L’ODISSEA DEI PENDOLARI E GLI INVESTIMENTI DELLA REGIONE

“Tutto ciò che si sposta si può rompere e anche i treni sono soggetti a questa legge della natura. Se poi il destino vuole che il guasto avviene in una linea in parte a binario unico come la Ancona-Roma possiamo solo sperare, per i prossimi anni, nuovi investimenti infrastrutturali da parte del Governo nazionale”. Così Ferrovie dello Stato il giorno dopo l’ennesima polemica dei pendolari arrivati nella Capitale con cinque ore di ritardo. E l’attivazione del piano di emergenza con molti pullman sostituitivi non ha calmato la situazione. “La tratta che collega le Marche al Lazio – denunciano i viaggiatori – è costantemente rallentata da guasti improvvisi ai treni o all’impianto elettrico”. Lunedì è stata una mattinata da incubo per tanti pendolari che hanno dovuto patire non solo il freddo – la colonnina di mercurio tra Jesi e Fabriano è scesa a meno otto gradi con strade in parte gelate – ma anche il blocco del primo treno diretto a Termini. Partiti da Ancona alle 3,50, sono arrivati a Roma alle 12,15 con cinque ore di ritardo. E gli utenti sono rimasti sul mezzo senza riscaldamento e senza poter usufruire dei servizi igienici. Il treno si è fermato vicino la stazione di Settebagni, 60 km dopo Orte, per un guasto alla linea Roma-Ancona che è rimasta bloccata metà mattina. I tecnici delle Ferrovie hanno lavorato molte ore per riparare il guasto. Sul posto sono stati inviati locomotori diesel per ripristinare la circolazione. Ripercussioni anche sugli altri treni che collegano le due regioni: l’Intercity delle 9.35 è partito da Termini con 75 minuti di ritardo; quello pomeridiano delle 15,35, invece, ne ha accumulati 50. Ferrovie dello Stato, dal canto suo, evidenzia come, negli ultimi anni, l’indice di puntualità dei treni marchigiani sia notevolmente migliorato. “Abbiamo ridotto il numero dei guasti – spiegano – grazie ad una manutenzione mirata e ad investimenti che hanno portato treni nuovi su tutte le tratte. I primi Jazz sono stati consegnati alle Marche, una regione virtuosa. Dopo molti anni sono stati sostituiti pure i vecchi treni della Fabriano-Civitanova con i nuovi Swing diesel, moderni e confortevoli”. I pendolari, però, non si accontentano e sono preoccupati vista la decisione, condivisa dalla Regione Marche, di spezzare la linea interna a Macerata, chiudere il Deposito Ferroviario di Fabriano e trasferire tutta la manutenzione ad Ancona. “Abbiamo paura che questa mossa – denunciano alcuni studenti – sia il primo passo per chiudere la tratta a servizio anche di due università”. Pensiero diverso per Ferrovie dello Stato che, ultimamente, ha investito proprio sulla Fabriano-Civitanova con 8 nuovi treni. Ma non solo. “In questa tratta, dal 13 dicembre al 12 gennaio, abbiamo raggiunto un indice di puntualità del 97,1%. Un dato ottimo. Su 35 treni al giorno 34 sono puntuali, con oscillazioni di ritardo non superiore a 5 minuti. 15 sono diretti; gli altri fanno un percorso con coincidenza a Macerata. Così abbiamo tutelato i pendolari visto che nelle ore di punta il treno è sempre diretto”. Niente da fare, invece, per tutti coloro che ogni giorno arrivano a Roma Termini e, dal binario del piazzale Est, devono raggiungere quelli di testa per prendere al volo una coincidenza. “Capiamo – spiegano dalla dirigenza – che tutti vorrebbero scendere al binario 1 e che per raggiungere gli altri bisogna camminare anche per 500 metri, ma nel principale nodo ferroviario italiano i treni che entrano dalla linea Adriatica non possono tagliare tutta la stazione. Arrivare puntuali è il nostro obiettivo principale”.

m.a.