FRA PASSATO E PRESENTE

Ciao a tutti i lettori di Radio Gold. ROCK & WORDS sono Fabio Bianchi e Massimo “Max” Salari. Insieme raccontano la storia della musica Rock e dintorni, l’evoluzione e come nascono i generi musicali, tutto questo in conferenze supportate da audio e video . Assieme sono nel direttivo dell’associazione Fabriano Pro Musica. FABIO BIANCHI: Musicista, suona batteria e tromba. Ha militato in diverse band fra le quali i Skyline di Fabriano e l’orchestra Concordia. MASSIMO “Max” SALARI: Storico e critico musicale, ha scritto e scrive in riviste musicali di settore e webzine come Rock Hard, Flash Magazine, Andromeda, Rock Impressions, Musica Follia, Flash Forwards ed è gestore del Blog NONSOLO PROGROCK. Per sei anni è stato vicepresidente di PROGAWARDS, premio mondiale per band di settore Rock Progressivo e sperimentale.

PER CONTATTI: rockandwordshistory@gmail.it   o salari.massimo@virgilio.it

RECENSIONI

“Album storici” – SUPERTRAMP – Crime Of The Century

A&M Records – Genere: Rock – Supporto lp – 1974

Il tastierista inglese Richard Davies nel 1969 ha l’opportunità di formare una band grazie all’attenzione economica di un amico olandese, ed è così che assieme al polistrumentista e cantante Roger Hodgson che danno vita al progetto Supertramp. Dopo una lunga selezione la band si stabilizza con Bob C. Benberg alla batteria, John Anthony Helliwell ai fiati e Dougie Thomson al basso.

I primi due album “Supertramp” del 1970 e “Indelibly Stamped” del 1971 non è che facciano volare il gruppo in alte classifiche, pur avendo fra le composizioni alcune canzoni non epocali ma gradevoli. Lo stile tuttavia si va plasmando, le tastiere che si adoperano a ritmica e che saranno prerogativa della loro grandissima personalità, si consolidano nel 1974 con questo album dal titolo “Crime Of The Century”,e qui o si vola o si muore.

Il Rock proposto dalla band è a cavallo fra quello tanto di moda in quegli anni, ossia il Progressive Rock, il Jazz e il Blues, dove i fiati di Helliwell coprono un ruolo molto importante. Le canzoni sono cantate da Davies e Hodgson, quest’ultimo altro marchio di fabbrica della band grazie alla sua voce alta, quasi in falsetto.

A differenza delle band Prog del periodo, i Supertramp si dedicano completamente alla formula canzone, ma in maniera raffinata e ricercata. “School” inizia alla grande l’album, con un velo di nostalgia di base ed un amalgama sonora perfetta e rodata. Duettano Davies e Hodgson al microfono e la canzone, proposta molto spesso anche in sede live, è colma di cambi di tempo e di umore. Il solo di piano è altro cavallo di battaglia. Che i Supertramp amano essere “commerciali” e che volgono uno sguardo anche all’America più ricettiva alle canzoni di facile memorizzazione, lo si evince anche dalla ruffiana  e cadenzata “Bloody Well Right”. La terza canzone è quella in cui si mostrano i muscoli, dove il gruppo comprova la capacità tecnica e compositiva, una canzone che rientra nel settore che dicevo all’inizio, quello della raffinatezza, essa si intitola “Hide In Your Shell”. Importante anche qui l’uso delle coralità, usate spesso anche in falsetto. Il lato A dell’lp si conclude alla grande con un classico, “Asylum” cantato da Davies.

I Supertramp non sempre si prendono sul serio, spesso si divertono a giocare con il pentagramma e usano il piano in maniera sincopata, come detto, a ritmica. “Dreamer” ne è esempio e DNA del gruppo.  In Italia la canzone non sfugge ad un grande cantante del tempo, in pieno successo di pubblico, quel Renato Zero ancora trasgressivo di “Zerofobia” che traduce “Dreamer” in “Sgualdrina”. Momento serietà immediatamente dopo con una “Rudy” stradaiola e malinconica.

Non manca il lento di facile presa emotiva, qui con il titolo “If Everyone Was Listening”, molto bello e ammaliante.

E come spesso accade di dire: dulcis in fundo. L’album si conclude con un crescendo sinfonico impressionante e sostenuto dalle immancabili tastiere (qui piano) e sax in fuga strumentale. La canzone è colei che da il titolo all’album e che resterà negli annali non solo della band ma anche della storia del Rock.

Questo album da il via alla carriera di una band che molto avrà da dire negli anni, sino alla frattura con Hodgson, comunque sempre con album di alto livello. Un loro successo a seguire? “Breakfast In America” un classico che più classico non si può.

MS

“Crime Of The Century”: https://www.youtube.com/watch?v=ni8KZmwwc1Q

INFO

GLAD TREE

Nell’ultimo album dei GLAD TREE “Ostinatoblu”, le note di copertina sono del sottoscritto Massimo “Max” Salari, ma il vero valore è la musica che esso contiene. Da avere.

GLAD TREE: “OSTINATOBLU”” – UNA NUOVA USCITA M.P. & RECORDS DISTRIBUITA DA G.T. MUSIC DISTRIBUTION

CD – Prezzo: euro 12,90

Label: M.P. & Records – In uscita il 22 Settembre 2017

Sample: “Ostinato“: https://youtu.be/bWVowe6OXNs

“Ostinatoblu” è il secondo lavoro dei GLAD TREE gruppo che mette insieme il talento di MARCELLO CAPRA e MARIO BRUNO, entrambi membri dei PROCESSION negli anni ’70 e di LANFRANCO COSTANZA, che con grande inventiva e maestria percorrono le vie del Blues acustico ma anche strizzando l’occhio al jazz e rendendo omaggio ad un grande compositore classico come Johann Sebastian Bach proponendo la famosissima “Bourrée” dalla Suite in Mi Minore per liuto in una propria visione a metà strada tra l’originale classico e la celeberrima versione dei Jethro Tull. Inoltre altre due cover impreziosiscono il contenuto sonoro di questo disco: “Mystery Train” di J.Parker/S.Phillips e “Waiting for the right time” di J. Mayall.

Dalle note di copertina di MASSIMO MAX SALARI:

“Gli strumenti acustici vibrano, hanno una frequenza, come le nostre anime. Quando questi elementi si sovrappongono perfettamente, si viaggia alla scoperta di nuovi mondi-. La ricerca sonora può entrare in simbiosi con la melodia semplice e la serenità, ed è un nido sull’albero della felicità. Il ritorno al Blues, dove tutto è puro e sincero… La fonte. Fermarsi ad ascoltare, non a sentire. Il caos è fuori.”

“Le radici non si dimenticano. Sostanzialmente il Blues  ha elementi appartenenti alla cultura del proletariato rurale afroamericano ed è viatico di racconto societario tendente al malcontento. La contestazione, la base del futuro Rock. Il Blues è incastonato nel dna dell’albero.”

I Glad Tree miscelano  musica World con innesti di Blues, Jazz e musica da camera, ciò merita un ascolto attento e rilassato, per poi sfociare in un alchemico ritrovo dell’ “Io”.

Abbiamo bisogno della musica come l’aria. Essa ossigena il corpo e l’anima. L’albero  sa. Colori, suoni e paesaggi,  sono flashback che fanno di noi esseri “senza tempo”. La musica racconta, rassicura e tramanda.

SUCCEDE A FABRIANO

POPULAR MUSIC SCHOOL &  JUNIOR JAZZ ORCHESTRA, IL NUOVO PROGETTO DI FABRIANO PROMUSICA

La musica come mezzo da utilizzare per l’educazione emotiva, un’arte seppure complessa, che ci permette di stimolare la crescita dei più giovani sul piano fisico, intellettuale, emotivo, sociale.

La Musica, diceva Aristotele, non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poiché può servire per l’educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo.

Parte un altro ambizioso progetto, avvalendosi della collaborazione con la scuola ad indirizzo musicale “Marco Polo” ed affiancata dalla “Orchestra Concordia”, organismo di FpM.

L’obiettivo primario, è quello di fornire competenze e abilità nella pratica, individuale e di gruppo, di uno strumento musicale. Attraverso lezioni singole e lezioni collettive di musica d’insieme, si potrà offrire la possibilità di avvicinarsi al mondo della musica ad un notevole numero di ragazzi. Grazie alla professionalità dei docenti e alla qualità dei metodi didattici innovativi adottati, verrà garantito un ottimo livello di preparazione.

Il nome Popular Music School ha una valenza oltre che culturale per la riscoperta di opere musicali di musicisti locali e non, di dare anche  la possibilità a costi popolari, di ricevere una preparazione rivolta a giovani musicisti che vorranno intraprendere l’attività musicale sia a livello amatoriale che come professione, preparandoli anche agli esami di ammissione ai conservatori musicali più rinomati  della nostra Nazione.

 DIDATTICA

Le lezioni si svolgeranno individualmente, durante le stesse i ragazzi apprenderanno le tecniche di base dello strumento e studieranno brani musicali attinenti alla musica jazz, i quali verranno poi eseguiti nella classe di musica d’insieme. La scuola riuscirà a creare anche una Junior Jazz Orchestra e  successivamente i ragazzi si esibiranno in pubblico in concerti che FPM organizzerà.

Come offerta didattica la scuola offrirà la possibilità di partecipare a numerosi laboratori quali ad esempio:

  • Storia della musica
  • Storia del Jazz
  • Software Libero
  • Laboratorio ritmico
  • Laboratorio di Big Band
  • Laboratorio corale
  • Laboratorio musica d’insieme

E tanti altri.

CORSI STRUMENTALI DI:

CHITARRA Classica/Elettrica Insegnanti : Gabriele Possenti e Matteo Pastuglia

BATTERIA / PERCUSSIONI: Roberto Bisello

PIANOFORTE / TASTIERE: Liccardo Franca

SAX/FLAUTO: Marco Agostinelli / Andrea Mori

CLARINETTO: Debora Barocci

OTTONI: Paolo Del Papa

BASSO ELETTRICO E CONTRABBASSO: Ludovico Carmenati

CANTO/CANTO CORALE: Andreina Zatti

 NEWS ARCHI

Contatti:

www.fabrianopromusica.it

e-mail: fabrianopromusica @gmail.com

Mobile: +39 3391349396 / 3347193537

Iscriversi alla nuova scuola di musica nata a Fabriano è semplicissimo manda un email a : segreteria@fabrianopromusica.it oppure chiama : 338 3653639 oppure 339 4545571

Open day 11 novembre ore 16 auditorium Marco Polo di Fabriano (AN).

Potrete ascoltare e provare tutti gli strumenti che si insegneranno al corso, un altro bel progetto di Fabriano Pro Musica #fabrianopromusica #fabriano #fabrijazz

CANZONE CONSIGLIATA DELLA SETTIMANA

The Pineapple Thief  “In Exile (from Your Wilderness)”

https://www.youtube.com/watch?v=8LTh10MHMOo

Band inglese capitanata dal cantante chitarrista Bruce Soord, in stile Porcupine Tree, vera e propria band spartiacque nel Progressive Rock. Molti i proseliti della band di Steven Wilson, ma anche molti coloro che hanno gridato al sacrilegio per il deturpamento del sacro Prog. In effetti il suono si sposta verso una Psichedelia melensa, a volte sognante e sussurrata, proprio questa peculiarità viene esaminata e portata in musica dalla band di Soord. Negli anni la distanza fra Porcupine Tree e The Pineapple Thief è sempre più sottile, anche se quest’ultimi si soffermano più su uno stile Rock che Prog Rock.

Guarda caso in questo disco, il dodicesimo in studio,  chi va a suonare la batteria? Un certo Gavin Harrison, ex Porcupine Tree, ed il cerchio si chiude. Il disco dunque si discosta ancora di più dallo stile proposto negli anni, verso un Prog più sognante e psichedelico, cantato anche il falsetto, un mix gradevolissimo fra Porcupine Tree e Blackfield. Buona scoperta!

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