PALERMO, CAPITALE DELLA CULTURA, IL SUO PATRIMONIO DA VISITARE

Palermo è stata nominata Capitale Italiana della Cultura 2018, succede a Pistoia che ha avuto il titolo per il 2017, superando nella nomina la concorrenza d’importanti realtà culturali e dinamiche come Trento, dal grande patrimonio storico come Aquileia ed Ercolano, dalla tradizione letteraria legata a Giacomo Leopardi di Recanati e di località turistiche affermate come Alghero e i Comuni ericini tra cui Erice – San Vito Lo Capo. Affermazione, riscatto per il Sud che a livello culturale ed artistico si sta rilanciando forte tenendo conto anche di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019 e della crescita turistica ed attrattiva di importanti siti culturali e museali come la Reggia di Caserta, Paestum e il MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Conosco molto bene Palermo ed è una città di cui ci si innamora subito, a prima vista, un pò come Napoli, una volta capita, compresa, vissuta, ti entra dentro e non ti lascia più. Capitale del Mediterraneo, resa grande dall’illuminato re normanno “stupor mundi” Federico II, mix di culture diverse, fenici, greci, romani, cartaginesi, bizantini arabi, normanni, svevi, aragonesi, angioini, borbone. L’arte, il folklore, il suo barocco rifinito, la Chiesa del Gesù primo edificio sacro costruito dai Gesuiti nell’Isola, l’abbagliante sfolgorio dei mosaici dorati della Cappella Palatina con il Cristo Pantokrator nel più classico stile bizantino, l’Annunziata di Antonello da Messina, il Palazzo dei Normanni, le meraviglie architettoniche della Cattedrale e della Martorana con i mosaici, i suoi palazzi nobiliari e le suggestioni alla Cala.

La città protetta in quella Conca d’Oro che si distende sul mare con il promontorio del Monte Pellegrino tanto amato da Goethe, la musica, la letteratura con il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, poi quel gusto e sapore arabo-normanno che ci accompagna nel vasto centro storico dai tanti segreti, misteri e tesori, le sue contraddizioni a volte forti, i contrasti, i grandi teatri, l’elegante neoclassico del Teatro Massimo, la suggestione di Piazza Pretoria con la grandiosa fontana della “Vergogna”, i Quattro Canti della Palermo barocca con le quattro sante protettrici della città, via Maqueda, gli oratori ricchi di stucchi settecenteschi, poi i suoi mercati vivi, colorati, il quartiere popolare di Borgovecchio, che ci aprono ad un universo tutto suo. Palermo di recente è stata anche nominata con le Cattedrali di Monreale e Cefalù Patrimonio dell’Umanità UNESCO, Sicilia che ha ora 10 siti UNESCO, sette Patrimonio Culturale Materiale, e tre Patrimonio Culturale immateriale. La città si prepara a questa grande sfida e tra le iniziative previste ospiterà l’edizione 2018 di Manifesta12 una delle Biennali d’arte Contemporanea più importanti e prestigiose su scala mondiale capace di attrarre milioni di visitatori. L’antica Panormus così da futura capitale italiana della cultura, si apre al mondo.

Francesco Fantini