CONTRATTI IN SCADENZA IN AREA VASTA 2. CGIL: ‘INTERVENGA IL GOVERNATORE’

Il Presidente Ceriscioli deve essere consapevole che è chiamato ad affrontare subito un problema urgente, quello dei precari, e non può mancare dove è mancato il precedente Governo. Rispetto ai prioritari impegni sulle risorse umane del S.S.R., di cui al Protocollo d’Intesa Programmatico Sanitario e Socio – Sanitario firmato il 17/02/2014 (D.G.R. n.149/2014). Il 31 Luglio, nell’Area Vasta 2, scadranno infatti contratti a termine di figure professionali, che, pur essendo fondamentali per garantire i livelli qualitativi/quantitativi delle prestazioni ed i L.E.A., legati direttamente od indirettamente all’assistenza, sono esclusi o dimenticati rispetto al discorso proroghe di cui al “Decreto Balduzzi” ed alla stabilizzazione di cui al “D.P.C.M. precari”. Occorre un urgente intervento, affinché tali figure vengano anch’esse mantenute tutte in servizio, per non compromettere la sicurezza dei servizi. Servirebbe insomma un urgente accordo di programma, oppure l’emissione di una perentoria disposizione rivolta a tutti gli Enti ed Aziende del S.S.R., che il Presidente Ceriscioli dovrebbe concludere immediatamente a garanzia per l’anno 2015, per stabilizzare i posti in organico del S.S.R., relativi ad attività imprescindibili continuative e connesse, direttamente od indirettamente, con l’erogazione di attività assistenziali. Ci riferiamo – spiega Cgil – agli infermieri, a tutto il restante personale dei diversi ruoli sanitari e tecnico – sanitari,  agli operatori socio – sanitari,  agli ausiliari socio – sanitari specializzati, agli assistenti sociali, agli autisti di ambulanza, ed al personale medico.

Particolarmente disagiata e discriminata la condizione degli ausiliari, non ricompresi entro il “Decreto Balduzzi” ed il “D.P.C.M. precari” circa le proroghe e le stabilizzazioni, sfruttati, più che impiegati, per servire più Reparti contemporaneamente, addirittura diversificati nel colore della divisa pur essendo personale imprescindibile sul versante assistenziale alla pari degli altri, e, semmai mancassero le proroghe dei contratti a termine in scadenza, sarebbe a rischio la calendarizzazione dei loro turni lavorativi, compromettendo l’equilibrio tempi di vita e di lavoro. Le Regioni – spiega ancora la Cgil – hanno facoltà di intervenire in piena legittimità ed autonomia sulla Sanità, e per la Regione Marche è arrivato il momento di onorare, con coraggio e responsabilità, i tanti sacrifici lacrime e sangue patiti quotidianamente sul campo, con dignità, dai professionisti del S.S.R. Se la Regione Marche è universalmente riconosciuta come la Regione italiana più virtuosa in campo sanitario, il merito è esclusivamente loro. Proceda quindi subito il Presidente Ceriscioli, in quanto nel rispetto delle suddette superiori finalità, è possibile disporre, da parte della Regione, con coraggio e responsabilità, la proroga di tutto il personale del S.S.R., senza distinzioni di profilo professionale, ovvero di tutte le tipologie di contratto a termine, motivando e normando l’intervento speciale e straordinario.

Cs Cgil