L’ODISSEA CONTINUA SUL TRENO REGIONALE DELLE 4,51

Un’altra giornata da dimenticare, martedì 12 dicembre, per la tratta ferroviaria Ancona-Fabriano-Roma Termini. Il regionale 2321 in partenza, in orario, alle 4,51 da Fabriano, già a Fossato di Vico, dopo aver percorso meno di 20 chilometri, aveva accumulato 50 minuti di ritardo. Poi il blocco è arrivato nei pressi di Baiano di Spoleto. “Abbiamo sentito un boato – racconta Adele Allegrini, una pendolare – e il treno si è fermato. Conclusione? Siamo arrivati a Roma a bordo di un altro mezzo… con quasi due ore di ritardo”. Al treno che collega l’Adriatico al Tirreno è come se fosse “esploso” il motore. Il regionale, forse già vecchio, non è potuto ripartire e i viaggiatori, sconsolati, hanno dovuto attenderne un altro. Fortunatamente il guasto è avvenuto vicino a una stazione dotata di bagni, bar e sala d’attesa, altrimenti le proteste sarebbero state molto più pesati! A conti fatti, comunque, il primo regionale del mattino che parte da Ancona alle quattro e dovrebbe giungere a Termini alle 7,30 è arrivato nella Capitale poco prima delle 9,30. Tutta la tratta, ieri, è stata interessata da disservizi. Il regionale diretto a Foligno delle ore 5,05 che permette agli utenti di prendere le coincidenze per Perugia e la Toscana è arrivato con 8 minuti di ritardo, l’Intercity delle 7 da Fabriano a Roma è arrivato a destinazione con 12 minuti di ritardo; il Frecciabianca partito da Ravenna, l’unico che collega Emilia, Marche, Umbria e Lazio, con 23. Ritardi contenuti sotto ai dieci minuti anche per quanto riguarda i treni dell’ora di pranzo e del pomeriggio. Situazione analoga sulla via di ritorno. Il treno regionale partito da Roma alle 5,45 ha accumulato 17 minuti di ritardo, l’Intercity delle 7,40 ben 12 in più; il regionale delle 13,28 più 9; l’Intercity delle 15,35 più 5 e il regionale delle 15,58 ha viaggiato con dieci minuti di ritardo.

Marco Antonini