APPROVATO IL BILANCIO. L’OPPOSIZIONE ABBANDONA L’AULA

E’ stato approvato ieri a Palazzo Chiavelli di Fabriano il bilancio di previsione 2016. La seduta consiliare si è conclusa in poco più di tre ore con i gruppi di minoranza che si sono rifiutati di discutere un documento giudicato illegittimo. Quando è stato respinta una mozione d’ordine presentata dall’opposizione che impegnava il consiglio comunale e la giunta “a ritirare e ripresentare, entro i termini previsti, il bilancio di previsione 2016, al fine di assicurare la legittimità dell’atto”, gli esponenti della minoranza hanno abbandonato l’aula e la maggioranza ha proseguito i lavori da sola, approvando con celerità sia il documento previsionale e programmatico per l’anno in corso sia il piano triennale delle opere pubbliche 2016-2018, il piano delle alienazioni dei beni di proprietà comunale e il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio in seguito alla sentenza Penzi, con l’accordo con l’impresa e la rateizzazione del versamento all’azienda di 1.866.000 euro. Tante le polemiche. Nel documento, illustrato da Emanuele Rossi, la minoranza rimarca che “la sentenza Penzi veniva emanata il 7 gennaio 2015, data in cui il giudice ha definito la controversia, che la stessa veniva depositata il 2 settembre 2015, data in cui il giudice ha depositato i dispositivi con le motivazioni dei medesimi, e che la stessa veniva notificata all’ente quale titolo esecutivo il 26 ottobre 2015, con conseguente grave negligenza da parte dell’amministrazione che non ha provveduto tempestivamente a mettere in moto le procedure di copertura del debito fuori bilancio nell’assestato di novembre 2015, viste le controdeduzioni della dirigente del settore Finanze che dice chiaramente che il debito fuori bilancio si matura e si perfeziona giuridicamente dal momento del deposito della sentenza.” Il sindaco Sagramola, invece, ha osservato che l’esito della sentenza Penzi è stato portato a conoscenza della giunta il 26 ottobre “e abbiamo subito eseguito un accantonamento di 250.000 euro. Non abbiamo mai nascosto nessun atto dell’intera vicenda.” Sul piede di guerra Urbano Urbani. “Il primo schema di bilancio – ha detto – non era da prendere in considerazione perché aveva i pareri contrari del dirigente e dei revisori dei conti. L’emendamento è stato consegnato dall’amministrazione solo due giorni fa”. Di parere diverso l’assessore Tini. “Il bilancio non aveva pareri favorevoli, ma è stato presentato con adeguate motivazioni. Non c’è stato nulla di illegale: abbiamo evitato il pre-dissesto e non abbiamo intaccato il sociale”. Il Polo 3.0 ha ipotizzato il ricorso al Tar. Per Sel il bilancio è illegittimo. Per M5S si doveva avviare nei mesi passati un percorso diverso con la controparte. A margine del consiglio comunale la presa di posizione di Emanuele Rossi nei confronti della svalutazione delle azioni di Veneto Banca di cui poco si parla.