EX DIRETTRICE DELLE POSTE VERSO IL PROCESSO

Avrebbe svuotato i conti corrente dei clienti per giocare al Superenalotto e poi scappare con il jackpot, in Madagascar: l’ex direttrice delle Poste di una filiale del Fabrianese rischia il processo. Il pm Lioniello, dopo aver raccolto gli accertamenti prodotti dalla Guardia di Finanza, ha chiuso l’indagine e chiesto il rinvio a giudizio per la 55enne, un tempo residente a Serra San Quirico e ora, secondo fonti investigative, lontana migliaia di chilometri dell’Italia. Il fascicolo che riguarda la vicenda della donna sarebbe già finito negli uffici del gup, il quale dovrà decidere la data per fissare l’udienza preliminare. In quell’occasione, l’ormai ex dipendente delle Poste conoscerà il suo futuro: potrà essere rinviata a giudizio oppure sperare in un proscioglimento. Poco probabile che si presenti in udienza. Pronti a chiedere i danni alcuni ex clienti e le Poste. La società diretta dal dg Francesco Caio – riferisce il Corriere Adriatico – aveva infatti espresso l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo ancora prima delle chiusura dell’inchiesta.

La fuga 

Un milione di euro, forse anche più, la cifra che la donna avrebbe sottratto agli ignari correntisti. Nell’iter investigativo, le fiamme gialle hanno focalizzato la loro attenzione su un arco di tempo compreso tra il 2008 e il 2015, anno in cui l’impiegata così risulta agli atti avrebbe terminato il rapporto lavorativo con la filiale per poi lasciare il paese con un gruzzoletto rimediato grazie a una mega vincita al Supernalotto. Secondo l’accusa, le maggiori operazioni, fatte all’oscuro dei clienti e dei colleghi dell’ufficio, sarebbero state compiute a partire dal giugno 2014. Per mesi avrebbe manipolato i conti correnti, intervenendo direttamente sul prelievo delle somme, sia acquisendo in prima persona il rimborso di alcuni buoni fruttiferi. I soldi sarebbero serviti per soddisfare la sua continua sete di gioco. Gli investigatori, infatti, hanno ipotizzato come la donna in alcuni periodi sia arrivata ad investire qualcosa come 20 mila euro al mese. A gennaio 2015, sarebbe arrivata la tanto agognata vincita. Una parte del jackpot sarebbe servita per progettare la fuga verso il Madagascar e aprire secondo quanto risulta alle fiamme gialle un piccolo resort dove accogliere i turisti dell’isola. Un’altra, dice la difesa, per rimborsare i clienti a cui aveva manomesso il contro. L’inchiesta è partita poco dopo il volo di solo andata.