TUTTO CIO’ CHE E’ COPERTO E CHE SI VEDE DI PIU’ – di Alessandro Moscè

“Ma che avete combinato voi italiani con quelle statue?”. Mentre in Italia è ancora aperta la discussione sulla figuraccia durante la visita del Presidente iraniano Hassan Rohani, in Francia se la ridono. La battuta del premier francese Manuel Valls è stata fatta giovedì scorso davanti ai giornalisti di casa nostra invertendo i ruoli. Da giorni ci si sta occupando dei nudi dei musei capitolini che sono stati coperti per quel passaggio in Campidoglio. Non dimentichiamo che l’Iran è una Repubblica islamica con regole molto rigide su varie questioni, tra cui, appunto, la rappresentazione dei nudi. Ma l’opinione pubblica si è indignata sulla scelta di coprire le statue, tanto che Michele Serra ha scritto su “Repubblica” che il significato ha occultato noi stessi, riferendosi alla cultura e alla storia, e ha aggiunto che l’Islam non sa neppure come gestire l’offesa. Tra i titoli più espliciti quello del quotidiano tedesco “Bild” che parla senza mezzi termini di “vergogna di Roma”, mentre il “Courier International” la mette sull’ironico: “Quando Rohani va al museo le statue nude sono messe in scatola”. Tutto ciò che viene volontariamente coperto, spesso appare più nitido per l’occhio umano. Tutto ciò che non si deve vedere ha una luce che non si spegne dietro il velo. Il caso specifico ce lo ha dimostrato ampiamente. Tanto rumore per un fatto esploso a livello internazionale e per un gesto evitabile. In Italia, come al solito, il colpevole rimane dietro le quinte, ben nascosto. “Ci sarebbero stati altri modi per non andare contro alla sensibilità di un ospite straniero così importante. Non era informato né il Presidente del Consiglio, né il sottoscritto”, ha affermato il Ministro alla Cultura Dario Franceschini. La politica tuona e chiede che si esibiscano i documenti, le direttive, le identità di chi ha attuato questo incidente diplomatico di cui l’Italia conserverà lungamente la memoria. La mortificazione per l’arte e la cultura è seconda solo ai principi di laicità dello Stato e di sovranità nazionale, per il premier Matteo Renzi. Invece è proprio l’arte a primeggiare nel suo contenuto, nell’ispirazione, nella rappresentazione. Non c’è un confronto aperto se si limita la libertà dell’artista e se si sconfessa il suo operato. Tanto più se fa parte del patrimonio nazionale da secoli.

Alessandro Moscè