TRENITALIA, 92,1% TRENI MARCHE PUNTUALI

Nel 2017 le corse regionali Trenitalia nelle Marche sono state puntuali – cioè arrivate entro cinque minuti rispetto al previsto – nel 92,1% dei casi (+3,2 % nel 2014) e regolari nel 99,6% (+0,8%). Per cause imputabili all’azienda sono state cancellate solo lo 0,1% delle corse programmate. Migliorano gli indici di gradimento del servizio: l’86,9% dei clienti si è dichiarato soddisfatto del viaggio (+8,2% in due anni): sono 43.500 i treni circolati per oltre 7 milioni di viaggiatori e 4 milioni di km percorsi. I ritardi imputabili a Trenitalia sono l’1,1% (-0,7% rispetto al 2016). Alto il gradimento dei clienti per informazioni ricevute (98,1%), preparazione del viaggio e facilità di acquisto dell’abbonamento/biglietto (95,3%). Apprezzati anche cortesia e professionalità del personale (95,5%) e illuminazione della carrozza (92%). Bene anche la disponibilità di treni con gradimento all’85,8% (+6,8%), collegamento con mezzi pubblici 94,8%, pulizia 72,6% (+5%) e capacità di gestire disservizi 75,3 (+6,2%). (Ansa)

Lodolini (Pd): “La regione Marche prenda una posizione forte”

“Il problema dei disservizi sulla tratta ferroviaria Ancona-Roma obbliga la regione Marche ad assumere una posizione forte, riprendendo in mano il contratto di servizio con Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Noi parlamentari del territorio, ne sono convinto, saremmo pronti a fare la nostra parte. Da utente sono stato testimone, per cinque anni, delle criticità di un servizio non sempre all’altezza degli standard minimi. Serve una svolta. Il Parlamento non ha trascurato la questione, al contrario ha spinto per il miglioramento apportato al materiale rotabile e per il raddoppio sulla tratta Montecarotto-Castelbellino-Castelplanio-Cupramontana. La Orte – Falconara, del resto, è una delle infrastrutture più importanti e strategiche per la nostra regione, un vero ponte fra Ancona e Roma, fra l’Adriatico e il Tirreno, il cui collegamento è molto migliorato a livello stradale con il completamento dei lavori della Quadrilatero previsti per il prossimo luglio fra il nostro capoluogo e Perugia”. Così il deputato Pd, Emanuele Lodolini, in un post su Facebook. 

L’odissea raccontata dai pendolari (dal nostro archivio, 13 dicembre 2017)

Un’altra giornata da dimenticare per la tratta ferroviaria Ancona-Fabriano-Roma Termini. Già prima dell’alba, alla stazione della città della carta, i pendolari si interrogavano: “Il tempo non è dei migliori, speriamo che non ci si mette pure il treno!”. Le ultime parole famose. Il regionale 2321 in partenza, in orario, alle 4,51 da Fabriano, già a Fossato di Vico, dopo aver percorso meno di 20 chilometri, aveva accumulato 50 minuti di ritardo. Poi il blocco è arrivato nei pressi di Baiano di Spoleto. “Abbiamo sentito un boato – racconta Adele Allegrini, una pendolare – e il treno si è fermato. Conclusione? Siamo arrivati a Roma a bordo di un altro mezzo… con quasi due ore di ritardo”. Al treno che collega l’Adriatico al Tirreno è esploso il motore. Il regionale, forse già vecchio, non è potuto ripartire e i viaggiatori, sconsolati, hanno dovuto attenderne un altro. Fortunatamente il guasto è avvenuto vicino a una stazione dotata di bagni, bar e sala d’attesa, altrimenti le proteste sarebbero state molto più pesati! A conti fatti, comunque, il primo regionale del mattino che parte da Ancona alle quattro e dovrebbe giungere a Termini alle 7,30 è arrivato nella Capitale poco prima delle 9,30. Tutta la tratta, è stata interessata da disservizi. Il regionale diretto a Foligno delle ore 5,05 che permette agli utenti di prendere le coincidenze per Perugia e la Toscana è arrivato con 8 minuti di ritardo, l’Intercity delle 7 da Fabriano a Roma è arrivato a destinazione con 12 minuti di ritardo; il Frecciabianca partito da Ravenna, l’unico che collega Emilia, Marche, Umbria e Lazio, con 23. Ritardi contenuti sotto ai dieci minuti anche per quanto riguarda i treni dell’ora di pranzo e del pomeriggio. Situazione analoga sulla via di ritorno. Il treno regionale partito da Roma alle 5,45 ha accumulato 17 minuti di ritardo, l’Intercity delle 7,40 ben 12 in più; il regionale delle 13,28 più 9; l’Intercity delle 15,35 più 5 e il regionale delle 15,58 ha viaggiato con dieci minuti di ritardo. I pendolari, ormai, hanno perso le speranze. Valerio Mingarelli, fabrianese che lavora nella Capitale, effettua tutte le settimane viaggi sulla tratta ferroviaria Ancona-Roma. “Dopo anni di disavventure, l’unica cosa che viene aggiornata – denuncia – è il prezzo dei biglietti. Pietra dello scandalo sono gli Interciy, che costano il doppio dei regionali per impiegarci poco tempo in meno”. Un esempio: il regionale veloce del mattino ci mette 2 ore e 46 minuti, l’unico Intercity in funzione sulla tratta 2 ore e 35 minuti: un risparmio, al netto dei costanti ritardi, di appena 11 minuti. Valerio precisa che ormai “alcuni regionali hanno ritardi cronici: quello che da Roma muove verso Fabriano alle 18,35 accumula addirittura mezz’ora fissa solo tra Termini e Tiburtina, nell’arco di pochissimi chilometri. Inoltre accoglie un terzo in più dei passeggeri rispetto ai posti a sedere: fino a Orte ci si mette ad incastro, in piedi, sperando che qualcuno scenda”. Capitolo a parte la sporcizia sui vagoni, le prese di corrente non funzionante e il riscaldamento rotto con questo freddo.

m.a.