NIENTE LICENZIAMENTI. OGGI INCONTRO IN FABBRICA, POI UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO

+ L’incontro si svolgerà alle 21 all’Oratorio della Carità e non in fabbrica +

Novità in casa Tecnowind con un’integrazione dell’accordo sulla cassa integrazione straordinaria per i 270 dipendenti dell’azienda situata nella zona industriale di Marischio. Oggi, 13 luglio, il sindaco e diversi consiglieri comunale incontreranno gli operai della fabbrica che ha sede nella zona di Marischio. Un confronto per capire cosa sta succedendo all’azienda dove regna l’incertezza tra i quasi 270 operai e per analizzare i prossimi passi con i sindacati. Martedì pomeriggio, intanto, durante il primo consiglio comunale, Fabriano Progressista ha presentato un ordine del giorno per impegnare Sindaco e Giunta. Chiesto e approvato all’unanimità lo svolgimento di un consiglio comunale in fabbrica. Intanto il 18 luglio il primo cittadino parteciperà a un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per capire lo stato della trattativa con i soggetti interessati all’acquisto dell’azienda. Nei giorni scorsi, invece, i sindacati Fim, Fiom e Uilm sono riusciti ad arrivare alla firma di un’intesa che va ad integrare la richiesta aziendale relativa alla cassa sottolinea. “Alla prima parte dell’accordo che riguarda gli impegni del Ministero dello Sviluppo Economico e Regione Marche – spiegano – se n’è aggiunta una seconda che specifica l’obbligo di rotazione di tutti i lavoratori e la durata regolare della cassa integrazione, per tutto il 2017, anche in caso di apertura della mobilità. Non ci potranno essere licenziamenti, se non volontari”. Chiesta la proroga della cassa integrazione straordinaria per altri sei mesi. La regione, invece, si è impegnata a mettere a punto un piano di formazione e riqualificazione dei lavoratori.

L’ordine del giorno di Fabriano Progressista

Premesso che Fabriano sta attraversando da anni una durissima crisi industriale: il Tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli record, più del 25%, inoltre sono molte le realtà industriali che hanno chiuso l’attività o ridotto la loro produzione; Che compito della Politica è interessarsi alla situazione economica e sociale di un territorio,  sostenere le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori, le vertenze sindacali e contribuire a proporre soluzioni; Che Tecnowind è una delle più longeve realtà attive nel settore della produzione di cappe e piani cottura del territorio fabrianese: l’azienda opera dal 1983 nello stabilimento di Marischio, e impiega attualmente 284 dipendenti, con un numero di addetti dell’indotto stimato come equivalente.

Considerato che l’azienda è stata acquisita da un fondo di investimento nel 2007, alla cifra di 50 milioni di euro: di questi, tuttavia, solo 20 sono arrivati da una effettiva disponibilità di capitale proprio, mentre altri 30 milioni sono arrivati da una serie di mutui bancari.  Dopo poco tempo per l’azienda fabrianese, la situazione è rapidamente diventata insostenibile: sono stati praticamente azzerati gli investimenti, non consentendo la modernizzazione degli impianti e delle produzioni e obbligando la ditta, nonostante risultati comunque positivi, a perdere posizioni in termini di competitività; Che questa scelta ha permesso alla Tecnowind di rimborsare in 4 anni circa 20 milioni di euro, ma l’alto tasso di interesse a cui erano stati contratti i debiti lasciava ancora da rimborsare 24 milioni di euro. Le stesse banche creditrici, riconoscendo sostanzialmente la speculazione avvenuta all’epoca del passaggio di proprietà, hanno acconsentito a uno stralcio del debito, dopo una prima crisi aziendale tra il 2012 e il 2014. Debito che attualmente ammonta a circa 10 milioni di euro; Che i soci dell’azienda hanno versato 5 milioni di Euro nel tentativo di rilanciare la produzione, ma il cattivo esito di alcune operazioni di investimento si è unito agli alti costi e alle discutibili decisioni di un Consiglio di Amministrazione che proprio per questo è stato sostituito nel 2016. La nuova amministrazione aziendale ha cercato di attivarsi per trovare un investitore istituzionale e per dare continuità ai lavoratori, da troppo tempo in attesa di serenità per il futuro del loro lavoro e per la continuità dei loro stipendi; Che i lavoratori hanno dovuto sopportare anni di stipendi decurtati del 20%, o l’erogazione a singhiozzo con ritardi di mesi, una situazione a cui hanno risposto con coraggio, con scioperi, lotte e presidi volti a sensibilizzare la proprietà, le banche e la comunità fabrianese; che il debito che oggi ancora ha Tecnowind, costringendola a fronteggiare continue crisi di liquidità, è di circa 10 milioni di euro: una cifra contenuta, e che va vista nel contesto di un’azienda che ha produzione; che Tecnowind continua a produrre, vuole continuare a produrre e ha clienti che le chiedono di produrre e che la Politica deve mostrare intelligenza e capacità di costruire soluzioni creative per garantire il futuro di un’azienda strategica per il territorio e di 600 famiglie, se contiamo i lavoratori dell’indotto e che in questo quadro è sicuramente apprezzabile la scelta del Sindaco Santarelli di chiedere di partecipare ai vertici che si terranno al Ministero dello Sviluppo Economico, ma che nello stesso tempo è importante che tutta la città e le Istituzioni locali diano il loro contributo per una soluzione positiva di questa vertenza.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI FABRIANO IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, IL SINDACO E LA GIUNTA ad organizzar un Consiglio Comunale Aperto sulla Vertenza Tecnowind, da tenersi nel mese di Luglio, con l’obiettivo di scongiurare un fermo delle produzioni che porti a disperdere le relazioni con il mercato; ad attivarsi con la proprietà per organizzare la seduta all’interno della Fabbrica, come segno reale di vicinanza ai lavoratori e come occasione di far toccare con mano, alle Istituzioni e ai cittadini, la situazione dell’azienda; ad attivarsi al fine di contattare le parti sociali, le associazioni di categoria, le lavoratrici e i lavoratori, gli esperti del settore per riflettere sulle possibili opzioni in campo per chiudere la crisi aziendale, per tutelare i lavoratori e la produzione.

Marco Antonini