I NOSTRI RAGAZZI SPECIALI, PRIMA DI TUTTO LA PERSONA

<I nostri figli sono speciali eppure, a volte, dobbiamo combattere contro l’ignoranza di chi non comprende le difficoltà e siamo lasciati soli con i problemi e i servizi tagliati>. Così l’avvocato Maurizio Diociaiuti, presidente del Moddih, il movimento per la difesa dei diritti dell’handicap di Fabriano, sulla sentenza del Tribunale di Ancona secondo cui “il progetto individuale di una persona con disabilità va sempre rispettato e attuato”. E il primo applauso è proprio per Giulio Pietrangeli che non ha avuto paura ed è andato fino in fondo per il figlio e per tutti coloro che si trovano nella sua situazione. Il presidente dell’Anffas cittadino, infatti, è dovuto ricorrere per veder garantiti i diritti di suo figlio Mirco, un ragazzo con disabilità. Il giudice ha riconosciuto il diritto soggettivo del ragazzo a mantenere il progetto individuale già approvato ed attuato e il diritto a frequentare sia il centro residenziale che il centro diurno. <Tutto ciò – si legge in una nota – anche in virtù del percorso già intrapreso, rivelatosi decisamente proficuo e la cui sospensione si sarebbe rivelata addirittura dannosa per la persona stessa, garantendo, il superiore benessere di Mirco e l’efficacia degli interventi a suo favore>. Una strada in salita quella percorsa sia da Pietrangeli che da Diociauti che devono fare i conti non solo con la ristrettezza economica, ma anche con l’ignoranza e l’indifferenza. <Siamo famiglie normali – ha detto l’avvocato – e vogliamo essere trattate come tali. Anche gli Enti pubblici, purtroppo, non conoscono la problematica e non ti riescono ad aiutare. La normativa sui disabili è chiarissima. Spetta a loro supportare le famiglie, sia con un sostegno psicologico che con l’assistenza domiciliare. Nel corso degli anni, però, sono diminuiti gli aiuti. Paghiamo in termini di tagli continui all’assistenza domiciliare – denuncia Diociaiuti – e questa mannaia incide su tutto il nucleo familiare che ha bisogno di aiuto>. Su questo argomento è tempo di voltare pagina e di aprire gli orizzonti. Ora si attende una presa di posizione da Asur e Comune di Fabriano.