WHIRLPOOL, A CHE GIOCO GIOCHIAMO? – la denuncia di Lega Nord

A cura di Lega Nord Fabriano

A chi pensava o credeva che saremmo scomparsi dopo la tornata elettorale questa è una prima risposta. La nostra battaglia politica riparte dal lavoro, dalla difesa della dignità delle persone, dal rispetto per il nostro territorio, per il riconoscimento della professionalità dei nostri lavoratori. E’ delle ultime settimane la notizia di nuovi imprenditori e nuove acquisizioni nel territorio. Riteniamo sia il caso di approfondire e che ancor prima di pensare al futuro futuribile vada innanzitutto chiarita la posizione e l’operato di chi sul territorio ci sta da qualche anno e con risultati discutibili. Ritorniamo dunque al caso Whirlpool che, durante la nostra campagna elettorale, è stata argomento di diversi interrogativi circa le politiche occupazionali ed in particolare circa gli obiettivi strategici dichiarati. In particolare ci riferiamo all’Accordo Quadro del 2 Luglio 2015, documento chiave alla base di tutti gli altri che seguiranno perché sancisce gli obiettivi dell’acquisizione e ancora più importante le modalità con cui l’Azienda intende procedere con il piano d’integrazione 2015-2018. Nel documento si legge che l’acquisizione di Indesit rappresenta per Whirlpool una scelta strategica per la creazione di “una realtà industriale in grado di competere sul mercato nel lungo periodo, nonché di creare valore aggiunto per i dipendenti, i consumatori, i partner commerciali i fornitori e gli azionisti”. Ci rincresce confermare che i dubbi sollevati in campagna elettorale erano fondati al punto che siamo in piena emergenza, come si evince dall’ultimo incontro a Roma dello scorso giugno 2017. Un incontro piuttosto inusuale, convocato dall’azienda, un tavolo “monco” in cui non erano presenti tutte le parti sociali. Un tavolo di coordinamento nazionale in cui mancava il Ministero, ma che mette all’ordine del giorno i temi chiave quale l’andamento del business EMEA, l’aggiornamento di ogni sito produttivo e sedi amministrative (Piano Industriale Italia) ed il monitoraggio dell’accordo di armonizzazione post integrazione. Un modo per prendere tempo a strettissima scadenza dell’accordo? In quella sede erano presenti le segreterie nazionali e territoriali delle seguenti sigle sindacali: FIM, FIOM, UILM e UGL. Per conoscenza erano state avvisate Confindustria Ancona e Unione Industriali Provincia di Varese. Alla fine dell’incontro le tre sigle sindacali FIM, FIOM e UILM hanno emesso un comunicato congiunto; noi con rispetto per gli altri ci occuperemo della situazione di Fabriano. Per quanto riguarda lo stabilimento di Melano i volumi produttivi sono in crescita e rispettano il piano industriale concordato mentre per la sede amministrativa è stato chiesto un chiarimento sulle assunzioni recentemente effettuate a Fabriano, in quanto incompatibili con la riorganizzazione in atto e con l’utilizzo del contratto di solidarietà. Ricordiamo che il piano di riorganizzazione prevede per Fabriano entro il 2018, per arrivare alle 600 unità previste, più di 200 esuberi. Il 95% di solidarietà è in contrasto con l’accordo territoriale firmato dalle parti, vengono chieste consulenze esterne in presenza di figure professionali interne collocate fra gli esuberi. I numeri degli impiegati presenti nell’accordo firmato nel 2015 sono relativi al numero minimo di presenti a fine 2018 e non al numero massimo. L’accordo contiene diverse attività volte a ridurre gli esuberi che l’Azienda disattende. La cosa preoccupante è che l’Azienda oltre che non rispettare i patti fornisce all’esterno numeri riferiti agli esuberi sempre in crescita a fronte di uscite, il numero degli arrivi è più alto. Arrivano persone addirittura dall’estero per ricoprire ruoli già coperti dal personale presente ma dichiarato in eccesso. Nell’ultimo periodo si parla di circa 100 assunzioni. Viene fatto un uso improprio degli ammortizzatori sociali sperperando soldi pubblici, ancor prima degli ammortizzatori serve lavoro. Questo in sintesi il riassunto delle problematiche presenti e a fronte di questo chiediamo all’Azienda di rispettare i patti sottoscritti. La Lega Nord di Fabriano non intende voltare la faccia dall’altra parte, chiediamo innanzitutto di rispettare gli impegni presi a monte e cioè “la creazione di valore” per tutti i soggetti coinvolti. Chiediamo di attivare i percorsi di riqualificazione del personale impiegatizio presente nel territorio e allo stesso tempo di bloccare le assunzioni, ma soprattutto di rendere note le posizioni lavorative aperte nelle varie sedi al fine di agevolare la ricollocazione delle risorse perdenti ruolo, di conoscere il numero totale di impiegati che si sono dimessi da Fabriano da luglio 2015 e quanti sono stati trasferiti ed è importante sapere il dettaglio dei ruoli previsti definitivamente a Fabriano per dicembre 2018 e per il futuro. Va scoraggiata qualsivoglia forma di discriminazione. E’ imperativo salvaguardare le condizioni di dignità primaria della persona: la dignità del lavoratore capo famiglia, la dignità delle donne e madri, la dignità delle famiglie monoreddito. Perdere il posto di lavoro è un gravissimo colpo alla salute morale della persona, è l’anticamera dello svilimento morale delle famiglie, dei giovani. La perdita del reddito è l’anticamera dell’oziopatia soprattutto se alimentata dalla falsa illusione dell’ammortizzatore sociale che perde il suo valore reale di supporto materiale diventando il fine ultimo della giornata e non un mezzo per una riqualificazione sostenibile. Detto questo sarà nostra premura chiedere alla nuova Amministrazione Comunale, nei limiti delle sue possibilità, come intende rapportarsi con Whirlpool e interesseremo anche la Regione. Fabriano non è terra di conquista o di marchi in vendita al miglior offerente, la nostra gente merita rispetto e su questo noi ci batteremo con forza per evitare il continuo depauperamento di territorio e professionalità esistenti. Noi ci siamo, saremo vigili e presenti per evitare che Fabriano diventi ancor più deserta.