ROSSI (SEL): “VENDITA INDESIT? PREOCCUPANTE IL SILENZIO DELLA POLITICA LOCALE”

Il fatto che Whirlpool si sia aggiudicato la partecipazione di maggioranza di Indesit,con una quota pari al 60,4% del Capitale Sociale, rappresenta di fatto la vendita del gruppo Indesit agli americani.  Il nostro territorio, gestito per anni, privatamente, dalla famiglia Merloni si sgretola, sempre di più, giorno dopo giorno. La vendita di Indesit deve far porre alla nostra collettività molte domande ed innanzitutto suscitare una maggiore consapevolezza critica di ciò che le accade costantemente intorno. Innanzitutto  i cittadini, la politica e la comunità fabrianese in generale devono emanciparsi dall’idea che c’è rimasto qualcuno che, o per vie dinastiche o per potere reale possa riuscire a salvarli. Ieri il vecchio modello merloniano, parafrasando Tomasi di  Lampedusa, ha fatto sì che Fabriano si presentasse nello scenario della globalizzazione come la vecchia in carrozzella all’esposizione universale di Londra. I loro risultati oggi sono fallimenti o vendite. È quindi prioritario far sì che il territorio riprenda autonomamente le redini del suo sviluppo. Oggi la vendita di Indesit da parte della famiglia Merloni ad una multinazionale americana ha, a mio avviso, molte più ombre che luci. In primo luogo al momento non ci sono né vincoli né accordi sulla salvaguardia occupazionale sia come posti di lavoro diretti sia come filiera produttiva ed indotto, non si sa se verrà rispettato l’accordo di sette mesi fa sui licenziamenti bloccati per cinque anni, non si sa se verranno spostate le centrali produttive, non si conosce ad oggi nessuna notizia di tavoli governativi. Le dichiarazioni di Spacca sono tardive e le sue attuali preoccupazioni dovevano emergere al tempo dell’ incontro di qualche mese fa che il presidente aveva avuto con i dirigenti di Whirlpool. E’ invece ancor più preoccupante il silenzio della politica che governa il nostro territorio. La vendita che è stata effettuata non è cosa da poco, è necessario che la nostra comunità si interroghi, fino in fondo, su cosa essa significhi, sul rischio concreto di ulteriori perdite di siti produttivi e sull’indotto. Dobbiamo lottare, insieme, affinché questo rischio venga scongiurato. Ciò non basta però. Abbiamo anche il dovere di tutelare le tante piccole e medie imprese che operano nel nostro territorio essendo ben consci che il nostro futuro non potrà essere vincolato né ai destini di una famiglia, né ai desideri volubili di una Multinazionale. Al nostro Sindaco chiedo che si impegni in prima persona per avere delle risposte agli interrogativi e alle criticità, che dia modo ai cittadini, alla politica, alle associazioni di categoria e ai sindacati di ritrovarsi in un’assise consiliare aperta dove discutere di  questa questione, per riportare al centro del dibattito pubblico una vertenza di fatto non chiusa.

Emanuele Rossi  SEL- Fabriano Bene Comune