NATALE, LA FESTA DELLA VITA E LA CHIUSURA DI OSTETRICIA

La fine di Ostetricia, lo smantellamento del Profili e il mese di dicembre, quello più colorato, trasformato nel mese del silenzio e della rabbia perchè non c’è proprio nulla da festeggiare. C’è amarezza in città per la fine lenta e continua che la città sta subendo sotto tutti i punti di vista. Ad oggi mancano le luminarie – già accese in tante cittadine marchigiane – e non è stato ufficializzato nessun cartellone natalizio. Questa è Fabriano. Silenziosa, rattristata per lo smantellamento che fa diventare la città della carta, la città dove non si nasce più. E mentre Fondazione Carifac studia una serie di eventi per colorare il centro storico, i cittadini chiedono a tutte le forze politiche di non arrendersi e di bloccare lo smantellamento dell’unico ospedale della zona montana. Non sono servite le garanzie del Governatore che ha ripetuto che il provvedimento ”non prevede alcun risparmio di risorse per l’Asur, nessun impoverimento dei territori: il personale impiegato nei reparti resta e si implementano i servizi di presa in carico delle donne in gravidanza.” I sanitari attaccano. “Asur – ha detto il primario Pasquale Lamanna – non ci ha dato nessuno spiraglio. Ieri ho scritto una lettera al personale del reparto. La chiusura è fissata per il 31 dicembre anche se potrebbe rimanere operativo il reparto di Ostetricia e Ginecologia senza sala parto. Ho consegnato un documento importante a Ceriscioli. Vorrei sapere dai tecnici – spiega – come interverranno nel momento in cui una donna è ferma tra le gallerie – per colpa dei lavori continui e degli incidenti che blocca il tratto anche per molte ore – ed è il momento di partorire. In caso di emergenza quale struttura e quale dottore si dovrà prendere la responsabilità di intervenire?” I medici puntano il dito contro l’applicazione puntigliosa della normativa. “Solo le Marche sono così rigorose. In Toscana – la terra del premier Renzi – diversi ospedali sotto i 500 parti continueranno a lavorare tranquillamente perché in zona disagiata. Sicuramente quei politici e quei tecnici non hanno visto le nostre strade.” Nel mirino anche gli ipotetici risparmi. Sindaco e medici attendono l’ultimo incontro in Ancona, previsto non prima della settimana prossima, per giocarsi l’ultima possibilità e ottenere un improbabile ripensamento in attesa della chiusura definitiva che arriverà il giorno di Capodanno.

Marco Antonini