FABRIANO FILM FEST, CONFERMATA LA SESTA EDIZIONE

Fabriano come Venezia o Cannes. Può sembrare surreale ma da cinque anni a questa parte grazie alla grande passione e alla competenza di artisti di fama internazionale e personalità di spicco molto attaccate al territorio fabrianese, il Fabriano Film Fest è ormai uno degli appuntamenti più attesi dell’estate. Infatti calato il sipario su questa edizione ricca di novità si tirano le somme, riflettendo anche sull’impatto dell’evento all’interno della città. “Non conoscevo Fabriano, ma quando ci sono queste manifestazioni – spiega il regista Daniele Ciprì – con cortometraggi di autori giovani mi spinge alla curiosità. Inoltre io faccio il direttore artistico del Corto dorico ad Ancona e sono molto legato a questo territorio. Io mi trovo bene dove si respira una possibilità di crescita, dove si può riflettere, si parla di cinema, ci si confronta e credo – continua Ciprì- che l’unico modo per far tornare un po’ di serenità nella settima arte che vive un momento di forte confusione sia proprio quello di fare e organizzare manifestazioni in cui si parli di cinema a 360^ e dove si possa ricercare e trovare nuovi talenti”.

I vincitori di questa edizione, giudicati da una giuria capitanata dallo stesso Ciprì e composta da attori come Roberto Nobile e Giorgio Colangeli, registi come Micol Pallucca e Marco Galli, Valentina Tomada direttore artistico del Film Fest, la giornalista Cristina Gregori, gli appassionati e critici di cinema Cesare Ramazzoti e Gabriele Guglielmi, la rappresentante del Circolo del Cinema di Fabriano Laura Silvestrini e il portavoce della giuria Giovanni Nicholas Rogari, hanno spiegato tutte le loro competenze per attribuire un premio rispettivamente al Miglior Film (Paesi Bassi – “The Boy by the sea” di Vasily Chuprina), Miglior Regia (Grecia – “Pet” di Chris Moraitis), Miglior Attrice Protagonista (Italia  – Vanesa Scalera in “Pazzo e Bella ” di Marcello di Noto), Miglior attore Protagonista (Italia – Ernesto Mahieux in “La Gamba” di Salvatore Allocca), Miglior Fotografia ( Paesi Bassi – “The Boy by the sea” di Vasily Chuprina) e Miglior Sceneggiatura (Svezia – “Times flies when i am having fun” di Johan Tappert). Inoltre sono stati assegnati anche i premi Claudio Casadio al Film “Carne e Polvere” di Antonio La Camera, la menzione speciale a “Mary Mother” di Salam Wahidi  (Afghanistan) e una delle novità assolute di questa edizione il Premio miglior film assegnato dalla giuria giovani: “Le monde du petit monde” di Fabrice Bracq (Francia) del quale il portavoce appunto della Giuria Giovani Nicholas Rogari afferma: “Abbiamo scelto come vincitore questo film in quanto la morte può essere raccontata in maniera più leggera se allietata e contornata da una favola”.  “Coinvolgere i giovani quest’anno – spiega l’attrice Valentina Tomada, nonché direttrice artistica del FFF – é stata una mossa azzeccatissima, intanto perché il Fabriano Film Fest in qualche modo è proprio dedicato ai giovani poiché i cortometraggi possano portare dei cambiamenti e magari dare quella scintilla che può far arrivare dei messaggi importanti. Confermo già da ora – continua la Tomada – che ci sarà una sesta edizione del Film Fest e vogliamo coinvolgere ancora di più i giovani e le scuole con un bando che abbraccia un tema importante come può essere la violenza sulle donne, l’immigrazione, il rifiuto dell’altro ecc…”. abbiamo cercato di premiare il cortometraggio che fosse più immediato, che avesse un’immediatezza – spiega Gabriele Guglielmi, Storico di Cinema – tipica del linguaggio del cortometraggio che racchiudesse in un tempo un po’ più circoscritto sia l’idea del corto sia quel messaggio che il testo veicola e le immagini stesse rievocano in un qualcosa di più nascosto. Inoltre – continua Guglielmi – il giudizio della giuria giovani ci è piaciuto molto, sono molto ottimisti e meno condizionati e non avendo dei preconcetti in quanto sono giovani e quindi “senza filtri” riescono a dare una loro visione molto più  spontanea.”

I premi sono stati realizzati dall’artista Roberto Mannino con fogli di abaca formati con metodo nepalese per dare ancora più lustro al riconoscimento e rendendo ogni premio unico e diverso nel suo genere. In conclusione dell’evento è stato anche assegnato il premio “Filigrana D’Autore” al regista e sceneggiatore Alessandro D’Alatri che ha affermato: “In un epoca che si parla tanto di rete -afferma il regista- credo che la rete più importante è questa che abbiamo vissuto in questi giorni. Le realtà come il FFF sono le realtà che fanno bene al cinema, c’è molta sostanza e meno luccichii delle grandi manifestazioni”. “Inoltre – continua il regista- é bello che un premio sia realizzato con un lavoro artigianale in quanto é un po’ come il cinema e come il mestiere del regista, viene fatto e creato con l’ingegno e mi ritengo onorato di averlo ricevuto”. Un evento stimolante e fatto con passione, la passione che contraddistingue gli artisti , i quali pur avendo poco budget, grazie all’inventiva e al talento riescono a “metter su” uno spettacolo degno di essere visto. Al prossimo anno con il Fabriano Film Fest 2018. 

Benedetta Gandini