A REVAIVOL’70 UNA SERATA DEDICATA A IVAN GRAZIANI

Osservatore acuto ed esperto del panorama rock mondiale, il maestro Max Salari approda alla quinta edizione di Revaivol’70 con la band Skyline  per raccontarci il rock targato ’70, alle ore 19 del 15 luglio in Piazza del Comune. Ma non tutti sanno che Max nutre una sconfinata e smisurata passione per un grande rocker italiano, Ivan Graziani, la cui band capitanata dal figlio di Ivan, Filippo Graziani, inaugurerà Revaivol’70 con il concerto-spettacolo “Pigro”. Abbiamo raggiunto Max per raccogliere sicuramente la sua gioia per questa chicca che gli amici di Revaivol’70 hanno regalato alla città ed ai fans di Ivan Graziani.

Max, senza tanti giri di parole cosa rappresenta per te Ivan Graziani?

Innanzitutto grazie per avere invitato l’evento “Pigro” nella nostra stupenda città. Merita, mi raccomando non mancate. Ivan è semplicemente il Rock fatto persona, il connubio e sunto perfetto fra Rock, uomo e la chitarra.

Un repertorio musicale di tutto rispetto, dove spiccano però brani che sono dei veri e propri capolavori. Dovessi salvare un solo brano di Ivan Graziani, quale salveresti e perché?

“Scappo Di Casa” tratto proprio dal fortunato album “Pigro”. Il perché è presto detto, sapete che io amo la musica di ricerca e sperimentale, ossia il Progressive Rock, quindi amo essere stupito, ma allo stesso tempo coccolato dalle buone melodie, quindi… La metrica delle parole non è usuale, in parole povere non è come cantare il solito “Sole cuore amore”. La canzone è complessa, articolata, ascoltatela e provate a cantarla con lui. Poi è il classico esempio di “chi è Ivan”, ossia un cantautore con  la gran voglia e la capacità di raccontare storie forti. De Andrè era il poeta della canzone italiana, Ivan il poeta di provincia. In più nel brano ci sono quei giochi vocali come solo Ivan sapeva fare.

Da critico musicale, credi che la figura di Ivan Graziani abbia avuto nell’ambiente musicale il giusto riconoscimento o questo è arrivato per così dire “postumo”, come spesso accaduto ai grandi della musica mondiale?

Ha avuto il suo successo anche in diretta negli anni, tuttavia Ivan è stato sempre un personaggio che sapeva il fatto suo, non scendeva facilmente a compromessi e quindi questo suo modo di fare a volte poteva sembrare scontroso e in certi ambienti poteva non piacere. Tuttavia quando fai cose grandi, il tempo ti da comunque ragione e quindi diciamo che anche in maniera postuma, Ivan ha avuto il suo riconoscimento. Se sei valido, sarai sempre ricordato.

Fabriano ospiterà Filippo Graziani con una parte della band originale di Ivan. Puoi descriverci i musicisti e soprattutto la selezione musicale presentata con “Pigro”?

Tommy Graziani non ha bisogno di presentazioni, primogenito di Ivan al quale il papà ha dedicato anche l’album “Tato Tomaso’s Guitars” nel 1974 e suona la batteria. Bip Gismondi  ha suonato la chitarra nell’album  “Ivan Garage” (1988) ed è andato in tour con Ivan negli anni ‘90, successivamente anche con Filippo (secondo figlio di Graziani). Ha suonato con molti artisti come la band The Gang e poi Mal, Caparezza, Max Gazzè, Iva Zanicchi e molti altri ancora. Carlo Simonari ha suonato le tastiere nel 1992 nel tour di Ivan, qui le tastiere, chitarra acustica e fisarmonica. Angelo Casagrande suona violoncello e chitarra acustica, mentre Marco Battistini suona il basso, compagno di band dei Graziani jr: con loro infatti ha formato una band, i Carnera. Filippo? Voce, chitarra e lo abbiamo potuto apprezzare anche l’anno scorso a Sanremo. La voce la prestano Simonari, Gismondi e Casagrande: tre timbri molto diversi, per far sì che le vere protagoniste dello spettacolo siano le canzoni e non la personalità artistica di un interprete. Nella scaletta sono previsti, accanto ai successi (“Lugano addio”, “Firenze”, “Pigro”), brani forse meno conosciuti ma di grande attualità, come “Kryptonite”, “I lupi”, “Fame”, “Motocross”, “Radio Londra” e “Il prete di Anghiari”. Ne sentiremo delle belle!

Tante le biografie ufficiali, uscite anche in occasione dei 70 anni di Ivan, anche tu stesso ne hai scritta una. Su quali aspetti  della vita umana e professionale di Ivan hai concentrato la tua attenzione e quella dei lettori?

La vita di Ivan è stata tutta interessante, anche perché è stato un personaggio acuto e anche di buono spirito umoristico. Un attento osservatore di ciò che lo circondava, una sorta di spugna di emozioni. Tuttavia lo spettro anni ’60 fino ai primi ’80 è a mio parere  il più significativo. La mia  biografia su Ivan Graziani  la potete leggere anche nel web su Rock Impression o nel mio blog Nonsolo Progrock.

In chiusura, possiamo gridare a gran voce che Ivan Graziani è stato e sarà il più grande rocker italiano?

Senza ombra di dubbio! Ivan è il Rock, come ho detto prima. Secondo voi…Lucio Battisti perché lo ha voluto nelle sue file? Per questo sarà sempre ricordato, un genio dalla voce di bambina che te la canticchia li e ti frega sempre, raccontando storie di stupri, droga e sesso come se nulla fosse, neanche te ne accorgi. Un simbolo è il brano “Il Chitarrista”. Venerdì 14 luglio in Piazza del Comune a Fabriano alle ore 22.00, vi consiglio di non mancare. Ma io vi aspetto anche Sabato 15 luglio alle ore 19.00, perché con  la band SKYLINE vi racconteremo e vi faremo cantare il Rock degli anni ’70!

Gigliola Marinelli