TUTELARE I POSTI DI LAVORO

Cartiere e Tecnowind in primo piano. Per domani, venerdì 15 dicembre, infatti, è prevista una nuova convocazione da parte della Regione Marche sulla vertenza Tecnowind: sindacati e management cercheranno di arrivare a un’intesa che scongiuri il collasso del Fabrianese con la perdita di posti di lavoro. Incertezza anche alle Cartiere Fedrigoni: entro il mese, infatti, è prevista la firma del preliminare di vendita al Fondo americano che porterà oltreoceano la proprietà delle storiche cartiere Miliani.

Il sindaco 

“Tutelare i posti di lavoro, stabilizzare un rapporto di collaborazione tra proprietà e Amministrazione comunale, valorizzare l’archivio delle Cartiere e Istocarta, l’Istituto di Storia della Carta nato nel 2011”>. Sono le priorità del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, il giorno dopo la conferma, da parte dell’ingegner Alessandro Fedrigoni che la vendita esiste e sarà ufficializzata a breve. Lo stesso proprietario delle storiche cartiere Miliani acquisite nel 2002 si trovava martedì sera a Fabriano per la riapertura della piccola chiesa dei cartai e per il tradizionale scambio di auguri natalizi. Incertezza sul futuro. Pochi i dettagli che si conoscono. Il primo cittadino conferma che “ad oggi non abbiamo avuto nessuna notizia in merito dai sindacati, ma l’obiettivo è quello di interfacciarci con Fedrigoni e poi con la nuova proprietà per stringere una collaborazione continuativa”. L’azienda è da mesi in difficoltà a seguito della perdita della commessa da 5mila tonnellate per l’India e per il trasferimento, senza bando, della produzione dell’Euro in una cartiera francese su decisione della Banca Centrale Europea. Tutto ciò ha determinato 150 esuberi e il blocco di tre linee produttive. E’ più urgente che mai allacciare un rapporto di dialogo con la proprietà visto che l’archivio storico non appartiene alla Fondazione e neppure i macchinari che sono stati dati in comodato al Museo della Carta, ma alle cartiere.

Le reazioni

“Non possiamo cedere i nostri sette secoli di storia” denuncia Katia Silvestrini, associazione Fabriano Progressista, perché “sono in ballo ulteriori posti di lavoro che si perdono in un territorio già martoriato, svilito e ormai in ginocchio. C’è un silenzio assurdo che tradisce la nostra storia”. Anche Olindo Stroppa, consigliere comunale di Forza Italia, sottolinea il silenzio dei sindacati in un momento di incertezza in cui i contratti a termine non sono stati rinnovati e gli operai stanno consumando le ferie per evitare la cassa integrazione. “Davanti a un privato che vende – precisa – possiamo fare poco. Il problema sta nel nuovo acquirente: un fondo americano che non ha niente a che vedere con la carta. Questa è una mossa esclusivamente finanziaria che potrebbe avere risvolti negativi: serve, quindi, maggior impegno per evitare di perdere posti di lavoro”. Stroppa pone l’attenzione anche sul marchio, Fabriano, il nome sia della carta che della città che lo produce che “è di proprietà delle Cartiere e non della collettività perché sarebbe stato registrato proprio come marchio. Bisogna verificare se ciò corrisponde alla realtà e capire come intervenire per sperare nel rilancio di un’azienda che ha fatto la storia in Italia e nel mondo”.

Marco Antonini