OSTETRICIA, IL SILENZIO IN ATTESA DEL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO?

C’è un silenzio surreale intorno alla chiusura del punto nascita dell’Ospedale Profili di Fabriano. Dopo il pronunciamento del Tar, il Sindaco della città della carta si è preso alcuni giorni di riflessione e trattative all’interno della maggioranza targata Pd. “Sto valutando attentamente – ha detto Giancarlo Sagramola – le motivazioni dell’ordinanza e sto analizzando gli atti”. La cittadinanza, invece, chiede un segno forte in difesa del reparto come il ricorso al Consiglio di Stato (già annunciato dal comitato di San Severino Marche) e poi le dimissioni di massa. “Pretendiamo – ha detto l’associazione culturale Fabriano Futura – che il Sindaco proceda con il Consiglio di Stato, non curandosi delle conseguenze che il suo partito possa avere al suo interno”. E sulla sentenza i toni sono ancora più duri. “E’ scandaloso che un Giudice non abbia preso in considerazione che una gestante non può in nessun modo essere trasportata in eliambulanza, né viaggiare in travaglio in ambulanze non specializzate (Sten e Stam) e neppure del tragitto lungo e difficoltoso che ci separa da Jesi”. Anche Sveglia Fabrianesi attacca il Governatore Ceriscioli e sollecita le dimissioni della Giunta comunale e regionale. Accuse arrivano anche dal Movimento 5 Stelle che interviene dopo l’inaugurazione di una struttura privata a Porto Potenza Picena. “Tagliare quel nastro nel momento in cui sta ridimensionando quella pubblica a suon di chiusure di reparti e depotenziamento di numerosi nosocomi dell’entroterra – hanno detto gli attivisti – dovrebbe essere già fonte di imbarazzo. Farlo andando a festeggiare l’apertura di una nuova struttura di una società che ha finanziato la sua campagna elettorale con 4 mila euro lo riteniamo inopportuno, vergognoso e irrispettoso verso i cittadini marchigiani”. In tanti, in questi ultimi giorni, hanno condiviso anche il duro sfogo del Vescovo Giancarlo Vecerrica. “Mi sento sempre più offeso e turbato da questo atteggiamento degli amministratori impegnati a depauperare la sanità dell’entroterra. Costringere il popolo della montagna ad andare a partorire verso la costa – ha detto – è un’offesa tremenda. Non capisco – ha ribadito – il perché di queste decisioni e il motivo di tanto silenzio davanti a una popolazione che soffre”. Martedì anche il segretario del Pd cittadino ha rotto il silenzio ed è intervenuto per ribadire la necessità di una soluzione politica. Il primo passo è il Consiglio di Stato che dovrà pronunciarsi il 3 marzo sull’ospedale di Osimo. “Superate le fasi giudiziali – ha dichiarato Michele Crocetti – qualunque sia il loro esito, sia il Pd di Fabriano e il Pd regionale dovranno riprendere il dialogo per salvaguardare il punto nascita del territorio montano. Sappiamo e siamo sicuri – conclude – che si saprà scegliere la soluzione migliore per le legittime istanze della nostra comunità”.

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