiario della nostra attività.

La nostra attività ha portato in città, ad oggi, oltre 10 mila presenze turistiche, dando lustro alla immagine del nostro centro e portando flussi interessanti sotto il profilo economico, mentre, al contempo, abbiamo dovuto registrare solo ulteriori perdite e spese sotto il profilo economico.

Infatti le somme incassate, come sarà facile dimostrare, sono state tutte devolute per pagare le guide, le manutenzioni degli strumenti e per finanziare gli eventi che via via sono stati realizzati a nostre spese per dare visibilità e prestigio alla città. Uno per tutti la partecipazione di Accademia dei Musici di Fabriano, nel 2015, alla 66° edizione del Festiva! Internazionale “Sagra Musicale Malatestiana” di Rimini, insieme alle più alte personalità del concertismo mondiale … Fabriano c’era, con noi. In quella sola occasione la nostra associazione ha sostenuto un costo di gran lunga superiore alla somma che oggi ci viene richiesta con la Vostra diffida. Ancora oggi progettiamo una partecipazione al BIT di Milano per dare visibilità alla città ed alla regione Marche, con nostro impegno e spesa, come da lettera allegata.

Quindi, a nostro avviso, si pone anche un problema di riequilibrio del contratto concluso in relazione a costi/benefici e, più in generale, si pone un problema di come la città può o deve, se è suo interesse, porsi nei confronti di una sua alta e rappresentativa realtà culturale. Tutta la CItta, in sostanza, non solo la Vostra amministrazione, deve chiedersi se la nostra associazione e le nostre iniziative siano parte integrante della offerta musicale e culturale e, quindi, se tali attività vadano incoraggiate e sostenute.

Ritornando brevemente ad una analisi della attività museale, risulta, nella classifica Trip.Advisor o.m Attrazioni delle Marche, che il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Fabriano si trova al 40 posto su 1.800 strutture attrattive e al secondo posto fra le realtà cittadine, dopo il Museo della Carta.

Vi rendiamo anche partecipi del successo che sta registrando la nostra scelta di appaltare i servizi a realtà più orientate di noi a fornirli, ed anche che la attuale attività organizzativa della cooperativa di cui sopra, ha già portato ad un notevole incremento con oltre 1.400 presenze, di cui meta ancora da ricevere sino alla fine del mese di maggio, primi giugno del corrente anno. Proseguendo su questo cammino la città potrà registrare incrementi notevoli di flussi turistici nel corso dell’anno 2018 ed ancora maggiori nei prossimi e potrà, se ne avrà la possibilità, contribuire a far conoscere la bellezza di cui siamo eredi e protagonisti. Questi segnali e questi risultati, fortemente positivi, sembrano messi a rischio dalla Vostra iniziativa e debbono trovare adeguate soluzioni, pena un ulteriore scadimento della immagine di Fabriano, visto che la paventata “dismissione delle utenze relative”, fatto che renderebbe impossibile accogliere centinaia di visitatori prenotati che provengono da ogni parte di Italia e dall’estero.

In generale e nello specifico ci auguriamo che, nonostante la Vostra diffida, la nuova amministrazione e la città intera vogliano decidere di farsi carico dei progetti per lo sviluppo sociale, culturale ed economico, includendo fattivamente la nostra associazione come un punto di forza di questi progetti. Ci auguriamo che le frasi proferite dall’attuale Sindaco all’evento organizzato dalla Fondazione Merloni, nell’ambito delle iniziative per l’appuntamento fissato al 2019 per la celebrazione di Fabriano come “città creativa UNESCO”, non rimangano lettera morta. Noi eravamo presenti quando il Sindaco ha detto, testualmente, che questa Amministrazione avrebbe svolto un ruolo “da protagonista” in questa importante circostanza. Ci auguriamo che la attuale situazione di dissidio, apparente, venga risolta guardando al bene comune ed in primo luogo al bene della città, con la fattiva partecipazione dell’ Assessorato alla Cultura, anche facendo leva sulle norme approvate e rese stabili dal Governo attuale per i benefici relativi al “Art. Bonus”.

Ci auguriamo che questa amministrazione sappia infine distinguere tra un rispettabile importo economico (le somme richieste) ed un vero valore, costituito dal patrimonio materiale ed immateriale di questa città, di cui oggi l’Accademia è parte integrante. Accademia dei Musici è un portatore sano di cultura e di particolare singolarità ed unicità artistica, anche sotto il profilo dell’alto artigianato creativo, proprio con il Suo Laboratorio di restauro di pianoforti storici, il cui lavoro attuale è in corso e potrà essere mostrato a questa amministrazione. Crediamo quindi che questa e speriamo altre iniziative in campo “creativo” possano dare un contenuto al progetto di Fabriano città creativa, progetto che, altrimenti, è destinato a rimanere, anch’esso, lettera morta.

Poiché la Vostra parte politica è, da sempre, favorevole ad una diffusione e ad un dibattito trasparente, anche “on line”, Vi chiediamo di rendere pubblica questa nostra risposta, in modo che sia la città stessa a rispondere e chiarire se le nostre iniziative vengono accolte con favore o se la nostra associazione sia da censurare.

Ci riserviamo di portare queste ed altre problematiche alla attenzione della città e di ogni singolo cittadino o impresa, per ottenere un sostegno anche di natura economica e per contribuire a mettere a fuoco problemi e soluzioni che, attualmente, minacciano il rilancio economico e culturale della nostra città. Rimaniamo comunque a Vostra disposizione per ogni ulteriore opportuno chiarimento e determinazione su quanto da Voi contestatoci e su quanto ci attende in futuro, in vista anche delle possibili soluzioni. Ovviamente nell’ottica di definire ogni questione nei termini di legge e dì diretto rapporto tra le parti interessate, senza coinvolgimento di soggetti che non ci rappresentano.

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