CASE POPOLARI, 16 ABITAZIONI IN COSTRUZIONE IN VIA XIII LUGLIO

Diventa sempre più sensibile in Italia la tematica dell’assegnazione delle case popolari e la situazione nel Comune di Fabriano ne è lo specchio. Tante le lecite domande che si pone la collettività riguardo questo meccanismo; per capirne di più e per avere una panoramica comunale abbiamo intervistato il Candidato Sindaco alle prossime elezioni comunali dell’11 Giugno, Giovanni Balducci: “Innanzitutto credo sia opportuno specificare che quando parliamo di case popolari, parliamo di case di proprietà dell’E.R.A.P., l’Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica delle Marche che si occupa della progettazione, della costruzione e della ristrutturazione o di immobili pubblici e privati. Nel dettaglio, il Presidio di Ancona gestisce quasi 6.000 alloggi sia di proprietà che affidati da soggetti pubblici e privati per la locazione, manutenzione e vendita. – spiega Balducci – Per le assegnazioni di queste abitazioni, vengono poi pubblicati dei bandi regionali, priorità per scalare i quali sono ad esempio reddito e numero di figli. Seppur consapevoli che forse troppo spesso vengono favorite famiglie di stranieri, se i parametri legislativi nazionali non cambiano per favorire gli italiani, noi non possiamo che continuare ad attenerci alle regole”.

“Un tempo di certo questo meccanismo degli affidi delle abitazioni ai fini di aiutare i meno fortunati funzionava meglio, ora arranca nei risultati, è inutile nascondersi, specialmente per via degli immigrati che rientrano per forza di cose nei bandi. Tra l’altro non è nemmeno necessaria la cittadinanza italiana per poter partecipare, a sottolineare come gli errori, semmai ce ne siano, risiedano a monte. Parlando di numeri, su 258 domande presentate, 174 sono di stranieri, alcuni con cittadinanza italiana, altri no”- affferma Giovanni Balducci. Ed infatti il regolamento regionale in attuazione si rifà alla legge regionale N° 36 del 16/12/2005, la quale stabilisce che ogni aspirante assegnatario deve risultare in possesso dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda: essere cittadini italiani o di un paese appartenente all’Unione Europea o cittadini di paesi che non aderiscono all’U.E. titolari di carta di soggiorno o in possesso di permesso di soggiorno di durata biennale: “Nota positiva è che con le nuove normative post terremoto l’ E.R.A.P. ora può anche acquistare proprietà in vendita da privati anziché costruirle, cosa che potrebbe portare notevoli vantaggi nella distribuzione di queste famiglie svantaggiate, troppo spesso costrette in veri e propri ghetti di periferia, anche fonti di notevoli problemi sociali”- Questo a carattere generale.

“Più nello specifico – prosegue Balducci – posso fornire le ultime notizie relative al Bando di Concorso dell’anno 2013 per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, relativamente al quale abbiamo ad oggi in vigore la graduatoria, approvata con delibera di giunta comunale N° 88 del 28/06/2016 con scadenza luglio 2018. Grazie a questa graduatoria sono stati assegnati 24 alloggi, di cui 8 a nuclei familiari stranieri. Per ora quindi il rapporto è ⅔ a ⅓. Al momento non ci sono altri alloggi disponibili, ma sono attualmente in costruzione da parte dell’E.R.A.P. 16 alloggi in Viale XIII Luglio. Per quanto riguarda invece le notizie relative al 2° avviso pubblico per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica agevolata, grazie alla quale sono stati realizzati 32 alloggi, posso dire che la graduatoria è al momento esaurita, con anche molte rinunce a causa degli affitti troppo elevati, e lascia ancora disponibili 6 alloggi.”- aggiunge Giovanni Balducci. Un meccanismo tanto nobile, insomma, quanto ultimamente poco oliato; d’altronde la richiesta collettiva della priorità agli italiani è un concetto ormai ridondante: “Ma questo però non perché siamo razzisti, altrimenti non saremmo nemmeno qua a parlare del problema, semmai perché è necessario che la popolazione di un paese che vuole garantire accoglienza goda delle condizioni necessarie e sufficienti per essere considerata in grado di accogliere, altrimenti diventa solo una dura, ingiusta lotta alla sopravvivenza, senza nemmeno più distinzione tra accoglienti ed accolti. – conclude così Giovanni Balducci sulla questione quanto mai delicata.

Paola Rotolo