IMPRESE ALLO STREMO, CONTINUANO LE CHIUSURE (44) NEL FABRIANESE

Le imprese continuano a chiudere nel Fabrianese. Nel primo trimestre dell’anno hanno cessato l’attività 44 aziende artigiane, 26 le iscrizioni per un saldo negativo di -18. Il dato è dell’Ufficio Studi di Confartigianato che pone in evidenza come per la situazione del distretto produttivo di Fabriano non si siano ancora aperti spiragli. Nel Comune di Fabriano in tre mesi hanno chiuso 19 attività artigiane, 16 le aperture (-3). Il calo delle commesse, la mancanza di liquidità ha eliminato parte delle aziende della subfornitura – dichiara Simone Clementi, Segretario Confartigianato Fabriano – quelle che sono sopravvissute all’urto più duro della crisi sono andate avanti tra sacrifici dando prova di grande coraggio. Le costruzioni sono il comparto più in affanno (-11), segno meno anche per manifatturiero (-4), servizi alle persone (-4) servizi alle imprese (-1). Il distretto produttivo va ricostruito, continua Simone Clementi della Confartigianato, i modelli di sviluppo che nei tempi passati hanno garantito al territorio crescita e benessere non funzionano più. Il Fabrianese deve attuare una sistematica diversificazione produttiva che punti a innovare i comparti tradizionali. In tal senso sta nascendo  sotto la spinta di nuove dinamiche di mercato e dell’evoluzione fisiologica della tecnologia una serie di attività afferenti alla IT e alle nuove tecnologie: produzione di software, consulenza informatica, riparazione, manutenzione, installazione macchine e apparecchiature; altre attività professionali, scientifiche e tecniche. Le competenze e le esperienze acquisite dal comparto manifatturiero vanno rielaborate per rispondere alle nuove richieste dei mercati.