VIAGGIO TRA GLI ANTICHI LAVATOI DI FABRIANO

Era finito sotto i riflettori dell’attenzione pubblica settimane fa ( leggi qui http://www.radiogold.tv/?p=24966 ), quell’antico lavatoio fabrianese situato in un ortus conclusus fantastico e senza tempo, il piccolo giardino a monte del convento femminile delle monache di clausura di Santa Caterina da Siena dell’Ordine dei frati predicatori di San Domenico, in Contrada della Portella, sul lato destro salendo la via Damiano Chiesa che, fino al Catasto Pontificio del 1861, veniva indicata in mappa come Via delle Monache di Fabriano. Pare però che questo lavatoio, miracolosamente integro quasi a voler continuare a raccontare la sua storia, non sia l’unico che ci resta nel fabrianese e nel circondario. Ce ne sarebbero infatti svariati: nei pressi di Via Broganelli, dal quale ancora sgorga dell’acqua e per questo noto come “la fontana di Brosciano”, nome preso dalla zona omonima; ma ancora ce ne sarebbe uno sulla strada verso Collepaganello, uno su quella che collega Collamato ad Esanatoglia, e siamo certi che la lista non si fermi qua. Alcune signore hanno ancora vivi nella memoria i ricordi di questi luoghi in cui da bambine accompagnavano le loro mamme a lavare i panni, che si usava lasciare la notte prima sotto la cenere.

Ci raccontano, poi, come solitamente i lavatoi fossero sempre situati accanto ad abbeveratoi per il bestiame. E loro se ne stanno ancora lì, silenti, come monumenti dedicati alle lavandaie, che portano impressi i loro valori, la fatica e il sacrificio di giornate passate su di essi, e che celano interamente un grande carico di pettegolezzi, di storie di vita, di segreti sussurrati tra donne, di vocii di bambini. Il lavatoio è erroneamente considerato come manufatto “minore” rispetto a monumenti quali cattedrali e grandi monumenti, ma è importante che se ne comprenda la reale importanza: è una testimonianza di quella civiltà passata che tanto racconta di noi e della nostra Storia, intesa nel senso più ampio del termine. Per questo non vanno lasciati in rovina in preda al tempo e alla noncuranza, non possono essere nascosti dai rovi e dalla vegetazione senza che nessuno mai si chieda cosa ci sia al di sotto. Pare tanto paradossale quanto curioso il non trascurabile fatto che questi lavatoi si mantengano integri a sottolineare la loro storia proprio a Fabriano, e cioè in una città che ha contribuito alla loro sostituzione incrementando l’avanzare dell’era della lavatrice. I lavatoi sono quindi testimonianze concrete della vita sociale delle passate generazioni, da riscoprire, difendere, rispettare e ricominciare ad apprezzare. (foto Sauro Rigali)

Paola Rotolo