MARCO OTTAVIANI REPLICA ALL’ASSESSORE SAITTA

All’Assessore alle
POLITICHE SOCIALI, ABITATIVE, PER L’INTEGRAZIONE,
PER LA FAMIGLIA – SERVIZI DEMOGRAFICI
Dr. Giorgio Saitta
Comune di Fabriano
Fabriano, 06.05.2016

Gent.mo Assessore Giorgio Saitta,
la ringrazio della solerzia dimostrata con la sua del 04.05.2016 ed in particolar modo dell’avermi ricordato quali siano le priorità della Fondazione Carifac e dato che lei si rapporta in qualità di Assessore dell’Amministrazione comunale, le rispondo in qualità di Presidente della Fondazione.

Come lei stesso ha ricordato, lo scorso anno, per la prima volta nella storia della Fondazione, si è giunti ad una pianificazione coi servizi sociali comunali in maniera concordata e partecipata anche dai nostri organi statutari, rimuovendo l’estemporaneità che caratterizzava, ai suoi tempi, l’erogazioni della Zona A della Fondazione. Tant’è vero che, con l’obiettivo di strutturare tale modalità d’azione, in seguito alla sua del 01.10.2015 la invitai personalmente ad incontrare tutto il CdA della Fondazione e, ringraziandola ancora della sua partecipazione, il giorno 06.10.2015, giorno in cui lei probabilmente era già a conoscenza della condanna del Comune per la sentenza Penzi, le chiesi di illustrare i settori del suo assessorato che ritenesse meritori per evitare riduzioni dell’offerta nel welfare da parte del Comune nel 2016.

Apprezzando la sua perplessità nei confronti del nostro operato e dato che lei trasla dal piano politico a quello personale, mi permetto di ricordarle come Lei perorò l’opportunità di contribuire alla realizzazione di due eventi nell’ambito delle attività culturali e produttive, ed illustrò inoltre la volontà della Regione Marche di sviluppare un progetto di social housing e l’iniziativa di associazioni locali che avrebbero gestito il nuovo social market. Per il resto, il sociale comunale cioè, stiamo ancora aspettando le sue richieste e ciò mi fa presupporre, a posteriori, che l’immediata esecutività della sentenza di secondo grado evidentemente, ma forse erro, non dovesse poi spaventarla più di tanto.

Chiedo inoltre scusa, ma alla stessa stregua delle motivazioni addotte nella sua del 04.05, le ricordo che viceversa io sono stato in consiglio comunale e quindi non si offenderà se riutilizzerò, parafrasando, il suo ultimo pensiero tanto che “non riesco più a capire quali intenti abbiano mosso l’azione del Suo assessorato.” Mentre infatti lei ci trasmetteva tali richieste, noi sostenevamo i disabili nelle loro attività di recupero per le quali non ricevevano più il contributo dal comune, con il progetto “Angeli Custodi” erogavamo assistenza a disabili bisognosi di assistenza domiciliare, sostenevamo i centri per l’Alzheimer, le case famiglia e l’Oikos, inauguravamo un asilo nido per 20 neonati a Cupramontana e sempre in quel Comune tagliavamo il nastro dei nuovi locali della Casa di Riposo, sostenevamo la San Vincenzo de Paoli per il fondo contro gli sfratti e per le famiglie bisognose di più Comuni, contribuivamo all’acquisto delle ambulanze della croce azzurra e della croce verde, sostenevamo le associazioni sportive dei disabili, il fondo di solidarietà del Comune di Sassoferrato, offrivamo una sede al Centro Servizi del Volontariato, erogavamo contributi a cooperative per progetti di prevenzione e tutela dei minori disabili, acquistavamo un pulmino per i servizi dell’Avulss, attivavamo insieme alla fondazione di Ascoli Piceno un corso di formazione rivolto ai giovani per la formazione di esponenti del terzo settore, donavamo strumentazione ai servizi ospedalieri, dotavamo tutte le palestre di tutti gli 11 comuni di defibrillatori semiautomatici e tanto altro ancora che potrà vedere elencati analiticamente nel nostro bilancio. Non le nascondo poi il mio stupore per non averla mai avuto quale gradito interlocutore, pur trattando dello specifico del suo assessorato, nei due incontri interlocutori, di cui uno partecipato anche da consiglieri del nostro CdA, per l’ aiuto al sociale a causa della sentenza Penzi; considerando la presenza di Sindaco, Vicesindaco, Dirigente Servizi Finanziari e poi anche dell’Assessore alla Cultura Pallucca, le chiedo se lei abbia condiviso il comunicato stampa del Sindaco del giorno 29.04 e se, soprattutto, nella delibera della proposta del bilancio di previsione 2016 approvata in Giunta lei abbia almeno preteso la chiara indicazione del vincolo di destinazione della nostra futura erogazione, per i servizi sociali. Dalla sua precedente esperienza in Fondazione, nonché dalle richieste in ambiti di competenza di altri assessorati da lei trasmesseci nel ruolo pubblico di Assessore, e che avevamo anche condiviso, deduciamo come inoltre lei abbia piuttosto chiaro come il sociale, seppur prioritario, sia 1 fra i 5 settori rilevanti e 3 ammessi su cui investire risorse, decise in percentuale dall’Organo d’Indirizzo nel nostro piano previsionale, ed inoltre di come per noi il welfare sia quello di 11 comuni e non solo del suo assessorato a Fabriano e pensi (con la S) che, ciononostante, ho scelto di dire no a tante richieste (guadagnando molte inimicizie – come un politico non avrebbe mai fatto), per allocare la disponibilità economica in capo all’autonomia del presidente nel solo capitolo dei contributi sul sociale.

La ringrazio poi per riportare alla cronaca l’incontro all’ACRI del luglio 2014, “Welfare di Comunità”, e la rassicuro dicendole di avervi preso parte in prima persona con l’allora presidente Papiri, come certo le sarà stato reso noto, e son sicuro che si ricorderà di cosa disse Guzzetti: “le fondazioni vogliono andare oltre il semplice ruolo di finanziatori e si propongono come luogo di elaborazione di idee, istanze e modelli” tanto che sulla base di ciò abbiamo anche proposto Feeding Creativity per raccogliere anche le sue idee (se fosse intervenuto). Inoltre, se ha preso parte al convegno ACRI, dovrebbe ben ricordare come il welfare vada ben oltre le competenze di un singolo assessorato comunale ma passi soprattutto attraverso volontariato, associazionismo, parrocchie e comunità, forse intercettori di bisogni espressi ed inespressi più sensibili di un livello politico. Le farà poi piacere sapere che proprio in questi giorni le Fondazioni italiane stanno costituendo con il Governo il “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”.

Mi permetta però di ricordarle, visto che siamo in tema di bilancio, che lei erra asserendo che le spese di gestione e comunicazione della Fondazione siano aumentate essendo invece vero il contrario, come facilmente deriverà dalla lettura del nostro bilancio, poiché notevolmente ridotte durante i mesi della mia presidenza. Inoltre sappia che, senza proclami, ma con l’obiettivo di mettere più risorse a disposizione della popolazione tutta, vista la crisi del settore investimenti, abbiamo modificato il nostro Statuto portando da 9 a 6 i consiglieri del CdA, azzerato i gettoni delle commissioni per lo stesso, e, dato che anche il Sindaco, in sede di Assemblea, ha espresso la sua contrarietà alla riduzione numerica del nostro Organo d’Indirizzo, è iscritta all’ordine del giorno del prossimo ODI la riduzione dei corrispettivi per i componenti.

Magari ne può trarre spunto per la sua giunta e la sua amministrazione. La invito poi a rileggersi con più attenzione il precedente comunicato da me sottoscritto, ed ovviamente condiviso con il CDA. Troverà infatti le mie scuse agli organi della Fondazione per aver perorato personalmente il contributo al Comune ed il mio contestuale ringraziamento per aver comunque deliberato l’impegno dei 150.000 euro sempre nell’ambito del sociale. Semplicemente non sarà il Comune il nostro interlocutore. Infine, l’occasione mi è propizia, per ricordare, seppur solo a me stesso e magari anche alla Comunità, come la Fondazione sia un Ente privato che si sostiene con fondi privati e con finalità di pubblica utilità e come io risponda solo all’ODI che ha il potere di mandarmi a casa quando vuole. Viceversa un Assessore riveste un ruolo di governo in un Ente pubblico, pagato da tutti i cittadini cui è chiamato a rispondere. Fiducioso che lei combatterà sino all’ultimo per difendere i servizi sociali del comune, magari riducendo la già magra gestione del verde e delle strade o le disponibilità di altri Assessorati, e che per le difficoltà non abbandonerà il suo ruolo, sono a scusarmi per la mia prolissità, ma i dubbi che lei ha insinuato, anche sul piano personale, richiedevano chiarezza per la popolazione tutta che avrebbe finito con il considerare la Fondazione Carifac quale cassa continua dei bilanci comunali, amica degli amici o di qualsivoglia partito politico, e con l’auspicio di aver chiarito anche le sue perplessità sulla mia azione personale e su quella di tutta la Fondazione, che rappresento e che difendo, sono a porgerle distinti saluti.

Presidente Fondazione Carifac
Marco Ottaviani