IL PALIO DELLA MINIERA DI ZOLFO DI CABERNARDI

Diciannove anni d’esperienza, giochi spettacolari d’emozioni, una sana competizione senza rancori e tanti “sfottò” e poi la capacità di rinnovarsi puntando sulle nuove generazioni – tre rioni hanno cambiato capitano – il “Palio della miniera di Zolfo di Cabernardi”, a pochi chilometri da Sassoferrato, nell’edizione 2017 si presenta di nuovo vincente. Si svolge fino al 13 agosto. In cornice alle gare: il 13, i “7 Cervelli”; il “liscio” di “Matteo Tassi” il 9, il gruppo “Shampoo” sabato 12 e serate discoteca come la festa di chiusura con dj-set il 13. Organizzate dall’Associazione Culturale “La Miniera” onlus, ha tanti appuntamenti in programma: dal 5 agosto fino al 20 la mostra “Odor di zolfo” con le fotografie di Lorenzo Amaduzzi. Il 12 alle 8,30 la “Passeggiata per gli stradelli dei minatori” da Palazzo di Arcevia fino a Cabernardi e alle ore 17 l’11° Giro delle Due Miniere, con partenza da Bellisio Solfare per arrivare al Museo della Miniera di Zolfo a Cabernardi, passando per il Villaggio dei minatori del Cantarino, la miniera di Vallotica ed il Parco Archeominerario; 17 agosto alle 17,30 presso l’Auditorium del Parco Archeominerario la conferenza “Dalla Montecatini all’archeologia industriale” in occasione del centenario dell’acquisto da parte della Montecatini della miniera di zolfo di Cabernardi 1917-2017.” Importante sottolineare che durante la settimana visite guidate in notturna del Parco e del museo.

Il Palio

Organizzato per la prima volta nel 1999 da giovani volenterosi del posto con l’intento di animare, attraverso giochi e competizioni sportive, l’estate cabernardese, il Palio ricopre attualmente un importante ruolo tra le manifestazioni del territorio dell’ex bacino minerario. Nel corso degli anni poi è stato potenziato il taglio rievocativo di antiche tradizioni contadine e minerarie attraverso nuove sfide che coinvolgono le diverse fasce di età e che, soprattutto, intrattengono il pubblico. Al gruppo originario di ragazzi che fin dall’inizio si impegnano per portare avanti questa iniziativa volta al recupero storico-sociale del territorio e che nel febbraio 2003 fondano l’Associazione Palio della Miniera di Zolfo, se ne aggiungono altri; attualmente l’intero gruppo è formato da Maurizio Greci (presidente), Lucio Polverari (vice-presidente), Simona Beciani (tesoriere), Roberta Maiolatesi (segretaria), Simone Bernardi, Diego Cappellini, Michele Carbonari, Jonathan Crispiani, Emanuela Lucertini, Paolo Antinori, Valter Marchionni, Stefano Pieri, Michele Ragnoni, Marianna Rizzo, Marco Sebastianelli. Lo staff si avvale anche della collaborazione dei giovani del New Staff: Mattia Bergamante, Stefano Conigli, Sasha Ilari e Mirko Marsili. Come qualsiasi gioco di contrada degno di rispetto, il Palio di Cabernardi ha i propri rioni riconoscibili dai diversi colori che li identificano: Cabernardi Est (gialli), Cabernardi Ovest (verdi), Felcine (rossi), Monte del Doglio (blu). La prima giornata è sempre dedicata alla presentazione dei rioni che sfilano cercando di stupire il pubblico con simpatiche e suggestive coreografie; il rione campione in carica riconsegna il palio e il trofeo in ceramica dorata realizzato dall’artista fabrianese Renzo Barbarossa, che rimane per il resto dell’anno esposto presso una delle sale del locale Museo Comunale della Miniera di Zolfo. Provocando una certa suggestione, il suono della sirena segna ogni sera l’apertura e la chiusura dei giochi, così come ai tempi dell’attività mineraria l’inizio e la fine di ogni turno di lavoro (e purtroppo anche in caso di incidenti all’interno della miniera).

Le contrade si sfidano per un’intera settimana nei diversi giochi al fine di accumulare i punti che si trasformano in secondi di vantaggio per la “Sfida del minatore”, gioco finale che consiste in una staffetta in tre frazioni con partenza dal Pozzo Donegani, presso gli ex stabilimenti minerari ed arrivo al campo polivalente dietro l’edificio scolastico – anche sede del Museo Comunale della Miniera di Zolfo – dove, mano mano che arrivano gli staffettisti di ogni contrada per consegnare il testimone, i “minatori” muniti di pale iniziano a scavare nelle rispettive gallerie ricolme di ginese – la terriccia di scarto ricavata dalla fusione dello zolfo – alla ricerca del pezzo di zolfo. Le quattro simulazioni di galleria si trovano ai piedi della riproduzione in scala del Pozzo Donegani di oltre 5 metri, che suggestivamente domina lo scenario del Palio per tutta la sua durata. Vince il Palio chi per primo estrae lo zolfo !

Il Museo

Il Museo della Miniera è nato “da una domanda”: la domanda di un ragazzo il cui nonno era stato direttore della struttura, che si chiedeva perchè nessuno avesse fatto nulla affinché rimanesse vivo il ricordo del periodo della miniera. Nel 1983 un gruppo di persone si adoperò per ripristinare la celebrazione della festa di Santa Barbara (4 Dicembre), ricorrenza che non era stata più festeggiata dopo la chiusura della miniera. Iniziò così la raccolta di immagini e oggetti legati alla miniera. Grazie all’impegno di Giuseppe Paroli e Don Dario Marcucci, figli di minatori, venne inizialmente allestita una mostra fotografica (aperta al pubblico solo nel periodo estivo) e successivamente nel 1992 si arrivò all’inaugurazione ufficiale del Museo, in cui furono raccolti minerali e oggetti donati dalle famiglie del posto. Nel 1997 grazie a 10 soci fondatori nacque l’Associazione Culturale “LA MINIERA” Onlus, che negli anni seguenti ha portato avanti il progetto del Museo. Il 29 aprile del 1999 viene stipulato un comodato fra l’Associazione ed il Comune per i beni (documenti, foto, reperti, minerali, ecc.) del Museo e pochi giorni dopo, in seguito a questo, il museo viene istituito presso l’ex scuola Media di Cabernardi, dove attualmente ha sede, con delibera del Consiglio Comunale. Nel 2000 l’esposizione si è arricchita di un plastico della miniera realizzato a partire da alcune fotografie dell’epoca, dal Sig. Luigi Correani. Tutt’ora la gente continua a portare oggetti di ogni tipo, dai cappelli da guardiano ai libretti del lavoro, dagli scarponi alle lampade: materiale a ricordo di tutte le persone che hanno lavorato in miniera.

a cura di m.a.