CI TAGLIANO PURE IL POSTINO

Razionalizzazione degli uffici postali, chiusure in arrivo anche nel comprensorio Fabrianese: i tagli dovrebbero riguardare precisamente Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico. Polemiche per quei tanti cittadini che dovranno fare molta più strada per raggiungere lo sportello più vicino. Ma c’è di più. In arrivo, il condizionale è d’obbligo, una ristrutturazione del servizio. In alcune località il postino busserà alla porta del cittadino anche una sola volta o due ogni sette giorni. Tutto ciò senza rispettare i diritti dei cittadini. Un piano di ristrutturazione soprannominato “recapito a giorni alterni” che dovrebbe entrare in vigore, entro l’inizio del 2018. Allarmati i rappresentanti sindacali. “Dove è avvenuto il taglio, in altre zone italiane – evidenziano dalla Cisl – ha avuto effetti devastanti con una qualità del servizio a livelli pessimi. Sulla vicenda della chiusura degli uffici nelle città sotto ai 10mila abitanti è arrivata una nota di Poste Italiane.

Il punto 

“Poste Italiane precisa che nelle province di Ancona, Pesaro Urbino, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno non si registra nessuna emergenza sugli uffici postali. Non è intenzione dell’azienda – si legge – produrre iniziative che vadano ad impattare sugli uffici postali, luoghi che tradizionalmente sono punti di riferimento per l’erogazione di servizi dedicati ai cittadini, alle imprese e alla Pubblica amministrazione. L’Azienda precisa, inoltre, che gli interventi collegati con la riforma del Servizio Postale Universale, come previsto dalla delibera AGCOM n. 395/15/cons, sono ancora in fase di valutazione”.

La politica

“Grazie al question time al ministro dei Trasporti di questa settimana della collega Arianna Spessotto, abbiamo scoperto che saranno ben 159 gli uffici postali che chiuderanno i battenti sul territorio marchigiano nel quadriennio 2016-2019, sui 4300 soppressi o in via di chiusura in tutta Italia. Uno scenario che desta non poca preoccupazione: se da una parte è vero che oggi tante operazioni si possono fare online o altrove, penso soltanto alla possibilità di pagare una bolletta dal tabaccaio, dall’altra ci sono piccoli centri dove il servizio postale ha ancora un ruolo basilare, soprattutto laddove è alta la concentrazione di cittadini in là con gli anni. In base al documento di 124 pagine che ci è stato consegnato, gli uffici a cui diremo addio sono 52 nella provincia di Pesaro-Urbino, 11 in quella di Ancona, 52 in quella di Macerata, 22 in quella di Fermo e altri 22 in quella di Ascoli-Piceno, molti dei quali in piccole realtà o in comuni interni dove a breve per un invio postale bisognerà fare svariati chilometri. Comprendiamo l’esigenza di riorganizzazione di Poste Italiane, ma un taglio così netto ci pare una scelta scriteriata”. Così Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati. “Sulla vicenda – prosegue Terzoni – dal Ministero ci hanno voluto rassicurare dicendo che in alcuni casi degli uffici rimarranno aperti comunque due volte a settimana e che si tratta solo di un piano di razionalizzazione, ma in base alle prime verifiche abbiamo appurato che non sono pochi nelle Marche gli uffici chiusi in via definitiva. Inoltre la scure su questo servizio ha prodotto una mole notevole di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell’Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi. Naturalmente come M5s non staremo a guardare, e chiederemo al ministro Graziano Delrio di prendere in mano la situazione, perché i cittadini in difficoltà per queste chiusure rischiano di diventare parecchi e molte famiglie ci stanno già inviando segnalazioni

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