LA CULTURA DEL SOCCORSO, GLI INCONTRI FORMATIVI DELLA CROCE AZZURRA

Si è svolto il 4 febbraio, presso la sede della Croce Azzurra Fabriano,  il primo di una serie di incontri informativi rivolti alla popolazione, per diffondere in modo capillare, la cultura del soccorso. Gli istruttori del centro formazione IRC Fabriano, Gabriele Fava, Santo Cerbone, Margherita Pelucchini, Luca Francioni, con la collaborazione dei volontari della croce azzurra Fabriano, hanno illustrato ai numerosi presenti, buone regole di vigilanza e prevenzione per evitare incidenti domestici, tecniche di sonno sicuro, e manovre di disostruzione pediatriche. Lo scopo di questi eventi è quello di diffondere nelle famiglie, nei nonni o sorveglianti dei bambini, la consapevolezza dei tanti possibili incidenti domestici che possono evolvere anche con gravi conseguenze, ma soprattutto il modo di operare le prime manovre di emergenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati. Vista la buonissima partecipazione e soprattutto l’interesse destato, l’evento sarà sicuramente riproposto, con successivi step. Tutti questi incontri sono ad offerta libera il cui intento è mirato alla raccolta fondi per l’acquisto di un defibrillatore da donare alla città di Fabriano, e contribuire così alla cardio-protezione della nostra città.

Purtroppo l’arresto cardiocircolatorio è una delle principali cause di morte nella fascia d’età dai 40 anni in su; i numeri del Ministero della Salute parlano di 1 arresto cardio circolatorio ogni mille abitanti pertanto a Fabriano ogni anno si contano almeno 30 episodi di morte cardiaca improvvisa, il cui 80% dei casi avviene lontano da strutture ospedaliere, per strada, in palestra a lavoro, a scuola. Evidenze scientifiche in continuo aggiornamento, indicano che la sopravvivenza ed una buona ripresa neurologica successiva ad un arresto cardiaco, sono subordinati ad un intervento sanitario adeguato ed in tempi molto rapidi; ogni minuto di ritardo nel soccorso, diminuisce le probabilità di sopravvivenza del paziente del 10% circa, fino a vanificarli superati gli 8/10 minuti. Per garantire la sopravvivenza post arresto cardiaco sarebbero sufficienti due semplici interventi esterni, quali un adeguato massaggio cardiaco ed una defibrillazione precoce; questo ritarderebbe la parabola delle complicazioni cliniche che si innescano con il deficit di ossigeno. Dagli studi e soprattutto dalla sperimentazione che ci è arrivata da oltre oceano si è quindi chiarito che la strada da percorre è quella di dotare ogni comunità di un numero adeguato di PAD (public access defibrillation) ovvero dei punti di accesso pubblico con defibrillatore e con la predisposizione di personale adeguatamente formato che possa intervenire immediatamente all’evento, e ritardare letteralmente i danni irreversibili provocati da una prolungata anossia cerebrale, e permettere la sopravvivenza del paziente fin ché non possa essere assistito da uno soccorso sanitario adeguato. Nelle città italiane che hanno adottato progetti PAD si è registrato che la percentuale di sopravvivenza post arresto cardiaco è passata da un 5% ad un 50%. Ed il nostro intento è questo; dotare Fabriano del primo PAD e diffondere una adeguata cultura del soccorso nella comunità, in modo cha sia pronta ad agire, nell’istante in cui si verifica l’evento. Il nostro DAE (l’acronimo appunto di defibrillatore automatico esterno) avrà un nome, Donatella, in memoria della dott.ssa Conti, uno dei medici istruttori del nostro centro di formazione cittadino, nonché direttrice sanitaria della Croce Azzurra per anni, a cui tutti i volontari devono la propria preparazione.