PRONTO SOCCORSO CONTRO LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DEL PROFILI

Politici e cittadini sono sul piede di guerra e anche oggi studiano eventuali nuove contestazioni per bloccare una decisione che penalizza il comprensorio della montagna. Anche il Pronto Soccorso dell’Ospedale Profili di Fabriano scende in campo in difesa di Ostetricia. “Speriamo in un’inversione di marcia – denunciano i sanitari – perché la nostra struttura sarebbe coinvolta in questa nuova organizzazione senza disporre di quella organizzazione e di quelle competenze con cui si gestiscono le altre urgenze. Da anni non seguiamo le partorienti e quando vengono da noi sono semplicemente accompagnate in Ostetricia”. La chiusura del punto nascita aumenta le inquietudini degli operatori del Pronto Soccorso. “Come spiegare che c’è l’ospedale a Fabriano ma bisogna partorire a Jesi? Anche la gravidanza non a rischio può sfociare in un parto complicato, perché il funicolo si avvolge attorno al collo del nascituro, la placenta si stacca, le contrazioni dell’utero si arrestano e il bambino rimane incastrato nel canale del parto. Le urgenze ostetriche sono le più temute anche dagli anestesisti perché ineludibili ed improrogabili, quasi come un arresto cardiaco. Avere in loco l’Ostetricia è un diritto acquisito da tempo e inalienabile”. A Fabriano il Pronto Soccorso accoglie 24.000 persone l’anno. “La struttura è affollata e in affanno – precisano i sanitari – perché c’è un ricorrere non sempre giustificato e perché è impossibile ricoverare i pazienti nei reparti per carenza di posti letto che hanno subìto una drastica riduzione. Poi mancano 52 infermieri nell’Area Vasta 2, di cui 8 a Fabriano”.

Marco Antonini